Lazio, Immobile può essere il tuo capitano: la storia di Ciro tra sogno e realtà

Il primo luglio è un giorno importante per molti italiani. Per quelli che amano il calcio e che non riescono a staccarsi dalla propria squadra del cuore, oggi è iniziato ufficialmente il calciomercato. La Lazio in questi giorni già ha mosso i primi passi e sembrerebbe intenzionata ad una vera e propria rivoluzione. Tare è alla ricerca di nuovi giocatori su cui Inzaghi possa contare per la prossima stagione.
La rosa dei biancocelesti ha una media di età pari a 26,1, ma molte colonne portanti della squadra, con molti chilometri sulle gambe, si avviano verso la conclusione della propria carriera. Proprio per questo la società sembra intenzionata a ringiovanire la rosa. Uno dei senatori che potrebbe salutare la capitale in questa finestra di mercato potrebbe essere Radu. Secondo Leggo con la sua partenza e con il probabile arrivo di Jony per far rifiatare Lulic, Inzaghi avrebbe scelto Immobile come nuovo capitano.

 

 

Ciro Immobile, dal sogno alla realtà

Tutti ci siamo fermati almeno una volta a fantasticare, sopra una soffice nuvola, trasportati dalla dolce brezza della fantasia. Fermi con lo sguardo vacuo, persi nel vuoto, mentre cerchiamo di vivere un sogno; il nostro sogno.
Chi non ha mai sognato? Chi non ha un desiderio nascosto dentro il cuore e che timidamente cela tra le pieghe della realtà e dell’illusione?
Pochi sono quelli che riescono a vivere la propria favola e che conoscono il lieto fine. Tutti gli altri possono solo guardare con sguardo devoto questi “eroi”, ma quanti sono quelli che cercano di capire chi c’è dietro a questi valorosi? Chissà quanti sacrifici hanno dovuto sopportare, quante cicatrici indossano come una medaglia al valore e di quanta fragilità è fatto il loro coraggioso cuore.
Per essere una vera favola si dovrebbe iniziare con “c’era una volta”, ma questa non è fantasia, questa è realtà.

Lazio - Fiorentina

I primi passi

Il 20 febbraio del 1990 nasce, a Torre Annunziata, Ciro Immobile. Fin da piccolo, il giovane “scugnizzo” con il Dna da campione, ha solo un sogno: diventare un calciatore. I sacrifici sono tanti, ma la sua dedizione è più forte di ogni avversità.
La sua prima maglia è della scuola calcio “Torre Annunziata ‘88”, ma il suo trampolino di lancio avviene nelle giovanili del Sorrento.
La giornata era scandita da un ordine ben preciso: la mattina scuola e dopo aver pranzato con un panino sul treno, iniziava gli allenamenti. Il padre ricorda di come stanco tornava a casa la sera, ma sempre con il sorriso. D’altro canto una passione infuocata come questa è difficile spegnerla. Ciro era talmente innamorato del calcio che poteva guardare una partita senza accorgersi dello scorrere del tempo, anche se questo gli poteva causare qualche problema. Una volta, mentre era in trasferta, ha addirittura perso il pullman della sua squadra  perché si era fermato a guardare la gara successiva.

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Il sogno si avvera
Finalmente nel 2007/2008 arriva la prima conferma che il suo non è solo un sogno; a suon di goal Ciro rende reale una fantasia. In questa stagione sigla 30 reti nella categoria Allievi e la doppietta contro il Torino (suoi coetanei) lo farà entrare nel mirino dello scouting della Juve. Proprio la Vecchia Signora, sotto consiglio di Ciro Ferrara, comprerà l’attaccante per 80mila euro.
La madre Michela soffre la lontananza del suo “piezz ‘e core”, ma Immobile ormai vede il traguardo e con decisione continua a correre verso i suoi obiettivi.
Nel 2009, il 14 marzo per la precisione, Ciro esordisce in serie A contro il Bologna sostituendo il suo idolo. Quel giocatore di cui conserva una foto scattata insieme quando aveva 5 anni: Alessandro Del Piero.
Per farlo crescere viene mandato in prestito, prima al Siena, poi al Grosseto e infine al Pescara. Proprio qui incontra Zeman e sotto la sua guida realizza 28 goal trascinando gli abruzzesi verso la conquista della serie A e consacrandolo come goleador. Conferma il titolo nella stagione 2013/2014 con il Torino. Nelle 33 presenze con i granata segna 22 goal conquistando il titolo di capocannoniere.
Nessuno può più sorridere dei sogni del piccolo “guaglione” che desidera diventare un grande giocatore, ormai il pensiero si è concretizzato, a questo punto è diventato realtà.
Purtroppo le difficoltà sono sempre dietro l’angolo e Ciro, dopo essersi trasferito all’estero (Borussia Dortmund e Siviglia), colleziona delle stagioni deludenti. Tuttavia, Immobile è sempre rimasto un ragazzo umile e da grande lavoratore che è non si dà per vinto.

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Ciro vola nella capitale e diventa un giocatore della Lazio

Nel 2016 vola a Roma e veste i colori più belli, i colori biancocelesti. Con la Lazio, come un vero aquilotto, torna a volare. I numeri parlano chiaro, negli ultimi tre anni passati nella capitale ha realizzato 86 goal su 134 presenze.
Fin da subito è riuscito a conquistare i cuori di ogni tifoso, facendo abituare il popolo romano a grandi prodezze. Un attaccante di razza, un talento indiscusso, un mastino napoletano che ringhia e lotta su ogni pallone. Un ragazzo che ancora sogna e che si allena con costanza e con passione.

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