SPECIALE – Buon compleanno a Tommaso Paradiso! – Origini, carriera, successi, “Love”, intervista-fiume a “Quelli che” e futuro prossimo del cantautore innamorato della Lazio che ha restituito primordiale dignità alle piccole cose

 

di Niccolò Faccini

 

Non saranno di certo 36 candeline a spaventare il capitano dei Thegiornalisti, Tommaso Paradiso. Spirito libero, “tra la strada e le stelle”, forte sensibilità e urgenza di semplicità, queste le chiavi di un successo straordinario che negli ultimi anni è andato di pari passo con i trionfi della sua squadra del cuore, la S.S.Lazio. Linguaggio basico e accessibile a tutti, volontà di farsi capire, di decodificare e dare voce ai desideri inespressi, alle esigenze, alle speranze di una generazione, e abilità di giostrarsi tra decine di progetti artistici e musicali. Potranno essere anche trascorse 36 primavere, ma soffiare su una torta non basterà per spegnere le centinaia di migliaia di lucine che “accendono” i concerti di una band ormai sempre più in voga. In occasione del suo compleanno, alla nostra redazione sembra doveroso dedicare a Tommaso un piccolo spazio teso ad ospitare una triadica commistione, un percorso che vuole partire illustrando i punti salienti della sua carriera, per poi rivivere approfonditamente l’intervista resa ormai sei mesi fa nel corso della trasmissione “Quelli Che” in onda sulle frequenze di Radiosei – in cui il cantautore ci ha raccontato a 360 gradi la sua musica, il suo credo calcistico e la sua passione per la Lazio – fino ad arrivare ai giorni nostri, ai recenti avvenimenti e a quelli che coloreranno il futuro prossimo.

Di seguito quindi due step, uno legato agli specifici eventi di una carriera già molto fitta seppur non lunghissima, ed un altro maggiormente connesso alle vicende del club più antico della Capitale; entrambi coronati da un augurio finale, ovvero che l’ora del massimo tripudio non sia ancora giunta: a settembre è in programma un evento speciale nel cuore di Roma, e il meglio deve ancora venire.

 

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Thegiornalisti – Origini, influenze, album, singoli e riconoscimenti

Tommaso Paradiso nasce a Roma nel quartiere Prati il 25 giugno del 1983, e dopo il liceo classico ottiene la laurea in filosofia con 110 e lode e una tesi su Fichte (tra i maggiori esponenti dell’idealismo tedesco di fine ‘700), anche se si definisce più vicino al pensiero kantiano: l’idealismo trascendentale del maestro di Konigsberg ha segnato in qualche modo il percorso del cantante, misto a forti influenze – come rivelato in svariate interviste – anche di San Tommaso D’Aquino, fulcro teologico della chiesa cattolica. Amante della musica, suona il pianoforte dal periodo delle elementari. Con gli amici Marco Antonio Musella e Marco Primavera fonda la band dei “Thegiornalisti” nel 2009, senza nascondere gli influssi di big della musica italiana quali Dalla, Vasco Rossi, Antonello Venditti e Luca Carboni. A due anni dalla nascita, l’esordio musicale con il disco “Vol.1”, pubblicato il 3 settembre 2011, genere indie rock, dieci tracce tra cui si segnalano “Autostrade umane” e “Io non esisto” (forse una volta, caro Tommaso!). Il 24 settembre dell’anno successivo esce il secondo album “Vecchio”, che non riscuote il successo sperato. La svolta arriva nell’ottobre 2014 con “Fuoricampo”, dove synth, indie e dream pop si fondono dando vita a nuove sonorità: dalle chitarre al pop, “Fine dell’estate” è il singolo di successo che spopola sulle radio nazionali. ‘Per lei’, ‘Promiscuità’ e ‘Proteggi questo tuo ragazzo’ le tracce di spicco tratte dal nuovo lavoro della band, che ottiene enormi consensi, prima della definitiva consacrazione nell’olimpo dei grandi, coincisa con l’uscita del quarto album “Completamente Sold Out”, venuto alla luce il 21 ottobre 2016. Il primo singolo estratto dall’album è ‘Tra la strada e le stelle’ (aprile 2016), seguono ‘Il tuo maglione mio’ (giugno 2016), ‘Completamente’ (settembre) e ‘Sold out’ (febbraio 2017). I TheGiornalisti collezionano dischi d’oro e dischi di platino, e il nome dell’album si rivela profetico: i biglietti del “Completamente tour” vanno a ruba, dall’Alcatraz di Milano all’Estragon di Bologna, dall’Atlantico di Roma all’Urban di Perugia. Ai Rockol Awards 2016 sono “Rivelazione italiana 2016”. Le canzoni balzano in vetta nell’airplay radiofonico nazionale e nel maggio 2017 logica conseguenza sono le due prime volte al Palalottomatica di Roma e al Mediolanum Forum di Assago.

La band continua a sfornare hit, l’inedito ‘Non caderci mai più’ è elogio del dream pop ed apre la strada al singolo ‘Riccione’, pubblicato nel giugno 2017 e rivelatosi in un batter d’occhio tormentone estivo. “Parte il campionato, si riaccendono le stelle”, ecco uno dei tantissimi riferimenti al mondo del calcio, che con la musica forma oggetto di una passione feroce. Innumerevoli le collaborazioni di Paradiso con altri artisti, vedasi il featuring con Fabri Fibra ‘Pamplona’ nel maggio 2017 o il singolo ‘Da sola in the Night’ con Takagi&Ketra ed Elisa del gennaio 2018. Nel febbraio 2018 Tommaso sbarca all’Ariston di Sanremo, dove duetta per una sera con Morandi sulle note di ‘Una vita che ti sogno’, canzone scritta per il cantante emiliano, che la considera “il pezzo più bello mai scritto” dal frontman dei Thegiornalisti. Negli ultimi anni Tommaso scrive anche ‘Luca lo stesso’ per Luca Carboni, ‘Partiti adesso’ per Giusy Ferreri, ‘L’esercito del selfie’, poi interpretata da Takagi&Ketra, Lorenzo Fragola e Arisa, ‘Mi hai fatto fare tardi’ per Nina Zilli, “E se c’era” per Francesca Michelin, ‘Autunno’ per Noemi. ‘Happy Christmas John’ era stata invece la canzone di Natale ‘regalata’ nel 2017 a Radio Deejay. Sempre nel 2017 i Thegiornalisti avevano firmato la colonna sonora del film di Fausto Brizzi “Poveri ma ricchissimi”, oltre ad essersi aggiudicati il Premio “Rivelazione dell’anno”. Calma apparente – ça va sans dire – prima dell’autentica apoteosi. Infatti ’Questa nostra stupida canzone d’amore’, ‘Felicità puttana’ e ‘New York’ sono i tre singoli che anticipano l’uscita del quinto e ultimo album “Love”, pubblicato il 21 settembre 2018 e preludio ad un tour in tutti i palazzetti dello stivale tra ottobre e novembre 2018. Il 13 dicembre Tommaso è ospite della finale di X-Factor Italia. “Love” è oggi disco di platino, con oltre 50mila copie vendute, così il ‘Love Tour’ raddoppia anche in primavera. Tra fine marzo e inizio maggio sono innumerevoli le date al Palazzo dello Sport dell’EUR a Roma, oltre che a Bari, Milano, Firenze, senza dimenticare il concerto del primo maggio nella suggestiva location dell’anfiteatro scaligero dell’Arena di Verona, notoria casa del pop italiano.

Gli ultimi mesi lo vedono protagonista di una vera e propria proliferazione di collaborazioni con gli artisti più diversi, dal rapper Franco126 fino a Calcutta: con quest’ultimo Tommaso ha scritto il singolo poi interpretato da Loredana Bertè “Tequila e San Miguel”. Sempre col cantautore originario di Latina (oltre che assieme a Jovanotti e Takagi & Ketra) ha dato alla luce il singolo “La Luna e la gatta”, uscito ad inizio marzo. Dalla fine del mese parte un’altra tranche di concerti, con oltre 15 date in giro per lo stivale. Il 17 maggio ecco pubblicato l’ennesimo masterpiece, il nuovo singolo “Maradona y Pelè”. Il cerchio si chiuderà il 7 settembre, quando è in programma la “conquista” del Circo Massimo di Roma, in un concerto-evento che passerà alla storia e consacrerà i Thegiornalisti come la prima band italiana ad esibirsi nella magica location, a quattordici mesi di distanza dal doppio successo di Laura Pausini (andato appunto in scena nel luglio dello scorso anno). Ormai icona-social, l’artista originario di Ariano Irpino – di cui vanta la cittadinanza onoraria – può contare solo su Instagram oltre 555mila followers, ennesima dimostrazione di affetto da parte dei tantissimi fans, che sono andati moltiplicandosi di settimana in settimana. Tommaso condivide con tutti loro scene del quotidiano, dalla partita di tennis al dolce sorseggiare un calice di vino, oltre a una serie di video tratti da concerti passati. Anche in questi casi sovente le frasi associate ai post colgono l’occasione per tornare alla radice gnoseologico-filosofica del suo pensiero: come quando – per ringraziare Milano e commentare le lucine dei telefoni accesi del pubblico in visibilio durante “Questa nostra stupida canzone d’amore” – il classe 1983 ha scritto: “Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me”, riferendosi ai due capisaldi kantiani, ossia le uniche due cose che per il padre dell’Illuminismo eran suscettibili di riempire l’anima di “ammirazione e venerazione” sempre nuove e crescenti. Protagonista delle copertine di note riviste, da Sport Club fino a Vanity Fair, Tommaso ha fatto accendere i riflettori su di sé grazie ad una spiccata umiltà. Concisione, incisività ed esigenza di sintesi rientrano perfettamente nel titolo dell’album e del tour, che non a caso si compone di sole quattro lettere (“L-O-V-E”) ma contiene una fiumana di emozioni. Le stesse che Tommaso ha tentato di far suscitare nell’habitat di Radiosei poco prima dello scorso Natale.

 

 

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L’intervista a Radiosei

CANTANTE FILOSOFO20 dicembre 2018. Gli studi storici di Radiosei, nel corso della trasmissione radiofonica “Quelli che hanno portato il calcio a Roma” diventano il teatro di una mattinata in…Paradiso. Special guest di Guido De Angelis è appunto Tommaso Paradiso, frontman della band dei Thegiornalisti, venuta ad esistenza nel 2009. Una chiacchierata a 360 gradi col cantante del momento, per ripercorrere brevemente passato e presente e proiettarsi al futuro. Classe 83, maturità classica conseguita nella Capitale e propedeutica alla laurea in filosofia, perno di un background culturale variopinto, disciplina che “esorta a non essere approssimativi, loda il dubbio, sconfessa i dogmi e stimola una capacità critica”, celebrando il valore della parola, poi punto di partenza della sua musica. “La carriera accademica non era nelle mie corde, mia madre mi diceva di fare della mia passione il mio lavoro”. Ecco spiegato lo shift dalla ‘Repubblica’ di Platone – suo libro preferito – allo spasmodico interesse per il genere brit pop, esploso nell’Inghilterra degli anni 90: “Impazzivo per gli Oasis e i Blur, la mia era un’emulazione totale. Quel sound di estrazione anglosassone unito alla scrittura italiana si è rivelato un connubio vincente”. Poi “caparbietà, fortuna, abilità di intercettare il gusto del tempo” hanno fatto il resto, incoronandolo nel mainstream radiofonico. Uno solo l’obiettivo originario, cioè “scrivere testi basici che raccontassero la vita di tutti i giorni in forma poetica”; alcuni grandi maestri, “da Lucio Dalla a Vasco Rossi, dagli Stadio a Carboni, da Jovanotti a Venditti”; un’unica fonte di ispirazione, le emozioni della quotidianità. Nel rispondere alle domande dei presenti, Tommaso svela la sua formula magica: semplicità e umiltà, un binomio raro, fil rouge che lega un’intera carriera, “da quando suonavamo davanti a 3 persone” fino all’ultimo album Love, già disco di platino da oltre 50mila copie. Ecco il segreto, “discostarsi dai concetti astrusi” e restituire invece, con la musica, dignità primigenia a quel valore positivo delle abitudini, dei gesti ripetitivi, all’essenzialità delle piccole cose, azzerando così ogni barriera con chi ascolta. Dai primi due dischi, “Vol.1” (2011) e “Vecchio” (2012), più vicini agli anni 60/70, fino alle sonorità 80’s dell’album della svolta “Fuoricampo” (2014), o al pop totalizzante di “Completamente Sold Out” (2016); dalle influenze ‘dalliane’ di Promiscuità al mood in stile Vasco di Sbagliare a vivere, infine il presente: in fondo per Tommaso non è cambiato niente. “Io non riesco a non essere sincero, la mia vita è limpida e aperta, non si può romanzare troppo. Sono un romantico per natura e non per facciata, malinconico, ottimista, il ragazzo timido di sempre”. Tranne nei concerti: “Se il live è adrenalina pura, l’apice della felicità è la fine di ogni concerto”, un climax di “estasi, liberazione, benessere indescrivibile”. Quanto al successo attuale,non pensarci” è l’escamotage; chiara invece la ragione su cui si fonda: “Oggi siamo più attuali, più coerenti col presente che col passato, più contemporanei, e il pubblico gradisce. Essere amati in modo eterogeneo in tutto lo stivale è motivo di orgoglio”. Non sono parole di ostentazione: dagli occhi di Tommaso traspare quella sincerità bella di chi ogni giorno cerca di interrogarsi sui perché di un’ascesa che ha dell’incredibile, senza dimenticare di godersela in toto.

 

LA “SUA” LAZIALITA’ – Tra un aneddoto e l’altro c’è ovviamente tempo per omaggiare “l’innovatore per antonomasia” Rino Gaetano, enucleare i miti del cinema italiano (“Adoro De Sica, Sordi, Gassman, ma ‘Brutti, sporchi e cattivi’ di Manfredi è un capolavoro”), elogiare Verdone. “Il recente invito a casa di Carlo è stato un momento indelebile, dice che gli somiglio molto. La triade composta da ‘Compagni di scuola’, ‘Borotalco’ e ‘Acqua e sapone’ è straordinaria, se vorrà scriverò la colonna sonora del suo prossimo film.” Già, perchè oltre alle hit proprie sfornate in serie, il repertorio di Tommaso comprende anche numerosi testi scritti per tanti esimi colleghi e amici, tra cui Giusy Ferreri, Luca Carboni, Noemi, Morandi. Differenze? “Scrivere per gli altri è un mestiere, è un po’ come fare l’attore, è anche un modo per far dire cose che magari non direi, mi diverto ancora di più”. Incalzato dalle curiosità dei presenti, Tommaso ha modo di parlare anche di vita privata, e a chi gli chiede della compagna Carolina risponde: “L’ho conosciuta su un campo di calcio. Lei non tifa Roma, è proprio una ultrà sfegatata e il derby in famiglia si vive malissimo. Per il resto siamo una coppia normale. Figli? Mi piacciono le famiglie, vorrei averne più di uno, magari cinque o sei”. E’ il preludio ad una vera full immersion nella sua mai rinnegata fede calcistica. Perché non c’è da nascondersi. Si comincia con due costanti della vita del numero uno dei Thegiornalisti. La prima è un diktat inamovibile. Tommaso confessa: “L’intera tournèe è costruita sul calendario della Lazio”. La seconda riguarda da vicino il palinsesto di Radiosei. “Ovunque io mi trovi, l’apertura di Guido De Angelis alle 10.30 è per me imperdibile. Per non parlare della sigla iniziale di ‘Quelli che’, la conosco a memoria”. L’incipit “Paradisiaco” è musica per le orecchie dei sostenitori biancocelesti: “C’è molta lazialità nel mio modo di vivere la musica. I miei ricordi di Lazio sono legati allo zio ‘Foffo’, che mi portava in Tribuna Monte Mario a vedere la Lazio di Casiraghi, Signori e Boksic. Di Alen la mia prima istantanea biancoceleste. Era altalenante, ma era la mia malattia”. La spontaneità come marchio di fabbrica, non a caso “il rapporto con i tifosi di altre squadre è ottimo. Anche i romanisti apprezzano la mia incapacità di nascondermi”. E’ poi, inevitabilmente, il turno di due sassolini nelle scarpe, ovvero la perenne difficoltà a battere le big di Serie A (“E’ fastidioso non riuscire a imporsi contro le grandi, vorrei tornare a vincere a San Siro”) e la frustrazione da derby (“Anche se i cugini sono a pezzi, quando giocano contro di noi sembrano campioni del mondo”). Ancora sulla stracittadina: “La mia esultanza più bella risale al derby di Di Canio del 6 gennaio 2005, fu una vittoria di carattere, ricordo che planai in Tevere, ritrovandomi forse 35 gradini più giù”, afferma Tommaso ridendo. “Il 26 maggio ero invece al Primavera Sound Festival di Barcellona, mi chiusi in un bar con 100 romanisti”. Nulla è però paragonabile al secondo Scudetto, datato 14 maggio 2000. “Al fischio finale mi sono isolato, evitando caroselli e invasione di campo. Con uno scatto di gioia sono rientrato a casa e in camera ho pianto”. Da laziale il grande desiderio èun nuovo stadio, una bomboniera da 40mila posti, un circolo di laziali. Il Flaminio sarebbe un sogno”; da cantante la speranza è suonare all’Olimpico, ma “c’è tempo, si vedrà”. Lo spinoso aut-aut tra un Olimpico pieno per un concerto dei TheGiornalisti o per una Lazio in finale di Champions per adesso è risolto senza indugi a favore della seconda ipotesi (“Mi accontenterei di una finale di Coppa Italia…”). Quando l’incontro volge al termine, dulcis in fundo il cantautore romano – definitosi “orfano di Felipe Anderson” ma felice di avere in squadra (sia alla Lazio che al fantacalcio, ndr) Ciro Immobile, che “quando va male è da 6 in pagella” – si improvvisa allenatore e consiglia ad Inzaghi un cambio di modulo, giacchè “con Alex Sandro e Cuadrado esterni la difesa a 3 calzerebbe a pennello, ma con gli attuali interpreti la soluzione migliore sarebbe la retroguardia a 4”.

 

LA “SUA” FORMAZIONE-TIPO – L’autore di tormentoni quali Riccione, Questa nostra stupida canzone d’amore, Felicità puttana si è infine prestato a comporre una formazione tipo. Nella Top11 biancoceleste “allenata da Eriksson” di Tommaso Paradiso “il custode dei pali è Peruzzi, le colonne portanti in difesa Nesta e Stam”. Tra i centrocampisti “immancabili Veron, Nedved e Simeone”. Nel tridente offensivo trovano posto Signori e Giordano e, su forte pressione di Guido De Angelis, il mitico Giorgio Chinaglia. Il nostro direttore parla anche di Mario Frustalupi, che la casacca biancoceleste l’ha indossata dal 1972 al 1975 vincendo anche il primo scudetto, Tommaso si fida e annuisce. Gli inni del pre-partita non cambieranno, parola di Tommaso: “Quelli che abbiamo sono pietre miliari, i miei non sarebbero mai così belli”. Cala il sipario dopo oltre un’ora e mezza ricca di spunti e di lazialità. I TheGiornalisti ripartono a fine marzo, con la prosecuzione del ‘Love Tour‘ che ha registrato decine di sold-out in giro per l’Italia. L’aquila reale, la Nazionale, il nido della casa, la bottiglia d’acqua accanto al letto, la musica di Youtube, le serie tv, il cane Ugo, lo scenario balneare e le tematiche più comuni della vita quotidiana faranno ancora compagnia agli italiani, nell’intento di far riscoprire ai più smemorati il magico fascino della normalità. Gli scettici stiano pur certi: la band capitanata da Tommaso Paradiso, restia ad ogni possibile autocelebrazione, non cambierà registro. Eccessivi trionfalismi o atti di spudorata vanteria, del resto, non sono di casa nemmeno sulla sponda biancoceleste. Insomma, la solita malinconia, il solito romanticismo, l’usuale timidezza, “gli amici sempre gli stessi, tutti romanisti…”. Perchè come lo vedi, Tommaso è. Umile, sincero, talentuoso e innamorato della Lazio.

 

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Il concerto-evento venturo

CIRCO… IL “MASSIMO” – Nessun elemento da celare, quello tra arte e Lazio è un connubio che Tommaso tiene ben presente, e lo testimonia partecipando ai salotti televisivi calcistici – in primis TikiTaka – o baciando o sventolando le bandiere con l’aquila nel bel mezzo o al termine dei concerti. Senza disegnare una vena molto lucida sul mercato: a gennaio fece sorridere l’appello alla società capitolina di acquistare Manuel Lazzari della SPAL, ritenuto il miglior prospetto possibile per la corsia destra dell’11 laziale. Ma nemmeno sugli acquisti al fantacalcio il frontman dei Thegiornalisti ha sbagliato: quest’anno, nella “storica lega fantacalcistica con gli amici di sempre” Tommaso aveva in rosa Ciro Immobile (che negli ultimi tre anni di Serie A ha gonfiato la rete più di chiunque altro nel massimo campionato italiano), Lucas Leiva (che poi è stato nominato ancora una volta “Uomo della Stagione” dai sostenitori biancocelesti) e Joaquin Correa, argentino che alla Lazio ha regalato un trofeo proprio nel finale di stagione. “La finale con l’Atalanta non sarà come la partita di campionato”, aveva pronosticato il leader della famosissima band, che poi il 15 maggio ha “seguito la partita in un ristorante di Milano direttamente dal pc, una sofferenza che poi si è tramutata in felicità”. Ai microfoni di Radio Deejay è poi arrivata l’ammissione di una grande ammirazione, quella per il (confermato) mister Inzaghi: “Sono il suo primo fan, Simone è preparatissimo e tutti parlano bene di lui. E’ abituato a studiare tantissimo l’avversario fin dai tempi del calcio giovanile, mi piace il suo essere un perfezionista maniacale”. Un feeling speciale sussiste – inutile ometterlo – anche col bomber di Torre Annunziata, quantomeno da quel 10 settembre 2017, quando dalle tribune dello stadio Olimpico Tommaso si immortalava in un video in cui esultava alla tripletta dell’ex Dortmund al Milan modificando il testo di “Riccione”: così il ritornello “Sotto il sole di Riccione” è subito diventato “Sotto il sole di…Cirone”. Ora l’appuntamento è – come detto – a settembre. Sarete la prima band italiana a suonare nella storica cornice del Circo Massimo”, gli viene fatto notare. “Sarò il primo laziale a suonare lì”, ha replicato. Il giorno prescelto non poteva non coincidere col numero di Coppe Italia in bacheca, il “7”, cifra a dir la verità ricorrente su entrambe le sponde del Tevere. Altro che “Io non esisto“! Nel porgere a Tommaso Paradiso i nostri auguri di buon compleanno, gli auguriamo anche che il futuro prossimo possa essere pullulante di soddisfazioni. Anzi, ne siamo certi. Come siamo certi di un’equivalenza difficilmente sconfessabile. Amare è esserci, esserci è amare. Ogni forma d’amore, nel linguaggio universale, si declina col verbo “LOVE”. “Non trovo sonno, non trovo pace, sento che il cuore va più veloce, solo così sto tanto bene”, urlavano al mondo qualche anno fa i Thegiornalisti. Perché o non ci si espone o si dà tutto, o non si conosce l’amore, o si ama in un solo modo. Completamente.

N.F.

 

 

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