Le PAGELLE di Guido De Angelis: è la coppa di Inzaghi. Milinkovic decisivo, Correa devastante

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ROMA, Stadio Olimpico – La Lazio si aggiudica la sua settima coppa Italia vincendo nella fase finale del match, proprio quella in cui tanto a fatto bene l’Atalanta durante tutto l’arco della stagione. Come di consueto a margine del match arrivano le pagelle del nostro direttore, Guido De Angelis.

 

STRAKOSHA 6,5 – Esegue una buona uscita su Zapata, fa il suo con alcuni interventi sulle conclusioni di Gomez e Castagne. Non rischia sui rinvii, non è chiamato a fare gli straordinari.

LUIZ FELIPE 6,5 РImpiega qualche minuto per prendere le misure a Zapata. Poi, col passare del tempo, ̬ autore di diverse scivolate che chiudono ogni avanzata degli avversari.

ACERBI 7 – Come il numero di coppe Italia che la Lazio ha vinto. Ancora una volta si conferma una sicurezza per la retroguardia laziale, limita Zapata e gli scambi con i compagni di reparto. Tiene alta l’attenzione in difesa

BASTOS 5,5 – Purtroppo ci fa rischiare ed esce anzitempo dal campo. Al 25′, in un minuto, stava rischiando di fare la frittata. Ma gli vogliamo bene lo stesso, che sia Jacinto o Bartolomeu (RADU 6,5 – Entra in campo, superata la mezz’ora di gioco, e fa valere tutta la sua esperienza. Ricostituisce la catena di sinistra con Lulic, i due si intendono a memoria. È la sua quinta coppa con la Lazio. VeteRadu).

MARUSIC 6,5 – Inzaghi lo rischia dal primo minuto, lui lo ripaga con una prestazione sufficiente. Bravo nel ripiegare su Gomez in un’occasione nel primo tempo, non lascia troppo spazio a Castagne, il quale, però, lo ferma a volte di testa. Bene così.

PAROLO 7,5 – Tiene alla grande il confronto col centrocampo dell’Atalanta, aiuta i suoi compagni di squadra. Corre ovunque, lega il gioco con i suoi scatti. Importante tatticamente, capisce quando dare una mano a Leiva.

LEIVA 7,5 – Leader in mezzo al campo. Nel primo tempo prova ad alzare la diga davanti alla difesa, ma non disdegna qualche piccola sortita in avanti. Va a parlare con Banti, gli ricorda di estrarre il giallo per Zapata. Prende un’ammonizione con un intervento duro, ma necessario. È una delle anime di questa squadra. Lotta senza sosta, fa respirare la Lazio.

LUIS ALBERTO 6,5 – Buona gara la sua, cerca sempre di creare qualcosa di importante in avanti. Cambia spesso modo di calciare i corner per provare a sorprendere i bergamaschi, senza però arrivare al gol. Dialoga bene con Correa (MILINKOVIC-SAVIC 8 – Non poteva giocare una gara intera, Inzaghi lo gestisce e lo mette in campo per gli ultimi minuti. Il tempo di fare qualche metro di corsa e il sergente sale in cattedra, anzi in cielo: col suo colpo di testa decide la gara al minuto 82, l’Olimpico esplode grazie a Sergej. Presenza pesante nel giorno decisivo).

LULIC 7(1) – Una corsa senza sosta. La sua gara è scandita dalla respirazione cadenzata per provare a guadagnare ossigeno in una corsa che dura 90 minuti: dalle sue scorribande nascono cross importanti, ripiega spesso in difesa. Il nostro capitano alza un’altra coppa, lui sa come si fa. È bello così. È giusto così.

CORREA 8 – Da impazzire. È lui la spina nel fianco della difesa bergamasca, devastante dall’inizio alla fine. Ha dato la sensazione di poter creare qualcosa di importante in ogni pallone giocato. Il gol è una poesia: gran controllo sul lancio altissimo di un generoso Caicedo, gioco di prestigio su Freuler e serpentina tra difensori e Gollini. Il sinistro piazzato mette il sigillo sul match. Tucu inarrestabile.

IMMOBILE 6,5 – Si impegna, prova a mettere in difficoltà gli avversari. Non trova il gol, ma fortunatamente non è servita una sua rete stasera. Ci mette tutto il cuore, anche dalla panchina. Con Cataldi e compagni incita gli altri, vive in piedi con tutta la squadra gli ultimi minuti di gioco (CAICEDO 7 – Entra bene in partita e fa sudare gli avversari. Fa partire il contropiede di Correa, sfiora il gol del 3-0 nel finale. Nove mesi fa in pochi potevano pensare a un Caicedo in questo formato. Bravo Felipe).

 

INZAGHI 10 – La coppa Italia è sua. Per la quinta volta in carriera con la Lazio vince questo trofeo: due da giocatore, due da allenatore della Primavera e ora una da tecnico della prima squadra, a distanza di meno di due anni dal successo in Supercoppa italiana contro la Juventus. Puoi andartene, puoi restare. Oggi, con due trofei che hai portato alla Lazio in soli tre anni puoi fare ciò che reputi migliore. Grazie Simone, sei entrato nella storia.

 

FOTO: Fraioli

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