FOCUS – La storia di Inzaghi – Lazio-Marsiglia, quando Simone entrò nei cuori dei tifosi biancocelesti


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di Marcello Baldi

Simone Inzaghi e la Lazio: un amore nato da calciatore e consolidato da allenatore. Il tecnico biancoceleste, dopo alcune settimane di trattative, ha rinnovato il proprio contratto con la società capitolina fino al 2021.
Un gesto che permette a Simone di entrare ancor di più nei cuori dei suoi tifosi. Da calciatore, per la prima volta, è forse accaduto il 14 marzo del 2000. La Lazio avrebbe, di lí a poco, vinto il suo secondo scudetto. Fu però notte di Champions tra Lazio e Marsiglia che Inzaghi decise di fare irruzione nei cuori dei tifosi. Questo il racconto, tratto dal volume 15 della collana di Lazialità, “Il bello di Simone”.

 

“È il 14 marzo del 2000. La Lazio di Sven-Göran Eriksson ancora non sa che, esattamente tra due mesi, sarà campione d’Italia per la seconda volta nella storia biancoceleste. La squadra però, al momento, è concentrata sulla Champions League: a Roma va in scena la quinta giornata della seconda fase a gironi, gruppo D. Dopo aver superato agevolmente la prima parte del torneo, i capitolini si trovano al terzo posto in classifica con 5 punti: davanti Chelsea e Feyenoord sono a pari merito con 7, chiude il Marsiglia con soli 3. All’Olimpico la sfida è con i francesi, allenati da Bernard Casoni, ad un punto dalla retrocessione in campionato. Sulla carta l’avversario più accomodante per poter sfruttare lo scontro direttore le altre due avversarie del girone e giocarsi l’ultima decisiva gara contro il Chelsea di Vialli nel migliore dei modi.
È martedì sera, gli spettatori all’Olimpico sono poco meno di 30mila. La Lazio scende in campo con un classico 4-4-2: Marchegiani tra i pali, linea difensiva composta da Negro, Mihajlovic, Nesta e Pancaro. A centrocampo Conceiçao, Stankovic, Simeone e Nedved sono a sostegno delle due punte.
Una è Alen Boksic, l’altra l’uomo destinato a prendersi la scena della serata, scrivendo una pagina indelebile della storia della Lazio e della Champions League: Simone Inzaghi.
I due avevano fatto coppia da titolari insieme soltanto in un’occasione. Simone è alla sua prima stagione in biancoceleste: in campionato ha totalizzato 5 reti, in Europa 3, tutte nella fase precedente. Ignaro che di lí a poco avrebbe stabilito un record proprio di giocatori del calibro di Marco van Basten e Josè Altafini, Inzaghi scende in campo con l’unico obiettivo di far bene, di avvicinare la Lazio ai quarti di finale.

LA PARTITA
Lo svedese Frisk fischia l’inizio: la Lazio entra in campo in modo decisamente risoluto, aiutata sicuramente dai ritmi blandi e dalla poca caparbietà messa in campo dagli avversari. La retroguardia francese trova grandi difficoltà nel contenere i tentativi biancocelesti e, già al 17′, ne arriva la dimostrazione: Nedved serve con l’esterno piede Inzaghi scavalcando la difesa avversaria, il numero 21 controlla in area di rigore e incrocia il pallone sotto le gambe del portiere Porato, portando la Lazio in vantaggio.
Una rete che scaccia la paura dei tifosi, iniettando non poca fiducia alla squadra che diventa incontenibile. Passano venti minuti, la mancanza di solidità difensiva avversaria porta Sergio Conceiçao a spingere sulla fascia. Il portoghese vede Inzaghi tutto solo al centro, servendolo dalla destra con un cross rasoterra. Il centravanti, che poco prima aveva sciupato una ghiotta occasione per il raddoppio, stavolta non pecca di cinismo, chiudendo in rete il 2-0. Giusto il tempo di riportare la sfera sul cerchio di centrocampo che la Lazio sigla la terza rete. Splendida azione confezionata da Stankovic, il quale serve con il contagiri Boksic che calcia al volo: la fortissima conclusione è parata ma il pallone vagante in area di rigore trova il tap-in vincente e la tripletta ancora una volta dell’attaccante piacentino.
La prima frazione di gioco si conclude dunque sul 3-0, con gli uomini di Eriksson che pensano di avere la partita in pugno.

Inizia però la ripresa con un piglio completamente diverso da parte del Marsiglia. La squadra spinge, va subito vicina al gol e lo trova dopo soli cinque minuti, con il colpo di testa di Leroy, servito dall’ex biancoceleste De La Peña. 
Dopo un primo momento di sbandamento, dove gli avversari potrebbero segnare ancora, i biancocelesti hanno l’occasione di riportarsi sopra di tre gol. Inzaghi, trattenuto da Abardonado, si procura un calcio di rigore. Egli stesso si prende la responsabilità di calciare dagli undici metri ma stavolta la fortuna non è dalla sua e il portiere avversario neutralizza la conclusione piazzata. Simone però è bravo a non subire il contraccolpo psicologico. È il minuto 71′, Boksic dalla sinistra crossa in mezzo la sfera cercare il compagno di reparto, il quale però cade. La palla arriva a Conceiçao che prova a rigiocarla dentro. La conclusione sporcata arriva ad Inzaghi, rimasto fermo davanti la porta, che si rialza ed insacca il pallone in rete sotto la Curva Nord. È la quarta marcatura, Simone è nella storia. A siglare la rete finale è poi Boksic, di testa, dieci minuti più tardi, ma in quella magica notte a tinte biancocelesti è forse maturato qualcosa di più importante di un sontuoso 5-1, ed è il rapporto tra la tifoseria della Lazio e il giovane attaccante”.

 

M.B.

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