L’INTERVISTA – Altobelli a 360 gradi per Lazialità: “Inzaghi grandissimo allenatore, Immobile fondamentale. Nazionale? L’Italia si sta rialzando, prenda esempio anche dal Qatar”. Su VAR, Champions e Inter…

alessandro altobelli

 

Il calcio è la sua passione e di questo sport ne ha fatto una filosofia di vita. Non un giocatore qualunque ma un calciatore che ha contribuito con le sue giocate, nel 1982, a portare in Italia la tanto desiderata coppa del mondo. Un eroe che custodisce gelosamente ogni maglia da lui scambiata nel corso della sua grande carriera, tra cui la storica ed introvabile casacca gialla del Napoli di Diego Armando Maradona. Lui è Alessandro Altobelli, in arte Spillo. Classe 1955. Originario di Sonnino, provincia di Latina, ha cominciato a giocare a calcio nelle vie della suo amato paese. Un attaccante dalle caratteristiche rare che ha avuto modo di calpestare i campi di calcio di tutta Europa. Tra le squadre in cui ha militato ricordiamo il Latina, il Brescia, la Juventus e la sua Inter dove ha segnato 209 reti in 466 partite. Oggi è la punta di diamante, nonché opinionista, dell’emittente sportiva del Qatar, BeIn Sport. A pochi giorni dal derby di Milano lo abbiamo raggiunto per farci rilasciare un’intervista. FIGC, nazionale, Lazio e Inter sono gli argomenti trattati.

 

Il calcio italiano stenta a ritornare grande. Lei è un campione del mondo. Quali strade andrebbero percorse dalla FIGC per riportare la nazionale ad alti livelli?

“Il calcio italiano ha vissuto un lento declino che è iniziato da molto lontano, dalla vittoria del Mondiale nel 2006. Una crisi culminata nel 2018 nella mancata qualificazione nella fase finale del Mondiale russo. Un periodo buio vissuto anche da altre grandi nazionali come la Francia, la Spagna ed infine la Germania. Squadre che hanno rialzato la testa velocemente, riuscendo a tornare competitive. Oggi la nazionale italiana sta recuperando terreno nei confronti delle altre competitor. Ciò grazie a Mancini in cui ho molta fiducia. Lui è un allenatore moderno che può contare su di una squadra di giovani promettenti accompagnati da campioni di grande esperienza. Un esempio? Bonucci e Chiellini ma anche Donnarumma, Barella, Jorginho, Chiesa, Zaniolo, Insigne. insomma una squadra di alti livelli che sta crescendo bene e che per questo mi permette di dire che la crisi è stata superata”.

Il Presidente dell’Associazione Calciatori Italiani, Damiano Tommasi, durante l’ultima campagna elettorale per la presidenza della FIGC sottolineò la necessità di ripartire dalle categorie inferiori per far rinascere il calcio italiano. Non crede che abbia ragione?

“Grazie alla sua esperienza, sia come giocatore sia come presidente dell’associazione calciatori, Tommasi sa bene cosa manca nel calcio italiano. È logico che i giovani campioni nascono nelle società piccole. Quando un bambino comincia a giocare non inizia nelle grandi squadre ma nelle società dei piccoli paesi e dei quartieri delle metropoli come Roma. Per questo bisogna cercare di dare una mano a queste realtà prive di disponibilità economiche. Il calcio va rivoluzionato e ciò può essere possibile grazie ad una maggiore presenza dello Stato italiano, sostenendo lo sviluppo di nuove infrastrutture in ogni città”.

Di recente il Qatar ha vinto la coppa d’Asia. In sette partite ha segnato 19 goal, subendone una. Ha eliminato Arabia Saudita, Emirati Arabi e Giappone. Come è stato possibile una tale crescita?

“Il Qatar deve essere preso come esempio dall’Italia per come si lavora. Questa nazione ha cambiato completamente strategia dando la possibilità a tutti i ragazzi del Qatar di giocare in nazionale. Ha preso un allenatore che allenava i più giovani e gli ha dato in mano la prima squadra. Hanno provveduto a costruire un grande centro sportivo chiamato Aspire dove formano nuovi calciatori. Professionisti che poi vengono portarti nelle rose delle prime squadre del paese, permettendogli di fare quell’esperienza necessaria per crescere professionalmente in modo veloce. Nell’ultima coppa d’Asia il Qatar ha dato dimostrazione del fatto che se nel calcio ti organizzi, i risultati poi arrivano”.

La prossima settimana torna la nazionale del CT Mancini. Quasi sicuramente tra i convocati ci sarà Immobile. L’attaccante napoletano non riesce a brillare con la maglia azzurra. Secondo lei perché?

“Innanzitutto dobbiamo sottolineare che Ciro immobile è un grandissimo attaccante. Se noi andiamo a vedere cosa ha prodotto in questi ultimi anni constatiamo che il calciatore, con le sue giocate e i suoi goal, è stato fondamentale per la Lazio. È un attaccante particolare che ha bisogno di fiducia per poter rendere al massimo. Una volta sbloccato non lo fermeremo più. Io penso che Mancini gli darà spazio perché Immobile è uno di quei giocatori che lo vedi correre dall’inizio alla fine per la squadra. È veramente un ottimo attaccante ed è fondamentale per la nazionale italiana”.

Lo scorso anno Simone Inzaghi è stato uno dei migliori allenatori della Serie A. Quest’anno, nonostante le difficoltà della squadra, si sta ripetendo. Cosa gli manca per entrare nell’olimpo dei grandi?

“Simone Inzaghi negli ultimi anni ha ottenuto grandi risultati. Quest’anno sta soffrendo un po’. L’allenatore, purtroppo, dipende molto dai giocatori. Per la stagione in corso tanti calciatori che lo scorso anno hanno fatto la differenza, vedi Milinkovic e Luis Alberto, stanno mancando. Loro sono l’anima della squadra e quest’anno mancano i loro goal e i loro assist. Nonostante tutto Inzaghi sta dimostrando di essere un grandissimo allenatore”.

Tecnologia e calcio vanno oramai a braccetto. Con l’arrivo della var si è conosciuta una vera e propria rivoluzione ma ad oggi è possibile dire che il calcio sia migliorato?

“La tecnologia oggi serve. Questa sarà utile anche in futuro perché abbiamo visto in passato arbitri fare degli errori incredibili. Il var ha ridotto del 95% gli sbagli arbitrali. Ma si può ancora migliorare. Sbagliare con il var, però, la trovo una cosa non gradevole. Nonostante tutto bisogna onorare Mosca e Biscardi che già trent’anni fa chiedevano la moviola in campo”.

Milan, Inter, Roma e Lazio sono le quattro squadre ancora in corsa per due posti in Champions League. Le milanesi sono per ora le favorite. Quante chance hanno le due romane?

“Il campionato è ancora lungo. Per ora l’Inter ha dei punti di vantaggio sulle romane. Il cambio allenatore da parte della Roma ha prodotto già i primi tre punti. Io penso che sarà una bella lotta fino all’ultima giornata di Serie A. Le prime due posizioni in campionato spetteranno rispettivamente a Juventus e Napoli. In questo momento, per il gioco mostrato, la terza posizione spetterebbe al Milan mentre per la quarta se la giocheranno in tre. Inter e Roma, entrambe, le quoto al 40% delle possibilità mentre la Lazio la fermo al 20%. È chiaro che se la Lazio ritrovasse la forma dei suoi giocatori importanti, allora le percentuali cambierebbero. La sfida, quindi, vede l’Inter in vantaggio ma anche la squadra di Milano deve riuscire a superare i suoi problemi di organico che la stanno rallentando”.

Da settimane a Roma si discute sul futuro di Milinkovic-Savic. PSG, Milan ed Inter sembrano essere le più agguerrite. I rumors sostengono che la squadra francese di Nasser Al-Khelaïfi ha offerto 100milioni di euro per il calciatore serbo. Quanto è vera la notizia?

“Milinkovic-Savic lo scorso anno fece un grandissimo campionato mentre quest’anno ancora non ha dato il massimo. È un giocatore di valore perché è uno di quei centrocampisti che fa bene le due fasi, soprattutto quella offensiva dove mostra tutte le sue qualità. La Juve, il PSG, il Milan e l’Inter sono certamente interessate. Sono sicuro che sarebbero disposte anche a fare grandi sacrifici economici per potersi aggiudicare questo calciatore che è uno dei migliori in Italia. Io mi auguro che possa rimanere nel nostro campionato e magari nelle file dell’Inter”.

Questa è una settimana cruciale per l’Inter. Domani c’è il ritorno di Europa League contro l’Eintracht e nel week end il derby. La squadra si presenta alle due sfide dimezzata dagli infortuni. Cosa bisogna aspettarci dalle due gare?

“Le prossime  due gare saranno molto importanti per quanto riguarda il proseguo del campionato e per porre le basi per il prossimo anno. L’Inter se non si qualifica per la Champions League, o se esce dalla coppa, ha fallito. In questo momento la squadra ha bisogno di un allenatore che guarda in faccia la realtà e si regoli di conseguenza. I ragazzi del mister, invece, devono capire che è arrivato il momento di non litigare ma di giocare tutti per la maglia. Solamente così si potrà raggiungere un grande traguardo. Il pubblico interista lo merita per il loro massiccio sostegno alla squadra”.

Icardi è ai ferri corti con l’Inter. Sulla testa di Spalletti aleggia l’ombra di Conte. Quanto pesano queste due cose per il cammino stagionale della squadra?

“Proseguiamo con ordine. Il problema Icardi è una telenovela che non ha fine. È da più di un mese che si discute del giocatore argentino. Io credo che i panni sporchi si debbano lavare ad Appiano Gentile e non divulgare il tutto sui giornali. Entrambe le parti, Icardi e società, hanno fatto degli errori. Per quanto riguarda Spalletti, invece, dipende solo ed esclusivamente dai risultati che raggiunge. Lo scorso anno si è qualificato in Champions League. Quest’anno sta soffrendo per i diversi problemi che la squadra sta vivendo. Se il mister raggiunge la Champions ha possibilità di rimanere all’Inter. Contrariamente non verrà riconfermato. Al suo posto, però, credo non verrà chiamato Antonio Conte. L’ex CT della nazionale ha un forte legame con la Juventus e per questo non verrebbe ben accolto dai tifosi interisti”.

 

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