STADIO – Un nuovo ostacolo per Lotito

 

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Lo stadio della Lazio continua a far discutere di sé. La sua possibile realizzazione diventa sempre più complessa. L’idea e la volontà del Presidente Claudio Lotito di voler costruire un polo sportivo sui terreni famigliari della Tiberina, dovranno fare i conti con un nuovo ostacolo. L’avvio dell’iter burocratico che vede la costruzione di un deposito di rifiuti trattati provenienti dai TMB (Trattamento Meccanico-Biologico) di Roma, allontana sempre di più la possibilità di vedere un giorno giocare la prima squadra della capitale sulla Tiberina a Roma Nord. Un tema delicato che ha messo in stato di allerta l’intera cittadinanza limitrofa, capeggiati dai sindaci dei paesi. I terreni, dove potrebbe sorgere la nuova discarica, si trovano a due chilometri in linea d’aria da quelli di Mezzaroma e Lotito. Due proprietà distinte e troppo vicine che pone, nell’eventualità la Regione, con l’ausilio del Comune di Roma, prosegua con la realizzazione della discarica nella cava, la società biancoceleste in una situazione di difficoltà nel realizzare la casa della Lazio e le opere compensative allegate. Le dichiarazioni rilasciate dal Presidente nell’ultima intervista uscita per la Gazzetta dello Sport, non trovano sostegno da parte delle istituzioni. D’altronde erano in pochi a credere a questa possibile strada.

 

L’iter burocratico, la Regione Lazio e il Comune di Roma
Oggi l’iter burocratico procede senza sosta. Il progetto per la realizzazione di un deposito del residuo di rifiuti igienizzati e imballati, provenienti dai TMB, è arrivato in Regione Lazio. La Pisana ha ora l’onere di avviare la conferenza dei servizi  utile per comprendere se l’area sia idonea ad ospitare tale struttura. Un struttura che, come ci hanno spiegato, non sarà una discarica come quella che era Malagrotta  ma un’area che, nell’eventualità venisse costruita, ospiterebbe materiale inodore e trattato nei TMB. Una discussione che sembra esonerare il vero beneficiario della struttura, il Comune di Roma. La Raggi in passato aveva dichiarato di voler opporsi alla sua realizzazione, salvo poi inserire il quadrante nella lunga lista dei possibili posti dove ospitare tali strutture.

 

Lo Stadio della Lazio che fine farà?
La possibile realizzazione della discarica, quindi, sembra porre la parola fine ai sogni del Presidente Lotito. I terreni famigliari dovranno essere accantonati perché una struttura, come la discarica, svaluterebbe di molto le costruzioni che Lotito andrebbe a realizzare. A questo punto quale alternativa può essere presa in considerazione? Guido De Angelis, durante la puntata di ‘Quelli Che’ andata in onda questa mattina, ha le idee chiare. “La notizia di oggi, inerente alla discarica, mi spinge a chiedere nuovamente di prendere in considerazione il Flaminio per costruire il nostro stadio – ha sottolineato -. D’altronde quella struttura è casa nostra e spero che Lotito ora si ricreda”. Infatti, ad oggi, è più concreta l’idea della realizzazione sulla Tiberina della struttura di raccolta rifiuti, rispetto a quello dello Stadio. “Cercate di immaginare cosa potrebbe succedere se lo stadio venisse realizzato vicino alla discarica – conclude De Angelis -. Se Lotito vendesse i terreni potrebbe, a quel punto, comprare il Flaminio”. Il futuro dello stadio della Lazio è ancora più nebuloso.

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