“Per sempre Felice”, l’omaggio di Dino Zoff a Pulici

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di Marcello Baldi

ROMA – Una giornata, quella tenutasi presso la rinomata location del “Circolo Canottieri Aniene” lo scorso martedì 9 aprile, in cui tanti volti importanti del mondo Lazio si sono ritrovati per assistere alla conferenza stampa di presentazione del libro Per sempre Felice. Pulici, una vita da numero uno” 24esimo volume della collana dei Grandi Libri di Lazialità dedicato allo storico estremo difensore biancoceleste, venuto a mancare lo scorso 16 dicembre.

Tra gli ospiti d’onore dell’evento, organizzato dal direttore di Lazialità Guido De Angelis, uno dei volti più importanti della storia del calcio e dello sport italiano e tra le figure più prestigiose ad aver avuto un ruolo, prima da allenatore, poi da presidente, nell’ultracentenaria storia della S.S. Lazio: Dino Zoff.

 

Due numeri uno, Pulici e Zoff, tra i quali vi era una grande amicizia. “Avevo una grande considerazione di lui. Tra i portieri c’è sempre quel qualcosa in più che nasce da un rapporto tecnico fino a sfociare in uno più umano. Era un portiere spettacolare con grandi doti tecniche” dichiara ai cronisti presenti prima di fare il suo ingresso nella sala di presentazione della conferenza.

Dopo le prima parole d’introduzione di Guido De Angelis, dell’autore del libro Emiliano Foglia e di Gabriele Pulici, presente insieme alla famiglia, Zoff prende parola: “Felice Pulici era veramente un signor portiere. L’ho sempre ammirato, era tecnicamente e fisicamente dotato. Voi lo avete seguito anche quando io ero da un’altra parte. È sempre stata una persona a modo con cui ho avuto un rapporto molto amichevole. L’entusiasmo di Felice per la società era trainante per tutti, è stato un periodo buono. I portieri sono innamorati del ruolo e carichi di responsabilità in tutti i campi, lui ha sempre dimostrato questo allenamento alla responsabilità che deve avere un portiere. Aveva dedizione sia per il proprio lavoro che per la propria società, è un fatto incontestabile questo. I guanti? Noi siamo arrivati quando cambiò pallone, dal cuoio a bianco e nero. Avevamo i guanti coi puntini di gomma come le palline da ping-pong, sull’asciutto quindi si giocava senza guanti e dunque al freddo si faticava, oppure coi guanti di stoffa quando la palla era bagnata. Cudicini, Vieri, c’era una scuola di portieri importanti, ora ci sono meno portieri, prima eravamo 4 o 5 a livelli alti“.

Una presenza importante che ha reso oltremodo omaggio alla figura di Felice Pulici, un uomo che, come dichiarato dallo stesso Zoff ha saputo difendere la Lazio non solo tra i pali.

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M.B.

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