SPECIALE – TUTTO O NIENTE, TERTIUM NON DATUR – Lazio, quando conta ci sei! Quella con l’Atalanta è la diciassettesima gara da dentro o fuori in sedici stagioni: dopo la Juve ci sono i biancocelesti. E Simone vuole aggiustare lo score…

 

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di Niccolò Faccini

 

 

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Tra le regole non scritte del gioco del calcio ce n’è una che può elevarsi a postulato indiscusso: i gol, così come le vittorie, non si contano. Si pesano. Perché tante possono essere le vittorie ad inizio o a metà stagione, ma anche infilare un buon ruolino di marcia può risultare del tutto futile qualora manchi l’atto di coraggio finale, la personalità di gestire le “gare che valgono una stagione”, le sfide senza appello, quelle in cui la posta in palio è altissima e gettare la spugna significa rinunciare sul più bello ad ogni sogno di gloria. Only the brave, solo i coraggiosi e i tenaci riescono a presentarsi al massimo anche e soprattutto a livello mentale all’ultimo atto, solo in pochi riescono a non sentire la pressione e a sciorinare sul più bello prestazioni valevoli qualificazioni europee o addirittura trofei.

La Lazio ha spesso dimostrato nell’ultimo quindicennio di staccare la spina a due passi dal traguardo, e di esempi è pieno il recente passato: dalla debacle di Salisburgo al black-out totale contro l’Inter in occasione dell’ultima giornata della scorsa stagione. Questione di mentalità, esperienza e cattiveria agonistica: perché le finali o le gare da dentro o fuori non vanno disputate, vanno vinte, perché chi arriva secondo è semplicemente l’ultimo ad essere stato sconfitto in ordine di tempo, magari l’avversario più onorevole e battagliero. In alcune partite non conta “andarci vicino”, ogni “quasi” si defila dal vocabolario calcistico di tali fattispecie, non esistono mezze misure, non esistono “pari e patta”. Il verdetto di alcune sfide è o bianco o nero, in gioco c’è la gloria eterna o l’inferno. Semplicemente alcune gare presentano un aut-aut ben chiaro: o tutto o niente, senza possibilità di appello.

SEMPRE PRESENTE – Nell’analizzare il cammino dei biancocelesti negli ultimi sedici anni, vogliamo concentrarci su un dato che fa riflettere. Considerando “gara della stagione” ogni sfida decisiva ai fini o della qualificazione in Champions League o della conquista di un trofeo, possiamo affermare che il giorno 16 di maggio la Lazio avrà disputato in 16 anni ben 17 gare “della stagione” o “della vita” che dir si voglia. Un numero davvero molto alto. Sono state davvero tante per la compagine capitolina le occasioni per prendersi tutti i riflettori e raggiungere i due importantissimi traguardi: la partecipazione alla Coppa dalle Grandi Orecchie e la vittoria di una Coppa, che si tratti di Coppa Italia o di Supercoppa Italiana. Andiamo a vedere, stagione dopo stagione, come si è comportata “quando il pallone pesava il doppio rispetto al solito” la squadra che a livello nazionale ha vinto più trofei di tutti nell’ultimo decennio dopo la Juventus.

 

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STAGIONE 2003/2004 – La Lazio di Ugo Longo, guidata da mister Roberto Mancini approda alla finale di Coppa Italia dopo aver battuto Modena, Parma e Milan (5 vittorie e un pareggio nei tre doppi confronti). Anche la finale della manifestazione è duplice: all’andata, il 17 marzo 2004 i biancocelesti si impongono sulla Vecchia Signora grazie ad una doppietta di Stefano Fiore. Ma è un vantaggio da conservare. E’ una infatti la “partita della stagione”: il match di ritorno allo Stadio delle Alpi, datato 12 maggio 2004. I padroni di casa bianconeri pareggiano in 46’ minuti il risultato dell’Olimpico (prima con Trezeguet al 3’ e poi con Del Piero al 46’), si riparte da situazione di parità. Ma la Lazio non ci sta e con Corradi accorcia le distanze al 69’ prima del definitivo 2-2 ancora di Fiore. Il risultato complessivo è un 4-2 biancoceleste che non lascia scampo ai piemontesi. La Coppa Italia è della Lazio, la gara che valeva una stagione non è stata fallita. GARA DELLA STAGIONE: Juventus 2-2 Lazio, 12 maggio 2004, finale di ritorno della Coppa Italia.

 

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STAGIONE 2004/2005 – Il trionfo di Torino apre alla Lazio le porte della Supercoppa Italiana, che si gioca in unico atto a San Siro contro il Diavolo rossonero il 21 agosto 2004. La Lazio è appena passata a Claudio Lotito e si presenta a Milano con Mimmo Caso in panchina e una formazione rivoluzionata in cui trovano spazio tra gli altri (da titolari o da subentrati) Oscar Lopez, Simone Sannibale ed Emiliano Corsi. E’ una sonora sconfitta targata Shevchenko, che firma una tripletta e si porta a casa pallone e trofeo. Ancelotti alza la coppa, la Lazio si lecca le ferite e spreca l’appuntamento dell’anno. GARA DELLA STAGIONE: Milan 3-0 Lazio, 21 agosto 2004, Supercoppa italiana.

 

STAGIONE 2005/2006 – Avara di soddisfazioni, la stagione si conclude con un sedicesimo posto in campionato, con le avventure in Intertoto e Coppa Italia che terminano rispettivamente alla semifinale e ai quarti di finale. Nessuna sfida è decisiva dunque per un piazzamento Champions o per alzare un trofeo.

STAGIONE 2006/2007 – Con Delio Rossi al timone ed al termine di un’annata molto particolare, la Lazio si piazza al terzo posto in graduatoria ed ottiene il pass per partecipare al play-off di Champions League. Non c’è comunque traccia di sfide da dentro o fuori per i capitolini.

 

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STAGIONE 2007/2008 – Se la squadra è inserita nel Girone B della UEFA Champions League assieme a Real Madrid, Werder Brema e Olympiakos è tutto merito dei risultati conseguiti al terzo turno preliminare giocato nell’agosto del 2007. Gli avversari in doppia sfida sono i romeni della Dinamo Bucarest, all’andata l’1-1 dell’Olimpico firmato Danciulescu e Mutarelli (Rocchi sbaglia anche un calcio di rigore) lascia tutto aperto in vista del ritorno. Ha luogo così il 28 agosto 2007 la gara della stagione, il teatro è l’Arena Nationala di Bucarest: la Lazio di Delio Rossi non si lascia sfuggire la ghiotta occasione, e dopo essere andata sotto nel punteggio (Bratu al 26’) ribalta il match grazie ai gemelli del gol Rocchi e Pandev: doppietta del primo, rete del secondo e qualificazione alla fase a gruppi della Champions in tasca. Un traguardo preziosissimo raggiunto tramite una sfida cruciale che la squadra non ha sbagliato. GARA DELLA STAGIONE: Dinamo Bucarest 1-3 Lazio, 28 agosto 2007, terzo turno preliminare di Champions League, gara di ritorno.

 

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STAGIONE 2008/2009 – Ad una decima posizione in campionato si accompagna un percorso virtuoso in Coppa Italia. Gli uomini di Rossi battono 5-1 il Benevento nel terzo turno (iniziando il cammino nella competizione addirittura il 23 agosto 2008) e 2-0 l’Atalanta nel quarto turno, poi hanno la meglio sul Milan a San Siro (Zarate e Pandev i marcatori) agli ottavi e sul Torino nei quarti, per poi accedere alla finalissima al termine di un palpitante doppio confronto con la Juventus di Conte: 2-1 Lazio sia a Roma che a Torino e Sampdoria nel mirino. Il 13 maggio 2009 l’ultimo atto nella Capitale finisce 1-1 coi blucerchiati al termine dei tempi supplementari. E’ la lotteria dei calci di rigore ad assegnare la coppa, decisivo Dabo al settimo tiro dal dischetto. Gioia infinita, Olimpico in delirio e Delio lascia da vincitore. “E’ per la splendida gente laziale” che la squadra non è inciampata sul più bello e ha conquistato la Tim Cup, la prima della gestione Lotito. GARA DELLA STAGIONE – Lazio 7-6 Sampdoria (d.c.r.), 13 maggio 2009, finale di Coppa Italia.

 

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STAGIONE 2009/2010 – Rossi lascia il testimone a Davide Ballardini, e che testimone! A Pechino l’8 agosto 2009 ci si gioca la Supercoppa italiana contro l’Inter di Mourinho, che in quella strabiliante annata calcistica avrebbe vinto il Triplete. Unica squadra a togliere un trofeo ai nerazzurri è proprio la Lazio, che con Matuzalem al 63’ e Rocchi al 66’ chiude la pratica non senza sofferenza: il 2-1 finale delle aquile vale il secondo trofeo in appena tre mesi. GARA DELLA STAGIONE – Inter 1-2 Lazio, 8 agosto 2009, Supercoppa italiana.

 

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STAGIONE 2010/2011 – Con le scontate vittorie per 4-2 ottenute su Genoa e Lecce nelle ultime due partite di campionato, aumentano esponenzialmente i rimpianti della Lazio di Edy Reja, che – sfortunata consuetudine anche degli ultimi anni – a fine stagione taglia il traguardo a quota 66 punti a pari merito con un’altra compagine. Trattasi della squadra friulana, l’Udinese di Francesco Guidolin. A spuntarla e centrare i preliminari di Champions League saranno i bianconeri in virtù di una migliore differenza reti (+22 contro +16). Alla pari infatti gli scontri diretti: 3-2 biancoceleste a Roma e 2-1 per la banda capitanata da Totò Di Natale in Friuli. Un vero peccato, perché se la Lazio avesse anche solo pareggiato la gara della Dacia Arena avrebbe soffiato all’avversaria il quarto posto in classifica. E invece alla trentaseiesima, l’8 maggio 2011, sono i padroni di casa a spuntarla proprio in virtù di una doppietta del capitano. Inutile la rete di Kozak al 76’, otto minuti prima Zarate aveva gettato alle ortiche una ghiotta chance da calcio di rigore calciando senza mordente e facendosi ipnotizzare dal numero uno bianconero Handanovic. Un risultato diverso dalla sconfitta avrebbe colorato in maniera diversa la stagione della Lazio. GARA DELLA STAGIONE: Udinese 2-1 Lazio, 8 maggio 2011, Serie A.

STAGIONE 2011/2012 – Nessuna sfida da dentro o fuori per i capitolini, che perdono qualche occasione di troppo per approdare in Champions e si classificano comunque al quarto posto in Serie A, raggiungono i quarti di finale di Tim Cup (eliminati dal Milan, 3-1 rossonero al Meazza) e i sedicesimi di finale di Europa League (estromessi dall’Atletico Madrid del Cholo Simeone, che avrebbe poi alzato il trofeo).

 

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STAGIONE 2012/2013 – Sotto la gestione Petkovic ecco una delle maggiori soddisfazioni degli ultimi anni, una storica finale di Coppa Italia vinta ai danni della Roma il 26 maggio 2013 grazie al gol di Senad Lulic al minuto 71. Trofeo vinto ed Europa League raggiunta, prendi due e paghi uno, in una sola mossa la compagine capitolina rimedia anche ad un finale di campionato non esaltante ed inevitabilmente condizionato dalla seconda manifestazione nazionale. La settimana precedente alla stracittadina la Lazio capitola al Nereo Rocco di Trieste contro il Cagliari (rete di Dossena) e dopo un conciliabolo tra società e allenatore opta per un ritiro a Norcia. Lì matura e si alimenta la consapevolezza di potercela fare, e così nella gara della stagione la Lazio si prende ancora una volta tutta la città. GARA DELLA STAGIONE: Roma 0-1 Lazio, 26 maggio 2013, Finale di Coppa Italia.

 

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STAGIONE 2013/2014 – Lulic non regala solo una gioia imperitura ma anche la chance di disputare la Supercoppa contro la Juventus, un’armata che purtroppo si rivela invincibile. Sonora la lezione inflitta nella gara “da tutto o niente” della stagione il 18 agosto 2013 allo Stadio Olimpico di Roma: è un 4-0 perentorio. Apre Pogba nella prima frazione, nella ripresa un (visto e rivisto) black-out comporta una pioggia di tre reti in soli 4 minuti: dal 52’ al 56’ Chiellini, l’ex Lichtsteiner e Tevez completano l’opera. L’unica occasione di trionfare si rivela un fallimento totale e senza storia. GARA DELLA STAGIONE: Juventus 4-0 Lazio, 18 agosto 2013, Supercoppa italiana.

 

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STAGIONE 2014/2015 – 21 vittorie, 6 pareggi e 11 sconfitte, la prima Lazio di Stefano Pioli è per larghi tratti meraviglia allo stato puro, il nostro direttore Guido De Angelis non fa in tempo a commentare in telecronaca durante un Lazio-Fiorentina 4-0 “Nemmeno in Paradiso giocano meglio di questa squadra” che in un batter d’occhio la Lazio si gioca tutta la stagione al San Paolo di Napoli il 31 maggio 2015: è la solita partita che si tramuta in un’Odissea, in pieno stile Lazio. Doppio vantaggio con Parolo e Candreva, ma Higuain accorcia e recupera, Parolo viene espulso e il Pipita si divora il penalty della Champions. A quel punto arriva l’espulsione di Ghoulam tra i partenopei e la Lazio prende il volo con Onazi e Klose. A Formello si festeggia, la gara che valeva una vita (e il terzo posto, ad un solo punto dalla Roma seconda) è stata portata a casa con pieno merito da una squadra fantastica. Non solo una la sfida delle sfide in stagione: undici giorni prima del trionfo, il 20 maggio 2015 la finale di Coppa Italia era andata alla Juventus: 2-1 bianconero con Chiellini e Matri (al 97’) che ribaltano l’iniziale vantaggio di Radu e sfruttano il doppio clamoroso palo colpito da Filip Djordjevic sul risultato di 1-1. Una nota stonata che verrà cancellata a breve. GARA DELLA STAGIONE: 1)Napoli 2-4 Lazio, 31 maggio 2015, Serie A; 

2)Juventus 2-1 Lazio, 20 maggio 2015, finale di Coppa Italia.

 

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STAGIONE 2015/2016 – La musichetta della Champions all’Olimpico suona solamente una volta. Perché la Lazio deve provare a compiere l’ultimo passo per entrare nell’Europa che conta e sembra partire col piede giusto nel play-off di Champions col Bayer Leverkusen di metà agosto: all’andata nella Capitale finisce 1-0 con rete di Keita Balde al 77’, il risultato perfetto. Il ritorno è la gara dell’anno, ma alcune scelte in sede di mercato abbinate a qualche infortunio di troppo consegnano a Pioli una Lazio incerottata che si presenta il 26 agosto alla Bay Arena di Leverkusen non al meglio: così Calhanoglu, Mehmedi e Bellarabi infliggono ai biancocelesti un tris pesantissimo da digerire che ridimensiona le aspettative stagionali. Il percorso in Europa League (competizione in cui la squadra era retrocessa in virtù della suddetta eliminazione estiva) si sarebbe fermato agli ottavi di finale con un’altro durissimo 3-0 patito tra le mura amiche dallo Sparta Praga, anche stavolta maturato in seguito a un buon risultato all’andata (1-1 esterno in Repubblica Ceca). La negativa serata in Germania era stata tra l’altro preceduta da un’altra gara importantissima che metteva in palio un trofeo, quella dell’8 agosto 2015 a Shangai contro la Juventus: la Supercoppa italiana è ancora bianconera, grazie alle reti messe a segno nell’ultima mezz’ora da Mandzukic e Dybala. Sono due colpi troppo forti che indirizzano la stagione. A fine anno, per le ultime 7 di campionato, subentra Inzaghi come traghettatore. GARA DELLA STAGIONE: 

1)Bayer Leverkusen 3-0 Lazio, 26 agosto 2015, play-off Champions League, gara di ritorno;

2)Juventus 2-0 Lazio, 8 agosto 2015, Supercoppa italiana.

 

STAGIONE 2016/2017 – Da traghettatore a unico condottiero, Simone Inzaghi si prende definitivamente la panchina della Lazio dopo la parentesi (nemmeno cominciata) di Marcelo Bielsa.  Ad un quinto posto va sommandosi il fermento per la finale di Tim Cup in programma con la solita Juventus il 17 maggio 2017. Simone non riesce nel miracolo e la sua Lazio perse 2-0, colpita dalle reti di Dani Alves e Bonucci che già nel primo tempo chiudono la contesa. Simone di rifarà, con gli interessi. GARA DELLA STAGIONE: Juventus 2-0 Lazio, 17 maggio 2017, finale di Coppa Italia.

 

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STAGIONE 2017/2018 – E’ – sotto il profilo del numero delle “sfide dell’anno” – la stagione più densa di tutte quelle analizzate. La Lazio ha per tre volte l’occasione di entrare nella storia, una volta alzando un trofeo e due volte sbaragliando la concorrenza e conquistando un meritato posto nella successiva edizione della Champions League. Ma andiamo con ordine. Il 13 agosto 2017 si gioca la Supercoppa contro la Juventus di Allegri reduce da una finale di Champions League. Il 3-2 di Murgia nel recupero della seconda frazione di gioco è esaltante, Inzaghi va avanti 2-0, si fa rimontare ma poi quando le speranze erano in procinto di dileguarsi azzanna la preda grazie a due “seconde scelte” come Lukaku e Murgia, l’uno assist-man, l’altro mattatore. Allegri non se ne capacita, ma deve arrendersi: il primo obiettivo è centrato. Quanto al percorso in campionato, la premessa è d’obbligo: senza (grossolane) sviste arbitrali la Lazio avrebbe ottenuto il terzo o quarto posto matematico con svariate giornate di anticipo. Un posizionamento importante, perché non esistono più preliminari e le prime 4 classificate del campionato di Serie A ottengono di diritto la partecipazione al massimo torneo europeo della stagione seguente. Tuttavia, i rimpianti per il finale di stagione sono macroscopici. Il 12 maggio 2018 l’Inter perde clamorosamente in casa col Sassuolo (privo di obiettivi) e regala alla Lazio il primo match-point: il 13 maggio 3 punti a Crotone varrebbero la Champions. Ma sul più bello, la Lazio crolla e lo fa nel peggiore dei modi, dopo essere andata in vantaggio sbloccando il match con Lulic. Simy e Ceccherini infrangono le velleità dei biancocelesti, che acciuffano il 2-2 all’84’ ma mancano con Caicedo e Milinkovic le chances per vincere e rendere vana e gioiosa l’ultima giornata di campionato. Gli interisti ringraziano il tecnico dei calabresi Zenga, per la Lazio nulla è perduto, ma per come gli uomini di Inzaghi hanno sprecato una sfida così rilevante, le sensazioni nell’ambiente laziale sono tutt’altro che positive. Il pubblico della Lazio continua a sorprendere e mai domo il 20 maggio, in occasione dello scontro diretto a Roma con l’Inter, espone una scenografia leggendaria dipinta sull’intera Tribuna Tevere. Come a Salisburgo, però, la pressione si rivela insostenibile per gli aquilotti e pochi minuti di disattenzione risultano fatali: ancora in vantaggio come in terra austriaca e in Calabria (ma nella fattispecie per ben due volte) i padroni di casa gettano al vento la partita e pagano ogni errore a caro prezzo. Al fischio finale festeggia l’Inter.GARA DELLA STAGIONE: 

1)Juventus 2-3 Lazio, 13 agosto 2017, Supercoppa italiana; 

2)Crotone 2-2 Lazio, 13 maggio 2018, trentasettesima giornata di Serie A; 

3)Lazio 2-3 Inter, 20 maggio 2018, trentottesima giornata di Serie A.

 

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RESA DEI…CONTI – Il conteggio è semplice: la Lazio ha avuto la bravura di conquistarsi la possibilità di disputare 16 gare “della vita” da dentro o fuori in 15 stagioni, vale a dire che in media più di una volta all’anno la squadra capitolina è protagonista di un match che può arricchire la bacheca o il curriculum nell’Europa che conta, niente male per una squadra che non può vantare risorse economiche illimitate, che non è mai stata protagonista di campagne acquisti faraoniche e che non ha certamente il più alto monte ingaggi in Italia. In 16 occasioni sono 9 quelle fallite e 7 quelle sfruttate. Queste ultime hanno portato in dote una qualificazione al play-off di Champions League, una qualificazione direttamente alla fase a gironi della stessa, tre Coppe Italia alzate nel cielo prima torinese e poi romano (contro Juventus, Sampdoria e Roma), e due Supercoppe in più in bacheca (una conquistata in terra cinese, l’altra a Roma contro la Vecchia Signora).

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ED ORA LA DEA – La stagione in corso è la sedicesima ad essere conteggiata ed anche questa apparecchia alla Lazio una possibilità importante: tornare ad alzare una Coppa Italia, l’ultima volta risale a sei anni fa, fu una giornata indimenticabile. Il 15 maggio all’Olimpico l’Atalanta vorrà infrangere i sogni della Lazio, e starà a Simone Inzaghi fermare una lanciatissima Dea. Quel che è certo è che Simone in poco più di tre anni ha portato i biancocelesti a giocare ben 5 di queste complessive 17 “sfide che valgono una stagione”. Prova di come la Lazio sia stata competitiva. Lo score andrà però migliorato, perché la Lazio ha fallito 3 delle 4 occasioni avute col tecnico piacentino in panchina (con Crotone e Inter in campionato, con la Juventus in Coppa Italia nel 2-0 del maggio 2017). Simone avrà la quinta chance, per salvare una stagione ad oggi fallimentare e confermare un’altra legge non scritta, cioè che negli ultimi anni in Europa non vince solamente la Juventus, ma spesso anche un altro club italiano, nato in Piazza della Libertà il 9 gennaio del lontano 1900.

N.F.

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