L’UOMO COPERTINA DI CAGLIARI-LAZIO: SILVESTRO PROTO – La lezione impartita da un leader silente che ha conquistato lo spogliatoio e realizzato un sogno: “I singoli non contano: Thomas, torna e facci vincere la Coppa!”

 

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di Niccolò Faccini

 

 

 

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L’uomo prima del calciatore, la persona prima del portiere, il professionista prima del lavoratore stipendiato. Quando la Lazio ha acquistato Silvio Proto aveva idea di che tipo di figura fosse. “E’ stata una scelta nata per caso ma anche cercata, perché il ruolo del portiere è delicato e noi volevamo un secondo. Quando ho saputo di poterlo prendere non ci credevo, ma alla fine ci siamo incontrati e ci siamo conosciuti, questa possibilità è stata accolta da parte sua con entusiasmo”, così il direttore sportivo biancoceleste Igli Tare nel giorno della presentazione dell’estremo difensore di Charleroi. Un profilo esperto, che nell’Anderlecht ha segnato un’era e in varie esperienze in giro per l’Europa ha dimostrato estrema affidabilità. Di origini italiane (il nonno era un minatore siciliano), serviva a sostituire la casella occupata dalla delusione Ivan Vargic. Ben chiaro era sin dagli inizi il ruolo a lui riservato. “Ci darà una grande mano e sarà utile per Strakosha, Guerrieri e Adamonis”. Ben chiara anche la motivazione della scelta: “Silvio sa come vincere e sarà un punto di riferimento”. Questa la promessa in estate di chi lo ha portato nella Capitale.

 

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PRESENTAZIONE ESTIVA PROGRAMMATICA – Silvio si presentava con un curriculum di tutto rispetto, forte di alcune prestazioni di lusso anche nell’ultima Champions League disputata con la maglia del club del Pireo, l’Olympiakos di Atene. A stupire fu l’enorme umiltà con cui il portiere si presentò ai media e ai tifosi ormai nove mesi fa. Proto era ben conscio di essere stato prelevato per vestire i panni dell’uomo spogliatoio e del vice, in un club memore del finale della scorsa stagione, quando Strakosha era stato costretto agli straordinari nonostante le condizioni fisiche non perfette. Le prime parole di Proto furono estremamente nobili. “Quello che voglio è che la squadra vinca, perché vince la squadra e non io o Thomas. La vittoria è l’unica cosa che resta sul palmares e che conta per i tifosi. Non conta chi gioca, conta il gruppo”.

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Parole da leader, da parte di un uomo che aveva la consapevolezza di dover affrontare una sfida, quella di fare i conti con metodologie di allenamento a lui sconosciute. “Sono contento, è importante per me a 35 anni fare cose che non ho mai fatto nella mia vita di calciatore, penso che sia bello crescere sempre. Se tu fai sempre il massimo negli allenamenti poi in partita rendi bene e sai di non poter fare di più”. Un estremo difensore di rilievo internazionale destinato a fare da vice a Strakosha, nessuna sorpresa ma neanche gelosia. Proto si è immediatamente rivelato calciatore che ha compreso con intelligenza i contorni della nuova esperienza e si è calato alla grande nella nuova avventura. “Cosa posso portare alla Lazio? Qui il mio compito sarà aiutare i portieri giovani, sono portieri di qualità e bravi ragazzi, è un piacere lavorare con loro. Se posso aiutare è un bene per me. In Grecia ero arrivato con lo stesso obiettivo, poi ho giocato 5 gare di Champions League e ho disputato alcune gare in campionato”. Nessuna velleità di titolarità, solamente grande voglia di contribuire ai successi del club. E un sogno realizzato. “Il sogno del mio papà era che io giocassi a calcio e il sogno di mio nonno era che giocassi in Italia, io ho tre bambini e volevo andare via dal Belgio per andare in paesi stranieri. Quando ho avuto la possibilità di venire qui non ci ho pensato due volte. I portieri italiani che apprezzo di più? La prima maglietta ricevuta da papà era quella di Zenga, poi quella di Angelo Peruzzi e sono un fan di Buffon, ho giocato contro di lui in Champions l’anno scorso, era per me fonte di ispirazione. È un brava persona, se ci parli due minuti lo capisci, lo stimo tanto“.

 

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SECONDA SCELTA E POCHE OCCASIONI – Le scelte di Simone Inzaghi lo hanno sin da subito relegato a numero due. Grazie ai sapienti metodi di Grigioni, preparatore dei portieri biancocelesti, Proto è cresciuto, e la società ha spesso pubblicato sul profilo Instagram ufficiale del club diverse “Instagram stories” che immortalavano prodezze del portiere nelle partitelle conclusive degli allenamenti della squadra. Ottimi interventi che però non hanno portato il belga a vedere il campo in campionato. L’Europa League ha costituito per lui una vetrina sfortunata. L’esordio in maglia biancoceleste è coinciso con il debutto della compagine capitolina nella fase a gironi di Europa League, quando Proto ha difeso ottimamente i pali dei padroni di casa contro i ciprioti dell’Apollon Limassol. Una buona parata nella ripresa e tanto dispiacere per un gol ospite incassato agli sgoccioli del match a causa di un tiro ravvicinato ed imprendibile del centravanti avversario Zelaya. La prima gara in biancoceleste è comunque una vittoria, cui segue la sfortunatissima sfida all’Eintracht in terra tedesca: è un 4-1 perentorio fortemente condizionato dalla doppia inferiorità numerica delle aquile nei confronti dei padroni di casa. Silvestro, detto Silvio, deve raccogliere ben quattro volte la sfera dalla rete pur risultando assolutamente incolpevole. Sfortunato nella circostanza il portiere, che ha subìto tutte conclusioni scagliate da molto vicino e non ha potuto salvare l’11 da una debacle. La fiducia di Inzaghi però viene meno, almeno nei fatti. A conferma di ciò Thomas Strakosha non solo rimane unico guardiano della porta in Serie A e in Coppa Italia (Silvio non giocherà nemmeno negli ottavi di finale all’Olimpico contro il Novara) ma viene schierato anche nel doppio confronto decisivo contro il Marsiglia in campo europeo.

 

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SCARSA FIDUCIA – Proto si vede così accantonato nella doppia vittoria della Lazio contro gli uomini di Rudi Garcia. A lui vengono “riservate” invece due sfide in cui la squadra non aveva nulla da chiedere: già aritmeticamente sicura del passaggio alla fase ad eliminazione diretta dell’Europa League con due turni di anticipo, la squadra che viene messa in campo a Nicosia contro l’Apollon è ampiamente sperimentale ed anche in tal caso Proto incassa due reti senza grosse responsabilità. Le motivazioni sono molto basse anche nella partita casalinga contro il Francoforte: Proto alterna ottime uscite ed interventi reattivi a qualche respinta non eccelsa e troppo centrale, ma nel complesso non demerita. E incassa il solito eurogol di Gacinovic, che sigla il gol del momentaneo 1-1, quello che il calciatore bosniaco naturalizzato serbo avrebbe definito il mese scorso come “il gol più bello mai realizzato in carriera”. Quella sera di metà dicembre termina di fatto l’avventura di Proto in gare ufficiali della Lazio. Anche nei sedicesimi di Europa League tra i pali gioca Strakosha, così come in tutta la trionfale marcia in Coppa Italia. Silvio (all’anagrafe “Silvestro”) accumula 42 panchine ed una mancata convocazione (con l’Udinese in campionato) in 48 incontri disputati dalla Lazio in stagione tra tutte le competizioni, quasi una miseria per uno come lui, abituato a calcare il terreno di gioco con continuità. Basti pensare che in carriera aveva collezionato 372 presenze con l’Anderlecht, 30 apparizioni con l’Olympiakos e 30 con l’Ostenda – ex club anche di Jordan Lukaku – e vinto tutto in Belgio (2 Coppe nazionali, 6 scudetti e altrettante Supercoppe).

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UOMO-SPOGLIATOIO – Eppure un’occasione per esordire in Serie A sembrava palesarsi ad inizio marzo 2019. Contro la Roma infatti il collega di reparto Thomas, pur rimanendo in campo per l’intero arco del match, aveva manifestato qualche problema alla spalla. Con la gara con la Fiorentina alle porte, si alimentava anche la speranza di Proto, che al Messaggero dichiarava: “A 35 anni continuo a crescere, non mi sono mai allenato così prima d’ora, è per me una cosa positiva. Sono innamorato di Roma, ogni giorno lavoro al meglio con il preparatore Grigioni, ma anche con Strakosha e gli altri portieri”. Nessuna parola fuori posto, nessun accenno alla speranza di ottenere dal tecnico della Lazio qualche minuto al Franchi di Firenze. Anche in quel caso sarà costretto a guardare la partita dalla panchina, complice il recupero last-minute di Strakosha. Proto è però diventato un simbolo della Lazio fuori dal campo: in questi mesi i sostenitori biancocelesti hanno avuto modo di gustarsi le sue esultanze sfrenate dopo le vittorie nel derby e col Milan in Coppa Italia. Da veterano dello spogliatoio l’esultanza durante e al termine della lotteria dei tiri dal dischetto in occasione di Inter-Lazio di Tim Cup: Proto segue i supplementari e i rigori in piedi con grande concitazione, di fatto è come se la Lazio giocasse con due portieri. Ennesima dimostrazione di grande attaccamento da parte di un calciatore pienamente inserito nel gruppo. E la chance, finalmente arriva anche per lui. Prima di Cagliari-Lazio Simone Inzaghi in conferenza stampa comunica: “Strakosha non fa parte dell’elenco dei convocati per la Sardegna, ha un problema al tendine. Giocherà Proto, un portiere molto affidabile, professionista vero che pensava di trovare più spazio. Si è sempre comportato bene mettendo al primo posto la squadra”. Del resto lo aveva preannunciato in estate: “Non contano i singoli, conta la squadra”. Una massima facile da dire, solitamente difficile da mettere in pratica, ma non per Silvio Proto.

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FINALMENTE L’ESORDIO IN A… – Cagliari-Lazio è la realizzazione del sogno di diventare protagonista anche nella massima serie italiana. Proto dà un assaggio di tutta la sua affidabilità e tecnica, è sicuro ogni volta in cui blocca il pallone, si accascia a terra nei due tentativi “telefonati” dei sardi ed era perfettamente sulla traiettoria anche in occasione del siluro di Cigarini nel primo tempo dopo l’errore in disimpegno di Luis Felipe. In uscita Proto è una certezza, anche quando nella ripresa è chiamato ad un super intervento, una splendida e risolutiva uscita dai pali tutta d’istinto: “Non riuscivo a respirare, ho avuto un po’ di panico. Non avevo visto Lulic arrivare, mi sono buttato d’istinto. Ho pensato solo ad uscire il più velocemente possibile, poi sono rimasto a terra per qualche secondo perché non riuscivo più a respirare dopo uno scontro con Lulic. In quella circostanza ho dovuto prendere una decisione in pochissimi attimi, non sapevo se uscire, ma alla fine sono andato a prendere il pallone subendo il colpo. E’ comunque andata bene”. Nella ripresa l’unica incertezza, una respinta centrale su un tiro da fuori non troppo insidioso, ma anche un’ottima parata su un tiro scagliato dalla sinistra e rimbalzato davanti all’estremo difensore, che riceve anche i complimenti del commentatore Sky della fattispecie, un certo Marchegiani che del mestiere se ne intende. “E’ stata una parata importante e non facile, Proto è stato bravo perché il pallone ha rimbalzato davanti a lui due volte. E’ stato bravo a renderla semplice”, l’attestato di stima di un portiere che la casacca biancoceleste l’ha indossata da protagonista assoluto. Proto sa quando rinviare in modo frettoloso e quando prendersi un po’ di tempo in più. Perfetta la gestione di ogni rinvio, ogni pallone è pennellato dal fondo o vicino per gli esterni o sulla testa di Marusic e Caicedo dopo il centro del campo. Eccessiva la severità del direttore di gara Fabbri, così arriva al minuto 64’ il primo giallo in Serie A. “Solitamente non perdo tempo, non volevo nemmeno questa volta, comunque bisogna saper gestire bene ogni momento della gara quando si è in vantaggio”. L’esperienza, a Proto, non manca di certo.

 

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…FINALMENTE PUO’ ESSERE DECISIVO! – Se Luis Alberto e Correa hanno dipinto due reti che hanno portato i romani sul 2-0, a salvare la Lazio da un possibile dimezzamento dello svantaggio da parte dei cagliaritani ha pensato proprio il portiere biancoceleste, autore di un capolavoro su Deiola. Un lancio lungo dalla sinistra supera infatti Stefan Radu e la retroguardia capitolina (disattenta nell’occasione) e finisce sui piedi del centrocampista dei sardi, che da due passi controlla e tira in porta a botta sicura. Prodigioso il riflesso di Proto che con una mano chiude la porta. L’estremo difensore della Lazio in una frazione di secondo riesce a sedersi ed alzare le braccia e a deviare la sfera in corner con una parata miracolosa. Sfortunatamente Proto non riesce a chiudere l’esordio personale in Serie A con un “clean sheet”: la “colpa” è di Castro, che rientrato dall’infortunio dopo svariati mesi mette un cross delizioso sulla testa del solito Pavoletti, che proprio nei primi secondi del recupero della ripresa scaglia in porta un colpo di testa potente e preciso che si insacca all’incrocio dei pali. Nulla può Proto, che però non ha ancor terminato la partita. L’ex Anderlecht è ancora bravo in uscita al 93’, quando anticipa Cacciatore che commette fallo sul portiere e viene ammonito. Silvio resta a terra ma non si perde in sceneggiate, anzi ha ancora il tempo per esibirsi nell’ennesima buona uscita con le mani su un cross di Barella, ultimo pallone della partita. L’arbitro fischia la fine ed anche il numero 24 può gioire: la prima da titolare e la prima in assoluto in A è una vittoria importante per mantener viva la corsa all’Europa.  Anche in questo caso il primo pensiero va alla squadra. “Oggi era troppo importante vincere per noi, è un modo per tenere alta la fiducia in vista di mercoledì”. Poi, ai microfoni ufficiali del club continua: “Sono felicissimo di aver compiuto la parata su Deiola, non ho avuto grandi occasioni nel corso della stagione e sono davvero contento di aver effettuato quest’intervento qui alla Sardegna Arena. Con l’esperienza impari come comportarti in quelle occasioni”.

 

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CHAPEAU – Non c’è tempo però per festeggiare, la mente è già tutta alla finale di Coppa Italia. Proto la definisce senza mezzi termini “la partita dell’anno” e dalla Sardegna chiama i tifosi: “Speriamo che ci possano aiutare tanto affinché si possa vincere, perché si vince sempre tutti insieme”. E’ un’altra saggia lezione impartita dall’ex Anderlecht. Strakosha, il giorno dopo il trionfo di Cagliari, è ancora ai box e si allena a parte. Così, risuona la grandissima prova di semplicità e sincerità ostentata dal compagno e amico Proto nella davanti alle telecamere nella giornata di ieri: “Finale di Coppa Italia da titolare? Sono sincero, spero che Thomas torni in porta”. Esordio in Europa, vittoria. Esordio in Serie A, vittoria. La domanda relativa alla Coppa Italia aveva una logica. “Strakosha è uno dei giocatori più importanti in questa squadra, ha fatto sempre grandi prestazioni, quindi spero con tutto il cuore che possa tornare e che mi faccia e ci faccia vincere la coppa”. Ogni aggiunta sarebbe superflua. “Silvio è un grande professionista, un vincente, diventerà un simbolo”, si diceva. Ladies and gentlemen, Silvio Proto.

N.F.

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