SPECIALE MERCATO – Mago (H)OUDIN(ì), rinverdire GIGI e ROBBEN, tu lo FARES(ti)? Oh LALA’, ecco WESLEY e benvenuto JONY! Sergej, ci sei? – Giugno ha portato il caldo: dinamiche, nomi bollenti e suggestioni sul taccuino per la rivoLAZIOne!

 

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di Niccolò Faccini

 

 

La dinamica aggregativa del gioco del calcio, che trova forse la cima più elevata nell’esultanza che segue un gol realizzato in un impianto sportivo, è espressione della semplicità della vita, che sa legare attorno ad un pallone tante storie e tante persone, dai caratteri anche diametralmente opposti, rendendo tutte loro parte di un’unica storia. Qualora però dovessimo scegliere la dinamica del mondo del calcio che maggiormente fa tornare ogni adulto bambino, la potremmo rintracciare nelle sessioni di calciomercato, perché la curiosità dei tifosi che è insita nelle ore successive ad un nuovo acquisto può sfiorare picchi altissimi. Ogni nome anche solo sussurrato ed accostato ad una squadra porta spesso ogni sostenitore della stessa a lunghe analisi video effettuate tramite il web, a parlare con gli amici, a formarsi un’opinione sull’utilità tecnico/tattica del potenziale nuovo perno dello scacchiere della compagine sportiva. Tante e diverse in ogni club le parole-chiave del mercato. All’ombra del Colosseo si passa dal “pagare moneta, vedere cammello”, al “prima cedere, poi comprare”, dal termine “incedibile” ai tre parametri sovente illustrati dal presidente Lotito che si elevano a condizioni per ogni nuovo innesto: “qualità tecnica, compatibilità economica e moralità”. Che la Lazio non abbia “bisogno di vendere” e che il mercato dei biancocelesti sia “aperto 365 giorni all’anno per 24 ore su 24” è risaputo ad ogni supporter biancoceleste, così come il fatto che dalle parti di Formello si preferisca mettere a disposizione del tecnico per il ritiro di Auronzo una rosa non eccessivamente ampia: ecco uno dei motivi per i quali il mese di giugno rischia costantemente di essere fortemente interlocutorio e privo di grossi “colpi” in entrata. Non è un mistero nemmeno come la sessione di gennaio venga presa in considerazione soltanto come mercato “di riparazione” in senso stretto, con operazioni che solitamente (tranne nel caso di assoluta necessità, vedasi gli arrivi di Floccari e Biava quando la Lazio versava in acque perigliose) risultano di contorno e non rubano l’occhio: né nomi altisonanti né acquisti a costi esorbitanti. In estate le cose cambiano, perché se è vero che a Roma vige il motto per cui la fretta è cattiva consigliera, i due mesi di mercato sono stati la maggior parte delle volte forieri di innesti poi rivelatisi azzeccati e perfetti quanto al rapporto qualità-prezzo.

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LAZIO MODELLO VIRTUOSO – Limitandosi ad una constatazione sbrigativa ma veritiera, basti considerare quanto segue: l’11 titolare della Lazio è costato alla societĂ  (in meri termini di soldi versati per ogni calciatore al club da cui è stato acquistato) poco piĂą di 60 milioni, come quello dell’Atalanta, contro gli oltre 170 degli undici-tipo di Roma e Inter, o gli oltre 210 della formazione normalmente titolare del Milan della scorsa stagione. No, niente Nzonzi per 27 milioni o Cristante per 20, nessun Joao Mario o Schick a 40 milioni l’uno, non v’è traccia di calciatori strapagati finiti sempre in panchina (dai 25 milioni di euro per Pastore ai 25 per Conti, dai 22 per Gagliardini ai 25 per Castillejo, giusto per citarne alcuni).

RINGIOVANIRE E PORTARE PERSONALITA’ – In casa Lazio esistono scommesse arrivate quasi alla soglia di “top-player” (da Luis Alberto a Milinkovic, da Strakosha a Luis Felipe Ramos), e certezze consolidate, l’usato stra-sicuro dei vari Klose, Cissè, Rocchi, Correa, Leiva e molti altri). In casa Lazio si cercano profili italiani: da Parolo ad Acerbi, da Immobile a Biava, da Mutarelli a Mauri: quasi mai il “made in Italy” si è rivelato scelta errata. Insomma, con disponibilitĂ  economiche non paragonabili alle faraoniche campagne di altre presunte “big” si è riusciti per piĂą annate a colmare il gap: a sopperire alla distanza dai club piĂą importanti con intuizioni e scelte non immediatamente comprese. E’ vero anche che gli acquisti piĂą cari della gestione Lotito potrebbero condurci verso la direzione del “piĂą spendi, piĂą vinci”: in effetti i vari Zarate, Correa, Hernanes, Acerbi, Immobile (tutti oltre i 10 milioni di euro) hanno sempre dato frutti piĂą che sperati. Ad oggi la programmazione della Lazio deve rivedere qualcosa, giacchĂ© se non si staziona all’anno zero, poco ci manca, almeno in termini anagrafici: le 36 primavere di Proto, sommate alle 31 di Acerbi, alle 33 di Radu e alle 30 di Badelj, alle 32 di Leiva e alle 34 di Parolo, ai 32 anni di Romulo e ai 33 di Lulic, o ai 30 di Caicedo, significano che la prossima stagione dovrĂ  per forza di cose prevedere una rosa ringiovanita. Due le esigenze impellenti da bilanciare: lo “svecchiamento” della rosa e la necessitĂ  di scovare profili di esperienza internazionale, che possano rimediare ai (troppi) cali di tensione che nelle ultime due annate hanno costretto la Lazio a fallire gare da dentro o fuori (dalla SPAL al Sassuolo, dal Chievo alla Samp, dal Salisburgo all’Inter).

 

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NUMERO 7 – Si riparte da una base non sconfessabile: che le squadre dei primi cinque campionati europei ad aver alzato un trofeo per ben due volte nelle ultime due stagioni sono solo sette: come le vite dei gatti, come gli anni di disgrazia provocati (così si dice) dalla rottura di uno specchio, come le reti costantemente incassate da altre compagini, come le volte in cui la Lazio ha conquistato una Coppa Italia nella sua gloriosa storia, come i sacramenti, le virtĂą o i vizi capitali. PSG, Bayern Monaco, Chelsea, Manchester City, Barcellona, Juventus, e Lazio. Sì, ma la serie A ha parlato di ottavo posto, e dunque il “difficilmente migliorabile” non può essere di casa. Il direttore sportivo albanese Igli Tare, in stretta collaborazione con l’allenatore Simone Inzaghi, è alla continua ricerca di nomi che possano infuocare la piazza o comunque rendere meglio coperti alcuni ruoli. L’obiettivo è quello di portare nella Capitale calciatori duttili, giovani ed esperti allo stesso tempo, senza disdegnare quei profili che hanno giĂ  calciato grandi palcoscenici nelle massime competizioni europee. Ecco un quadro generale di (quasi) tutte le “figurine” di cui sono stati analizzati pro e contro, ecco qualcuno dei nomi sul taccuino di Tare che, confermato in qualitĂ  di ds, avrĂ  l’arduo compito di rivoluzionare la rosa biancoceleste.

 

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PORTA – La suggestione Buffon è destinata a rimanere tale. Gigi ha sempre ricevuto apprezzamenti, applausi ed attestati di stima dal pubblico laziale. Il suo procuratore Silvano Martina, dopo il recente addio al PSG, ha confessato: “Quando Buffon era giovane e la Lazio era una potenza Dino Zoff lo voleva portare nella Capitale, mi disse “Gigi è anche piĂą forte di quanto ero io alla sua età”, poi però non se ne fece nulla perchĂ© c’erano anche altre squadre e la cifra da sborsare era importante, la Juve trovò l’accordo con il Parma, e a prescindere dalla fede calcistica non si può dire di no alla Juve. La simpatia dei laziali? A tutti fa piacere quando una tifoseria manifesta affetto nei propri confronti, quindi sarĂ  contento di essere simpatico ai tifosi della Lazio”. Buffon va per i 42 e di certo non farebbe da secondo al confermatissimo (benchĂ© richiesto da Arsenal e Liverpool e non solo) Thomas Strakosha: l’operazione accontenterebbe il sogno dei tifosi di avere in spogliatoio un grande atleta ed un nome tra i piĂą importanti della storia del nostro calcio, ma il buon senso ed il raziocinio fanno decisamente optare per la scelta di non ostacolare il futuro di un numero 1, Strakosha, che è migliorato esponenzialmente e che nelle ultime due annate in piĂą circostanze ha salvato la Lazio conducendola verso traguardi inattesi (dall’impresa dell’Allianz Stadium fino alla lotteria dei rigori ai quarti di finale di Tim Cup contro l’Inter; dagli interventi nei derby ai prodigiosi riflessi in A tesi a custodire gelosamente i pali). Thomas sarĂ  ancora la prima scelta, così come Silvestro Proto (che non ha in pieno convinto l’allenatore) ad oggi dovrebbe rimanere a Roma: l’ex Anderlecht ha giocato solo qualche gara di Europa League e due gare inutili a fine campionato, facendo l’esordio in A solo a Cagliari nel maggio scorso. C’è l’ipotesi invece che Guido Guerrieri vada in prestito: il 23enne romano ha debuttato nella massima serie contro il Bologna, pagando un po’ di giustificata emozione in una partita in cui la soglia dell’attenzione biancoceleste in fase difensiva non era certo la piĂą alta possibile. RientrerĂ  dal prestito all’Anorthosis Ivan Vargic, da capire la sua destinazione, dato che l’estremo difensore non ha convinto nemmeno in terra cipriota e non rientra nei piani di Inzaghi.

 

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DIFESA – La certezza, il pilastro e condottiero difensivo risponde al nome di Francesco Acerbi, il difensore che ha giocato piĂą minuti in Serie A nella stagione appena trascorsa. Se non fosse stato per il signor Rocchi (che lo ha espulso in Napoli 2-1 Lazio), “Ace” avrebbe disputato anche la sfida con la Juventus, poi persa all’Olimpico. Confermato anche ovviamente Stefan Radu, oltre a Luis Felipe, che confermerĂ  la crescita magari alle spalle di un nuovo centrale piĂą esperto. Bastos, che ha alternato letture a campo aperto visibilmente sbagliate ad impressionanti doti fisiche in marcatura, verrĂ  valutato: per la dirigenza sembra incedibile, ma Inzaghi lo ha schierato col contagocce nei primi mesi della scorsa stagione, e la sensazione è che in caso di offerta importante potrebbe partire. Ad oggi, però, Quissanga non è sul mercato e, visto il finale di stagione, è una delle certezze da cui ripartire. Una cosa è certa: l’angolano non svolgerĂ  tutta la preparazione con la squadra e per avere certezze sul suo futuro bisognerĂ  attendere parecchio: il difensore sarĂ  impegnato nella prima edizione “estiva” della Coppa d’Africa, competizione che chiuderĂ  i battenti il 19 luglio. In caso di exploit dell’Angola e considerate le meritate vacanze, Bastos potrebbe saltare o partecipare solo ad una parentesi del ritiro di Auronzo di Cadore. La questione è ben diversa per Fortuna Wallace. Il brasiliano è sul mercato e dopo un annus horribilis, culminato coi fischi assordanti dell’Olimpico in Lazio-Atalanta di campionato, pare aver esaurito l’esperienza capitolina. Al numero 13 verrĂ  cercata una sistemazione, anche se Inzaghi lo stima e lo considera tra i componenti del pacchetto arretrato potenzialmente piĂą affidabili, specie per possanza fisica. Difficile pensare però – alla luce dei lapsus di natura psicologica e di prestazioni completamente insufficienti dell’ex Monaco (richiesto tra Portogallo, Francia e Brasile) – ad una permanenza a Roma. GiĂ , ma chi sostituirĂ  i partenti? O meglio, chi verrĂ  inserito nell’organico per rinforzare un reparto non eccellente nelle ultime due annate? In Italia (e non solo) da anni in Champions League entrano le migliori difese, e la Lazio stessa ha costruito la vittoria di Coppa Italia sulla difesa (nessun gol subìto su azione da Novara, Inter, Milan e Atalanta). Inzaghi è conscio dell’importanza della retroguardia, ha alternato 27 composizioni diverse del terzetto difensivo in stagione a causa di infortuni e prestazioni non convincenti, e dall’agosto scorso ha deciso per un arretramento della squadra, affrontando spesso i secondi tempi in “modalitĂ -fortino difensivo”: a testimonianza di ciò le parole di Luis Alberto e Milinkovic (che piĂą volte hanno rimarcato di giocare in posizione piĂą arretrata davanti a chi li accusava di uno scarso rendimento a livello di produzione offensiva) ma soprattutto il dato per cui se le partite fossero terminate tutte al break dopo i primi quarantacinque la Lazio avrebbe ottenuto il pass Champions. Tra i profili valutati c’è quello di Matija Nastasic, difensore dello Schalke 04 ed ex viola, e anche quello di Bruno Viana, centrale brasiliano di 24 anni dello Sporting Braga: la richiesta del club portoghese è altissima e sfiora i venti milioni, ma l’agente è Jorge Mendes, canale preferenziale per la Lazio (vedasi l’operazione Keita e l’approdo dei due baby-portoghesi Bruno Jordao e Pedro Neto). Il nome del croato Dejan Lovren del Liverpool (che è stato superato da Matip come compagno titolare dell’insostituibile van Dijk nei Reds) è piĂą abbordabile (per meno di 15 milioni il calciatore può partire, per stessa ammissione di Klopp), mentre quello di Biraschi del Genoa convince solo in parte (ma non può essere scartato per la grande duttilitĂ  tattica). Negli ultimi giorni è stato Kevin Vogt il nome piĂą in voga: è un jolly che può anche giocare da mediano (si ricordi Lorik Cana), ha trascorso le ultime due stagioni da capitano della sorpresa Hoffenheim, è un classe 1991 e sa abbinare grandi qualitĂ  fisiche nell’anticipo (vanta 195 centimetri di altezza) ad un’abilitĂ  non indifferente in fase di impostazione. Sarebbe invece un ritorno quello di Jeison Murillo, vecchia conoscenza dell’Inter. Il 27enne colombiano vuole rilanciarsi dopo la sfortunata esperienza al Barcellona: l’ex nerazzurro è un identikit gradito perchĂ© coniugherebbe la maturitĂ  anagrafica con l’abitudine a disputare match in campo internazionale. Ad oggi fuori mercato Armando Izzo, che sarebbe il sogno di Inzaghi ma viene da una stagione strepitosa al Torino (squadra che tra l’altro ha ancora speranze di essere “ripescato” a danno del Milan per la prossima Europa League): italiano, esperto e carismatico, un trinomio che piace da morire ma che difficilmente si trasformerĂ  in operazione di mercato concreta. Nel mirino della Lazio figura anche Diogo Carlos del Nantes; osservati speciali anche Jemerson del Monaco (che però ha una quotazione importante), Gabriel Paulista (Valencia) e Sidnei (Betis Siviglia). Probabile che Tare si affidi ad un mancino per completare la retroguardia, e non è escluso che i calciatori in entrata in questo ruolo siano piĂą di uno, con Stefan Radu che dopo anni di indiscussa titolaritĂ  dovrebbe giocarsi il posto con una nuova pedina.

 

FERRARA, ITALY - OCTOBER 28: Mohamed Fares of Spal looks on during the Serie A match between SPAL and Frosinone Calcio at Stadio Paolo Mazza on October 28, 2018 in Ferrara, Italy. (Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)

Mohamed Fares, SPAL

 

QUINTI – Chi rientra nell’elenco dei “cedibili” è Patric, che ha piĂą volte conquistato la fiducia del tecnico Inzaghi, il quale ne ha spesso lodato l’impegno e lo ha schierato nonostante continui errori nella seconda parte della stagione giunta al termine. Lo spagnolo piace in Italia, soprattutto al Cagliari, ha qualche estimatore in giro per l’Europa ma negli ultimi anni è sempre stato oggetto di conferma last-minute. SaluterĂ  di certo Dusan Basta, il cui contratto scadrĂ  il 30 giugno: 88 presenze in A con la Lazio, il serbo ha attirato le attenzioni del Bologna nella finestra di gennaio, ma un pensierino sul terzino destro ex Udinese potrebbe essere fatto dal Parma o da una delle neopromosse, il Brescia su tutte. Capitolo Romulo: il Genoa ha rimesso tutto nelle mani della Lazio, che a breve potrebbe esercitare il diritto di riscatto di un giocatore che ha convinto un po’ tutti, un po’ meno l’allenatore, che gli ha quasi sempre preferito (se in buone condizioni) la freschezza atletica di Adam Marusic. Sul montenegrino la situazione è piĂą incerta. Inzaghi lo stima molto, e i problemi alla schiena non hanno impedito all’esterno destro di scendere in campo con continuitĂ  nella stagione passata. L’interesse di alcune compagini (anche italiane, vedi l’Inter) sussiste ed è concreto, si attendono sviluppi. Quel che è sicuro è che qualora dovesse rimanere a Roma l’ex Ostenda dovrĂ  scontare tre turni di squalifica in Europa League. Passiamo alla corsia opposta, quella sinistra. Capitan Lulic non è in discussione, nonostante a gennaio fosse arrivata qualche sirena estera. ContinuerĂ  ad arare la fascia rientrando sul destro e “fintando” ogni cross dalla sua zona di competenza. Andranno poi analizzate a fondo le condizioni di Jordan Lukaku, che in pratica ha passato una stagione ai box: Inzaghi lo considera pedina importante se al 100%, il problema è che quest’ultima è stata una pura utopia in questi due anni capitolini. Fronte Durmisi: Riza ha giocato da titolare col Frosinone e contro il Chievo in Serie A, le sue prestazioni prive di contenuti esaltanti hanno “costretto” Lulic agli straordinari, e quando il danese è subentrato ha provocato un calcio di rigore per il Milan decisivo in negativo per le ultime velleitĂ  di corsa Champions della Lazio. L’ex Betis non ha proprio convinto l’allenatore, ma ha dichiarato qualche giorno fa di sentirsi parte del progetto e di voler dimostrare tutto il potenziale ancora vestendo la casacca biancoceleste. Il suo, buona offerta dall’estero permettendo, è destinato a rimanere un desiderio espresso ma difficilmente realizzabile. Su quella fascia è fortissima la candidatura di Mohamed Fares della SPAL, che a Ferrara è stato autore di un campionato eccellente in entrambe le fasi: l’ex Hellas Verona ha mostrato doti di velocista, mischiate ad un’ottima tecnica di base, ad una (nuova) attitudine da goleador, e nel suo repertorio spiccano cross tesi e dribbling coraggiosi. La concorrenza in Italia è tanta, e l’ostacolo è il club emiliano, che destinato a perdere Manuel Lazzari, dovrebbe a quel punto rifarsi integralmente le fasce. Torino, Atalanta, Napoli, Inter, sono tantissime le squadre che si contenderanno lo stesso Lazzari in estate, con la Lazio che avrebbe la liquiditĂ  sufficiente solo in caso di cessione illustre, e comunque dovrebbe essere preferita dal calciatore a compagini che potrebbero garantire al classe 1993 anche la Champions League.

 

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JONY – La Lazio pensa ad un calciatore offensivo, come dimostrato anche dai fari puntati su Jonathan RodrĂ­guez MenĂ©ndez, noto semplicemente come Jony: lo spagnolo, quasi 28enne, ha impressionato in Liga: viene dalla miglior stagione della carriera, disputata con la maglia dell’Alaves (in prestito dal Malaga), condita da 4 reti e 11 assist (solo Sarabia e Messi ne han contati di piĂą). La Lazio, allertata dallo stesso entourage di Luis Alberto, è rimasta letteralmente stregata, e prelevarlo vorrebbe dire avere l’opzione di cambiare modulo: “E’ vero che la Lazio mi vuole, ma ci sono anche tanti club interessati in Spagna”, ha rivelato il talentuoso esterno asturiano, che non ha voluto sbilanciarsi. Jony è ad un anno dalla scadenza (il contratto col Malaga termina nel 2020), e la clausola rescissoria del calciatore è chiara: nel caso di mancata promozione nella massima serie del Malaga, l’ala sarĂ  libera di contrattare la sua cessione: il club dovrĂ  cederlo in prestito. DipenderĂ  dunque dalla Lazio, dal giocatore in questione, ma anche dal club che ne detiene il cartellino: se il Malaga dovesse tornare in Liga superando le semifinali col Depor e il play-off contro la vincente tra Maiorca e Albacete, la trattativa si complicherebbe, non operando piĂą la clausola. Il Malaga lo valuta attorno ai 10 milioni e lo sceicco Abdullah Al Thani non avrebbe bisogno di cedere un pezzo pregiato. Il rischio, sull’altro piatto della bilancia, è di perderlo tra un anno a zero. Su Jony c’è anche il Valencia, che vuole cavalcare l’onda di una stagione sopra le righe, eppure, stando alle ultimissime indiscrezioni, l’accordo con la Lazio sembra vicino, e ad oggi esistono notevoli possibilitĂ  che Tare lo strappi al Malaga per una cifra che si aggirerebbe sui 4,5/5 milioni di euro piĂą un milione e mezzo di bonus.

 

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SIMONE VUOLE PESCARE DAL TORO (O EX TORO)… – Il primo nome sulla corsia sinistra è per Simone Inzaghi un profilo granata, cioè Cristian Ansaldi, che in stagione si è alternato con Ola Aina non certo per un calo di rendimento, ma perchĂ© spesso è stato impiegato anche come mediano in mezzo al campo, al fianco del “GenerĂ l” Rincon: qualitĂ  e corsa, è lui il preferito ed il prescelto del tecnico piacentino della Lazio, ma la trattativa si annuncia densa di ostacoli. La casella del sostituto (o del vice) di Lulic potrebbe in parte dipendere anche da Sergej Milinkovic, che di ruolo fa il centrocampista ma nel mercato è tra i prediletti della nuova Juventus. La Vecchia Signora offrirebbe Spinazzola, che ha caratteristiche piĂą offensive che difensive ma in quel ruolo è garanzia assoluta dal punto di vista qualitativo e quantitativo, meno dal punto di vista fisico (la societĂ  capitolina ha ancora qualche perplessitĂ  in merito). Di certo Leonardo, ex Atalanta, sarebbe contropartita tecnica nell’ambito di un piĂą ampio affare con i bianconeri. Attenzione al profilo di Matteo Darmian, vecchia conoscenza del nostro campionato, in uscita dal Manchester United. Questa volta l’esterno (ad un anno dalla scadenza del contratto con gli inglesi) ha la volontĂ  di chiudere l’avventura in Premier e la pista Lazio è, secondo quanto appreso dalla nostra redazione, molto calda. Darmian vuole tornare in patria e i rapporti con l’agente Tullio Tinti sono buoni. Rispetto agli altri “concorrenti” Matteo ha un quid in piĂą: può giocare sia a destra che a sinistra, un particolare che potrebbe fare la differenza, a patto di una spesa superiore comunque ai 10 milioni di euro.

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Kenny Lala, Strasburgo

 

E NON SOLO … –  Ora una suggestione importante. A Strasburgo c’è una rivelazione assoluta della Ligue 1, accostata anche al Manchester City. Francese di origini della Martinica, Kenny Lala è un terzino destro di spinta. L’accento va sulla seconda “a”, e la rima con “Oh lĂ  là” viene fuori in un attimo. Velocista, tecnico e difensivamente un po’ acerbo, l’ex Lens viene dalla stagione piĂą strabiliante della carriera. Rigorista, specialista dei calci da fermo (siano essi calci di punizione o corner), cinque gol e nove assist grazie ad un piede fatato, il destro, capace di scodellare al centro dell’area di rigore pennellate d’autore. Lala è il tipico profilo da disciplinare, alla “Malcuit” del Napoli, ma a 27 anni è alla ricerca del grande salto ed il treno giusto potrebbe provenire da Roma. PiĂą fredda la pista Zappacosta, mentre l’ex Lorenzo De Silvestri (che contro la Lazio tra andata e ritorno di questa stagione ha colpito legni, fatto gol e dato spettacolo anche in proiezione offensiva) verrebbe a Roma di corsa, per lui sarebbe un ritorno, ma la societĂ  non è convinta e il Torino faticherĂ  a privarsene dopo una stagione del genere. Chi verrĂ  valutato ad Auronzo è Tiago Casasola, argentino della Salernitana che si è salvata solo nel play-out dello scorso weekend: giĂ  bloccato a gennaio, può giocare da esterno destro a tutta fascia ma anche da centrale di difesa, ha un discreto tiro ed è un abile corridore, oltre ad essere uno specialista del colpo di testa su calcio d’angolo, circostanza in cui ha siglato diverse reti. E’ un’incognita, ma Inzaghi potrĂ  valutarlo serenamente sotto le Tre Cime di Lavaredo. Stesso discorso, in ruoli diversi, per Djavan e Andre Anderson.

 

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Dani Ceballos, Real Madrid

 

CENTROCAMPO – Del doman non v’è certezza, specialmente senza conoscere il futuro di Luis Alberto e Milinkovic. Inzaghi pose il veto sulla cessione del serbo, come ampiamente e ripetutamente affermato dal presidente Lotito, quest’anno la differenza la farĂ  – oltre all’ammontare dell’offerta recapitata alla Lazio – anche la volontĂ  del calciatore, che avrebbe bisogno di nuove motivazioni e potrebbe cambiare aria. La disponibilitĂ  della Lazio ad accumulare un tesoretto c’è, e l’intoccabilitĂ  del sergente vacilla, scricchiola, non è piĂą cristallizzata come l’anno scorso. Un altro veto è quello posto dall’allenatore piacentino della Lazio: che uno dei due tra il “Mago” e il Sergente possa rimanere a Roma. Lo spagnolo, che piĂą volte non ha speso parole al miele nei confronti dell’ambiente capitolino, reo di “capire poco di calcio, se giudica solo sulla base dei gol e degli assist”, ha dichiarato negli ultimi giorni di sentirsi amato e benvoluto da Inzaghi, ma è lo stesso Luis a “corteggiare” da tempo il Siviglia, squadra che gli è rimasta nel cuore e che ripartirĂ  dalla guida tecnica di Lopetegui. Un profilo molto simile a “Don Luis” è Dani Ceballos, 22enne in forza al Real Madrid che si è detto intenzionato a lasciare la Casablanca. Il contratto con le Merengues è lungo (fino al 2023), ma la volontĂ  è di andare finalmente a giocare, per una cifra appena inferiore a 20 milioni può essere strappato all’agguerrita concorrenza di Tottenham, West Ham, Inter e Napoli. In uscita dalla Capitale c’è anche Milan Badelj: se il 3-5-2 sarĂ  ancora il modulo di base (ma comunque in ogni caso), sarĂ  il migliore della stagione Lucas Leiva (settimo in A per intercetti, 90% di precisione nei passaggi, miglior calciatore del campionato quanto a tackle vinti) a fungere da pilastro della squadra. Sul croato ci sono Aston Villa, West Ham e Bordeaux, oltre a qualche squadra italiana. Milan rimarrĂ  a Roma solo se riserverĂ  garanzie di impiego (pensabili solo in caso di revisione del credo tattico di Inzaghi), altrimenti lascerĂ  la Capitale dopo un solo anno in biancoceleste. La SPAL a breve rinnoverĂ  il prestito di Alessandro Murgia, mentre Cataldi dovrebbe continuare a crescere e confermarsi alla Lazio, dopo una stagione in cui i minuti giocati non sono stati tantissimi ma tutti di qualitĂ , coronati da due reti a SPAL e Roma. Valon Berisha è stata la piĂą grande delusione dell’anno, specialmente se si tengono a mente le aspettative nutrite dai tifosi l’estate scorsa sul centrocampista proveniente dal Salisburgo. Tra problemi fisici e difficoltĂ  di adattamento al nostro calcio, Valon è rimasto ai margini e non è praticamente mai stato premiato dall’allenatore della prima squadra della Capitale. Forte la voglia di giocare, ma ancora piĂą forte sembra la voglia di rivincita, ad oggi dunque una cessione verrĂ  presa in considerazione solo come ultima ratio.

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Anche in questo reparto Inzaghi pare avere un preferito, ed anche in questo caso la bottega è piemontese. Daniele Baselli viene da una stagione tutt’altro che fantascientifica, ma gode di grande stima da parte di Simone. Anche in tal caso il prezzo è alto. Simile il discorso legato a Marcos Llorente (classe ’95 del Real con clausola rescissoria da 50 milioni) e ad Elmas, ala macedone o trequartista di grande prospettiva (classe 1999): sul calciatore del Fenerbahce hanno messo gli occhi i top club europei, compresi Inter e Real Madrid. Nomi più accessibili sono Akgun del Galatasaray (anche impiegato come esterno offensivo nel Galatasaray, ruolo in cui la Lazio è scoperta) e Peter Zulj, mezz’ala dell’Anderlecht che ha trascorso gran parte della carriera allo Sturm Graz in Austria. 26 anni, in Belgio è stato impiegato raramente. Trattasi (per questi ultimi) di profili di secondo piano, che andrebbero ad aggiungersi agli altri centrocampisti in rosa e a vestire comunque ruoli da comprimari. Accanto a Leiva urge infatti un top player che possa rimpiazzare un (eventuale) partente, oltre ad un altro profilo affermato. Un occhio va anche dalle parti dell’Empoli, che è appena retrocesso in Serie B: Bennacer e Traore son destinati a fare uno step ulteriore, ma anche Rade Krunic è un profilo molto interessante per qualità e quantità, che arricchirebbe il bagaglio tecnico della Lazio. Il bosniaco è però corteggiato anche dal Milan e nelle ultime ore sembra ad un passo dal Genoa, che in panchina ha uno sponsor niente male in questo senso: il nuovo tecnico (a meno di clamorosi ribaltoni) Aurelio Andreazzoli. Infine, una conferma quasi superflua da ricordare, quella di Marco Parolo. “Non era mai successo che saltasse più di una partita per scelta tecnica nella mia gestione”, evidenziava Simone Inzaghi agli sgoccioli del campionato, eppure Marco è stato spesso sacrificato in favore della “formula fantasia”. Il suo rientro nel finale di stagione, finale di Coppa Italia compresa, ha dimostrato che la Lazio non può ancora fare a meno della sua sagacia tattica (l’ex capitano biancoceleste Stefano Mauri lo ha definito il calciatore più intelligente della Lazio ai microfoni di Radiosei soltanto sabato scorso, ndr): non partirà inevitabilmente da titolare inamovibile, ma un suo addio alla Capitale non verrà mai preso in considerazione. Il centrocampista di Gallarate gode infatti della massima fiducia di tutti e sarà una risorsa spendibile anche nella prossima annata, anche da vice-Leiva in caso di partenza di Badelj e di contestuale acquisto di un profilo con caratteristiche diverse.

 

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ATTACCO – Ciro Immobile è l’oro della Lazio. Nessuno in Serie A ha segnato piĂą del bomber di Torre Annunziata negli ultimi tre anni; la scalata del numero 17 verso i primi cannonieri della storia della Lazio è appena cominciata. Anche in una stagione che nelle ultime 15/20 partite è stata deludente sotto il profilo del bottino di reti, Ciro ha sfiorato i venti gol tra tutte le competizioni. Chi si è trovato a meraviglia nei meccanismi d’attacco della squadra ed ha mostrato una crescita clamorosa rispetto al primo anno è Felipe Caicedo, capace di trasformare i fischi in applausi. Quasi in doppia cifra, il “Panterone” si è preso la Lazio sulle spalle e nel 2019 ha quasi monopolizzato la produzione offensiva, risultando decisivo in tantissime partite (Empoli, Frosinone, Udinese, Sampdoria) ed aprendo le marcature nel derby del 3-0 sulla Roma di Eusebio Di Francesco. Il calciatore è stato sempre trattenuto da Simone Inzaghi, che ha rivendicato piĂą volte tra conferenze ed interviste la paternitĂ  della permanenza dell’ecuadoriano. L’exploit degli ultimi mesi di un centravanti molto tecnico e dotato di grande intelligenza non è passato inosservato, da qui le sirene turche del Galatasaray e la possibilitĂ  di effettuare una rilevante plusvalenza. L’ingaggio è importante e potrebbe “escludere” dalla corsa al calciatore alcune italiane interessate (specialmente il Bologna), non invece le ipotesi di un ritorno in Spagna o di una parentesi in Cina o negli Emirati Arabi. Felipe si è sentito finalmente coinvolto ed apprezzato nel progetto Lazio, ma ora vorrebbe garantito un posto da titolare che spesso gli è sfuggito anche nel momento-no di Immobile. Chi rimarrĂ  al 100% a Roma è Joaquin El Tucu Correa, che in una sola stagione ha fatto innamorare i tifosi della Lazio, risultando tra l’altro decisivo nelle partite piĂą importanti della stagione: derby, Coppa Italia col Milan e finale con l’Atalanta. Le sirene spagnole dell’Atletico Madrid potranno continuare a suonare (si parla di offerta dai 40 ai 60 milioni), del resto la societĂ  capitolina ha giĂ  palesato come in assenza di offerte spropositate i pezzi pregiati rimangano nella Capitale senza se e senza ma. Anche il Napoli è interessato all’ex Samp e Siviglia, che però ha vinto a Roma il primo trofeo in carriera e non vuole abbandonare la Lazio sul piĂą bello. Da valutare il futuro di Pedro Neto, che si è ritagliato uno spazio importante pur non avendo giocato tantissimi minuti in stagione. L’arrivo di “Bobby” Adekanye dal Liverpool fa pensare ad una nuova sistemazione in prestito. Il nigeriano classe 1999 ha tutto per esplodere: tiro, propensione all’assist, dribbling ubriacante, fisico e testa, ma non ha ancora disputato nemmeno un minuto in una prima squadra e dunque costituisce ancora un punto interrogativo. In avanti urge un goleador, ma soprattutto un profilo che sappia integrarsi all’occorrenza sia con l’estro di Correa che con le caratteristiche di Immobile.

 

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TELENOVELA INFINITA – La telenovela Wesley Moraes ha giĂ  assunto dimensioni importanti, col centravanti del Bruges che visitò Formello e gradirebbe la destinazione, il problema è che la spesa richiesta per accaparrarsi il ragazzo che quest’anno ha messo a segno 10 reti e 9 assist in Belgio è notevole e si aggira sui 25 milioni. L’agente Paulo Nehmy ha piĂą volte messo fretta alla Lazio parlando di una fitta concorrenza di club inglesi, West Ham e Newcastle su tutti, la sensazione è che la Lazio giochi al ribasso e voglia chiudere per una cifra non superiore ai 20 milioni: giĂ  così sarebbe un unicum nella gestione Lotito-Tare. L’attaccante classe 1996 è un pallino del ds giĂ  da oltre un anno e mezzo, e lungi dall’essere un ariete d’area di rigore ama svariare su tutto il fronte offensivo e nonostante la stazza imponente è dotato di grande velocitĂ  ed è molto agile tra le maglie dei difensori avversari. Protezione del pallone (specialmente in caso di addio di Milinkovic), altruismo, tempi di inserimento e colpo di testa, queste sono soltanto alcune delle abilitĂ  di un avanti che si è fatto apprezzare anche nella scorsa edizione della Champions League.

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ALTERNATIVE – Andrea Petagna della SPAL non può che essere un’alternativa: 16 reti con la SPAL lo hanno portato alle luci della ribalta: tante le reti su rigore, enorme il contributo nel far salire la squadra, grande attitudine al sacrificio. L’ex Atalanta ha trovato a Ferrara l’habitat ideale per migliorare il feeling con il gol; il suo lavoro potrebbe aiutare e non poco Immobile, sgravando Ciro di un lavoro sporco spesso eccessivo che lo ha fatto talvolta arrivare sotto porta a corto di fiato. Italiano ed abituato al nostro campionato, non avrebbe bisogno di un lungo periodo di ambientamento (diversamente da Wesley), ma ad oggi il costo del cartellino non è inferiore ai 15 milioni. Torneranno nella Capitale (quasi certamente di passaggio) Palombi (che non verrĂ  riscattato dal Lecce) e Rossi (di rientro da Venezia), Tare dovrĂ  valutarne il futuro con attenzione, ma non è improbabile un ulteriore prestito, magari in una delle neopromosse.

 

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Remy Oudin, Stade Reims

 

DUE TALENTI IN FIERI – Operazione minore sarebbe quella che porterebbe alla corte di Inzaghi Jan Hurtado, giovane attaccante venezuelano classe 2000 che gioca nel Gimnasia La Plata. La specialitĂ  della casa è puntare l’uomo ed esibirsi in lunghe falcate, ma il calciatore sarebbe comunque una scommessa ed è seguito anche da Samp e Milan. Il proliferare di nomi nel reparto avanzato non è però casuale: se come annunciato da Inzaghi si ripartirĂ  con le due punte, e data per scontata una partenza di Caicedo, sarebbero due le pedine da prelevare in avanti. Poco calde le candidature di Schurrle del Fulham e Sanabria del Genoa, che piacevano in passato ma ad oggi sono terze o quarte scelte. Diversamente da Remi Oudin, che potrebbe non suonare familiare a tanti tifosi, eppure ha rappresentato la stella piĂą luminosa della favola dello Stade Reims, squadra francese piazzatasi all’ottavo posto della Ligue1. Che la Lazio cerchi un profilo simile è assolutamente credibile, data la capacitĂ  di adattarsi a ricoprire ogni ruolo offensivo: 10 gol e 3 assist nell’ultima stagione, Oudin può fare l’ala destra e sinistra, essere utilizzato da trequartista, seconda punta e anche da prima punta, ha ventidue anni ed è alto 1,85. PersonalitĂ  da vendere, il talento cresciuto nelle giovanili del Metz impressiona per la chirurgica freddezza davanti agli estremi difensori avversari e vanta una serie lunghissima di ammiratori tra Italia (Fiorentina, Lazio,) e Francia. Il direttore sportivo Tare ha piĂą volte dimostrato di tenere aperte varie piste per poi affondare il colpo su calciatori i cui nomi non erano usciti, ma il fatto di visionare giocatori con simili caratteristiche fa pensare ad una Lazio che verrĂ  piĂą camaleontica e meno prevedibile, che possa davvero cambiarsi abito di partita in partita per scardinare le difese avversarie con creativitĂ .

 

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SVINCOLATI DI LUSSO – Arjen Robben stuzzica le fantasie di Lazio e tifosi. Dopo una vita al Bayern Monaco, con cui ha vinto tutto, l’olandese sarebbe un’occasione a parametro zero. L’incognita sono i troppi infortuni (quest’anno non ha praticamente mai giocato, con 27 gare saltate per problemi fisici) che lo hanno colpito nelle ultime tre stagioni, forzandolo ai box: problemi agli adduttori, infortuni al polpaccio e alla coscia, problemi al nervo ischiatico, rottura della fibra muscolare, stiramenti costanti al polpaccio, mal di schiena; l’unica ipotesi possibile sarebbe un contratto a gettone, ma dovrebbe parlarsi anche di stipendio, perchĂ© Arjen in carriera è fuori dai parametri della Lazio. Svincolati anche Susaeta, ala destra del Bilbao, Ben Arfa del Rennes e Ryan Babel del Fulham, oltre ad Hector Herrera del Porto e Danny Welbeck dell’Arsenal. Per poi citare Max Kruse, che al Werder Brema ha rubato l’occhio con una stagione da doppia cifra alle voci gol e assist, un po’ come Rondòn del West Bromwich, fino a Fernando Llorente, finalista di Champions col Tottenham: ha superato i 33, come gli esterni Rafinha (Bayern) e Juanfran (Atletico Madrid), ma sarebbe un colpo alla Nani, alla Postiga, alla Saha, nella speranza che possa rivelarsi piĂą un “colpo alla Klose”. Monitorata costantemente anche la situazione di Yacine Brahimi del Porto e di Alberto Moreno del Liverpool: sono parametri zero, arriverebbero nella Capitale senza dover spendere e spandere, ed il secondo ha anche visitato Roma ospitato da Lucas Leiva qualche mese fa.

 

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RESA DEI CONTI – Molti dei nomi fatti sono esterni d’attacco o punte di peso, caselle scoperte nella rosa laziale: che sia la volta buona per fornire ad Inzaghi piĂą soluzioni tattiche? Va detto che raramente la Lazio è andata per propria filosofia ad attingere a questo tipo di mercato, ma è altrettanto vero che il ringiovanimento della squadra non potrĂ  precludere l’inserimento di tasselli d’esperienza. Le vie del mercato, come si suol dire, sono infinite, e non di rado tra le operazioni effettivamente in bilico e intere pagine di profili solamente osservati da vicino è stata eretta una cortina di ferro. Quel che risulta è però che la societĂ  sarĂ  molto vigile sui nuovi talenti emergenti a livello europeo e non si focalizzerĂ  sui moduli, puntando invece su profili sufficientemente duttili da poter ricoprire piĂą slot. “Se ci saranno occasioni, verranno colte”, dichiarava il direttore sportivo nell’ultima finestra invernale. Oggi il concetto è ribadito, ma il “se” iniziale è pleonastico. La Lazio ha in mano Jony e gran parte del mercato dipenderĂ  da Milinkovic-Savic: qualora entro un mese il serbo dovesse essere ancora a Roma, la cessione diverrebbe piĂą difficile. Tare intanto sonda il terreno e si prepara ad ogni evenienza. L’obiettivo della prossima annata è alzare l’asticella, procedere verso quello step che ormai è divenuto obbligatorio. Tempistica e contestualizzazione saranno fondamentali: con una Supercoppa italiana che (ad oggi) potrebbe anche giocarsi ad agosto la Lazio spera di poter portare ad Auronzo un buon numero di volti nuovi, e soprattutto è ben conscia del fatto che sarĂ  un’estate frizzante con grandi cambiamenti per tutte le prime della classe di A: l’Atalanta si appresta a disputare la Champions League e potrebbe anche farlo nel nuovo impianto (il Gewiss Stadium), la Juventus aprirĂ  un nuovo ciclo così come l’Inter targata Conte, la Roma ripartirĂ  da un tecnico, Fonseca, che in Europa ha sempre ben figurato, il Milan da un nuovo credo tattico e da calciatori funzionali ad un progetto che punta a far divertire i tifosi e giĂ  fa gongolare Marco Giampaolo, la Fiorentina che si è rifatta il look è un’incognita che potrebbe regalare sorprese, e il Napoli si candida ad un ruolo da protagonista assoluto sul mercato. Non sarĂ  l’ultimo giro di giostra, ma di certo la Lazio non può fallire la campagna acquisti se vuole ritagliarsi ancora uno spazio di rilievo nel calcio italiano. Gran parte della stagione ventura si decide in questi mesi, che si annunciano ferventi. Per adesso un taccuino pieno zeppo di nomi e tanti profili a bollire in pentola. A breve le carte verranno scoperte, bluffare sarebbe delittuoso.

N.F.

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