FOCUS -“Amami o faccio un Caicedo”: da Crotone al gol nel Derby, la rivincita del “Panterone”

caicedo

di Marcello Baldi

ROMA – Alla consegna delle formazioni ufficiali, avvenuta intorno alle 19:30, quasi certamente nessuno aveva trovato conforto nel leggere di Ciro Immobile relegato in panchina. Una notizia trapelata già nel pomeriggio, confermata e resa forse più dolce soltanto dalla contemporanea assenza del giallorosso Manolas.
Riaffiorano i ricordi del 2017: allora Ciro diede forfait soltanto a pochi istanti dal fischio d’inizio della gara.
L’euforia giallorossa per l’assenza del capocannoniere del campionato si tramutò ben presto in amaro destino: quella sfida divenne la stracittadina di Keia Balde Dio, autore della doppietta che non fece rimpiangere il numero 17.
Questa volta, Inzaghi deve fare affidamento su Felipe Caicedo. Il rapporto tra la tifoseria e il centravanti non è dei più idilliaci. A pesare particolarmente la sfida contro il Crotone della passata stagione, in cui l’ecuadoriano fallì clamorosamente il gol del possibile nuovo vantaggio biancoceleste sul punteggio di 1-1. Una rete che oggi sarebbe potuta voler dire Champions League.
Per il centravanti un’estate tribolata: ad Auronzo non è tra i più amati, ma lui rimane disponibile e professionista ed i tifosi glielo riconoscono tra abbracci e foto, tipici del clima disteso del precampionato.
Durante il ritiro i colloqui con la dirigenza ed Inzaghi. Nonostante alcune voci di mercato lo vogliano lontano da Roma (alla Lazio sembra vicinissimo l’approdo del brasiliano Wesley del Brugges), Caicedo rimane nella Capitale. L’inizio di campionato è buono: in Europa League vince praticamente da solo la sfida d’esordio contro l’Apollon Limassol, servendo di tacco un assist a Luis Alberto e procurandosi il rigore del 2-0.

Caicedo-Immobile

La prima rete in campionato arriva contro il Genoa: un colpo di testa che sblocca il match, terminato in goleada per 4-1. Replica qualche giorno più tardi, nella trasferta di Marsiglia: la Lazio espugna il Velodrome e una rete dell’attaccante, quella del momentaneo 0-2, contribuisce in maniera determinante.
Inzaghi inizia a dargli occasioni, ma non sempre il numero 20 riesce ad incidere sui risultati, nonostante le prestazioni risultino talvolta più che sufficienti. Sostituire Immobile, si sa, non è un compito semplice. Un infortunio agli adduttori lo costringe poi a fermarsi, la Lazio entra nel momento più difficile della sua stagione dove arrivano consecutivamente quattro pareggi e una sconfitta. Contro il Cagliari tornano i 3 punti, ma Caicedo rimane in panchina. A Bologna, 61’ minuti non all’altezza, i mugugni dei tifosi accorsi in trasferta non tardano a mancare, anche in maniera ingenerosa per un giocatore che comunque, nei limiti del possibile, prova a metterci del suo. Altre tre settimane di purgatorio, poi arrivano le vere occasioni.
Quarti di Finale di Coppa Italia, l’attaccante entra per disputare i tempi supplementari del match contro l’Inter di Spalletti. La prima occasione capita a tu per tu con Handanovic. Il tiro non è dei migliori, con il destro che non è il suo piede, e lo sloveno devia prontamente. Il “Panterone” però non ci sta: vuole dare una svolta al suo campionato. Contropiede Lazio, l’ecuadoriano porta palla e serve Immobile. Il numero 17 gliela appoggia nuovamente, Caicedo di prima si libera ancora della sfera. Questa volta Ciro calcia e la palla entra in rete. La Lazio trionferĂ  poi ai calci di rigore, ma per Caicedo è un momento di svolta.
Contro il Frosinone Ciro Immobile è costretto a dare forfait. Per il “Panterone” biancoceleste è un’occasione ghiotta. Chance colta al volo: l’attaccante sblocca il match con una gran botta sotto il sette e regala i 3 punti alla squadra. Tre giorni dopo la Lazio ospita l’Empoli: il risultato è lo stesso, il marcatore anche. In una settimana Caicedo regala 6 punti pesanti.
Contro il Genoa torna Ciro, Caicedo riposa e, subentrato, non riesce ad incidere. Poco male, il suo prossimo gol lo riserva per qualcun altro.

caicedo

E qui torniamo a sabato 2 marzo 2019. Le formazioni ufficiali escludono Immobile: con Correa spazio al numero 20. L’euforia giallorossa per la mancanza del centravanti dura appena 12’ minuti: Il “Tucu” parte palla al piede, con la coda dell’occhio vede lo scatto di Caicedo ed infila Fazio e Jesus con un preciso filtrante. In quel momento nella testa di Felipe mille pensieri: il gol mancato con il Crotone, le critiche ed un forte desiderio di rivincita. Non ci pensa due volte, dribbling secco su Olsen e tiro a porta sguarnita. L’esultanza è liberatoria, la “Pantera” corre sotto la Tribuna Tevere, allarga le braccia come a dire: “Sono qui e ho messo la mia firma sul Derby della Capitale”. Poi la grinta di chi, quel Derby, vuole portarselo a casa, affinchè il proprio nome nella storia rimanga indelebile.

Il Derby della Capitale spesso è stato deciso da giocatori non di primissima fascia. Si pensa a Cassetti e Balzaretti da una parte, Mutarelli o Basta dall’altra. La firma sul tabellino dei marcatori di una stracittadina, a Roma, è cosa sacra. Così, la rete di Caicedo rimarrà nella storia, tanto quanto quella di Danilo Cataldi, laziale fino al midollo che in quel gol ha visto realizzare i sogni di un bambino.
Per Caicedo invece una nuova consapevolezza: nonostante sia cosa nota che servano rinforzi in attacco (in virtù di tre competizioni), per saper sostituire Immobile, a volte, serve semplicemente saper fare le cose giuste nel momento giusto, senza necessariamente essere in grado di eseguire un doppio passo o una cavalcata di 60 metri. “Spero di essere ricordato per questo gol, non per l’errore di Crotone” dichiara l’attaccante a fine partita. “Amami o faccio un Caicedo”  la risposta tramite alcuni murales o dediche social, sulle note di Coez, del popolo biancoceleste. Perché forse, finalmente, Felipe ha saputo ritagliarsi davvero uno spazio nel cuore dei tifosi.
M.B.

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