Tabù San Siro: Inzaghi vuole essere l’antidoto

1543686605335_1543686628.jpg--inzaghi___lazio_rialzati__a_verona_per_vincere_

La partita con il Milan a San Siro per la Lazio è tabù da ormai trent’anni, in uno stadio che sembra stregato per i biancocelesti. Ogni qual volta si presenti questa sfida per i cpaitolini sembra come se il risultato fosse già scritto. L’ultima vittoria risale alla lontanissima stagione 1989/1990, match che fu deciso da un autogol di uno dei difensori italiani più forti di sempre: Paolo Maldini. Da lì in poi solo delusioni: neanche nell’anno dello scudetto i biancocelesti riuscirono a raccogliere successi contro i rossoneri. Inzaghi potrebbe essere l’uomo giusto per spezzare questo “sortilegio”? Nulla è certo, ma il tecnico piacentino ha già abituato il suo pubblico a magie di questo spessore battendo la Juventus allo Stadium dopo ben 15 anni. Inoltre, la Lazio ha dimostrato giusto due settimane fa di saper vincere al Meazza, battendo l’Inter. Dopo quella partita, però, sono arrivati due stop consecutivi: prima la sconfitta di Ferrara contro la Spal e, successivamente, il pareggio casalingo raggiunto in extremis contro il Sassuolo, che hanno avuto un duplice effetto negativo: frenare la corsa Champions delle aquile e placare gli animi, alquanto euforici, dopo un successo di così grande portata. Per le ragioni appena citate perciò, la gara di domani ha il valore di una finale che, in caso di vittoria biancoceleste, aprirebbe scenari che a poche giornate dalla fine del campionato e, con una partita in più da giocare in casa contro l’Udinese, potrebbe forse dare lo strappo decisivo per la corsa all’Europa che conta, nella quale non si può fare a meno di considerare anche l’Atalanta di Gasperini. Potrà essere dunque per Inzaghi l’alba di una nuova impresa? Non resta che aspettare sabato per la conferma.

Follow LAZIALITA on Social
0