CONFERENZA – De Zerbi: “Grave il rigore per la Lazio, ribaltato il regolamento! Le loro assenze? Forse pesavano più le nostre…”

 

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di Niccolò Faccini

 

 

 

Il tecnico del Sassuolo De Zerbi ha parlato in conferenza stampa dalla pancia dello stadio Olimpico di Roma al termine del pareggio (2-2) ottenuto contro la Lazio. E’ furioso l’ex allenatore del Palermo e del Benevento, giacchè a suo dire la partita sarebbe stata ampiamente condizionata dall’episodio del rigore concesso alla Lazio dall’arbitro Abisso per tocco di mano del centrocampista neroverde Locatelli in area di rigore ad inizio ripresa. “Oggi è successa una cosa grave perché si è ribaltato il regolamento, quando la palla tocca prima una superficie che non è mano il rigore non si dà, se lo si dà si va contro le regole, allora succede qualcosa di grave. Se tocca prima la gamba e poi va sul braccio non è rigore, non dice questo il regolamento. Non vorrei che siccome siamo considerati fuori dai giochi il torto pesasse meno, noi non ci siamo mai lamentati né mai abbiamo fatto polemiche o crociate, però oggi è brutto subire questo, oggi è un fatto oggettivo che non fosse rigore, è fastidioso. Il braccio era largo? Prima tocca la gamba, dunque non c’era nulla. Se lo avesse preso sul braccio potevamo discutere se fosse o meno largo. Se poi vogliamo cambiare la regola, ce lo facessero sapere“. Gli emiliani venivano da otto gare senza vittoria e dai tre punti ottenuti contro il Chievo, e sono tornati a fermare una delle grandi del nostro campionato lontano da Reggio Emilia. Anche Inter e Napoli avevano subìto pesanti stop contro la squadra allenata dal tecnico di Brescia. Che ha proseguito rispondendo in modo sarcastico a chi gli chiedeva se fosse stata la settimana perfetta per il Sassuolo. “La nostra settimana perfetta? A Bologna abbiamo preso gol al 95′ (rete di Mattia Destro di testa su calcio d’angolo battuto da Riccardo Orsolini, con l’attaccante poi costretto ad un infortunio per la scalmanata corsa nella rabbiosa esultanza, ndr), oggi al 96′ (rete di Lulic sul gong su assist di Immobile dalla sinistra), quindi direi che posso affermare che non è stata la settimana perfetta”. La gara è stata divisa in due tronconi: una prima frazione spenta, con gli ospiti che hanno faticato a superare la metà campo, e un secondo tempo arrembante dopo un calcio di rigore subìto che ha ravvivato i neroverdi. De Zerbi ammette l’inconsistenza della squadra nei primi 45′: “Nel primo tempo non eravamo noi come qualità del gioco, eravamo lenti e statici, la palla viaggiava a velocità troppo bassa per giocare come vogliamo, loro attaccano con due attaccanti e due mezze ali e spesso con i due quinti di centrocampo. Nella ripresa però è cambiato tutti, abbiamo fatto molto bene, abbiamo giocato, siamo usciti spesso con la palla a terra, con coraggio e intraprendenza, e adesso torniamo a casa col rammarico perché per come è andata la gara dovevamo uscire coi tre punti”. Non manca tuttavia una frecciatina ai colleghi e ai media: “Aggiungo che se qualcuno parla di occasioni da gol per la squadra di casa contro quelle della squadra ospite, allora dovete andare a vedere le partite pareggiate da noi quando abbiamo tirato 15 volte contro due. So quello che dico”. A chi infine lo punzecchia sul fatto di aver giocato contro una Lazio priva di tanti elementi che di solito fanno parte dello scacchiere titolare, De Zerbi risponde con chiarezza. “Assenze della Lazio? Non so se pesa più Milinkovic o Berardi, se più Leiva o Manganelli. Inzaghi sta facendo da quando sta a Roma benissimo, e nelle scelte degli allenatori non voglio mettere bocca. Berardi veniva da un affaticamento e così Magnanelli, avevano fatto 180 minuti in tre giorni, non siamo abituati a giocare tre gare in una settimana, per noi non erano scelte semplici, alcune sono state obbligate”.  Un punto a testa e tanto rammarico per tutti, per la Lazio di Inzaghi, ma anche per Roberto De Zerbi e per il suo Sassuolo.

N.F.

 

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