Euro 2020, La Raggi chiede aiuto al governo. C’è il rischio che Roma non arrivi pronta

 

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Manca un anno esatto al fischio iniziale degli Europei di calcio del 2020. Per la prima volta nella storia la competizione si disputerĂ  in 12 paesi differenti e non in un’unica nazione. Tra gli stati che ospiteranno i matches del campionato c’è anche l’Italia. Nella capitale sono previste quattro partite dell’Europeo, tra cui quella fondamentale dell’apertura dei giochi. Non un fatto da sottovalutare. Non un evento qualsiasi ma una partita che vedrĂ  l’Italia essere sotto l’occhio attento dell’intero mondo. Una gara centrale, tanto quanto la finale che si disputerĂ  a Londra. Ad oggi, però, la strada per preparare la cittĂ  all’evento è ancora lunga per via dello stop dell’iter utile per la realizzazione delle opere necessarie. Un problema che costringe la Sindaca Raggi a richiedere aiuto al governo nazionale.
Se da un lato sono in arrivo i 10 milioni di euro da parte del governo, utili per la realizzazione dell’opere di competenza statale, dall’altro il tempo sta scorrendo troppo velocemente e c’è la preoccupazione che non si riesca a concludere i lavori prima dell’avvio della competizione. Per questo motivo il Campidoglio ha chiesto al governo giallo-verde di scegliere un commissario che possa portare avanti, con poteri maggiori rispetto a quelli del Comune, l’iter utile per preparare la cittĂ  all’Europeo.
Lunedì scorso Ä— stato presentato un emendamento di maggioranza da inserire all’interno del Decreto Crescita. Un procedimento che Ä— stato posto all’attenzione delle commissioni competenti assieme al Salva-comuni e che prevede l’introduzione della figura del commissario utile, per l’appunto, per organizzare gli Europei di calcio 2020. Il delegato del governo, quindi, avrĂ  l’onere di avviare l’iter di preparazione della manifestazione e, quindi, di recuperare il tempo perso sulla tabella di marcia. L’emendamento, però, Ä— stato dichiarato inammissibile dai due Presidenti delle Commissioni parlamentari competenti: l’onorevole Borghi e l’onorevole Ruocco.
Ora la strada per la scelta del commissario si trova davanti ad un bivio. La prima è quella che vede l’intervento del Presidente della Camera, Roberto Fico, l’unico ad avere i poteri necessari per riammettere l’emendamento. La seconda, invece, vede la possibilitĂ  di reintrodurre il documento in commissione attraverso un’intesa tra i gruppi parlamentari. Il nodo si scioglierĂ  la prossima settimana quando le commissioni si riuniranno nuovamente. Per ora c’è il rischio che Roma non sarĂ  pronta all’evento.

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