UN OCCHIO AL CAMPIONATO – La Juve saluta i mortali, ma anche il Toro è da record. Il Cagliari batte l’Inter e aggiunge un posto alla tavola della Champions

 

Foto Alfredo Falcone - LaPresse02/03/2019 Roma ( Italia)Sport CalcioLazio - RomaCampionato di Calcio Serie A Tim 2018 2019 - Stadio Olimpico di RomaNella foto:de rossiPhoto Alfredo Falcone - LaPresse02/03/2019 Roma (Italy)Sport SoccerLazio - RomaItalian Football Championship League A Tim 2018 2019 - Olimpico Stadium of RomaIn the pic:de rossi

 

 

 

 

di Niccolò Faccini

 

 

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Altro giro di giostra, altre emozioni. E’ una giornata da brividi quella che emette – se ce ne fosse stato ancora bisogno – il definitivo verdetto relativo allo scudetto. La Vecchia Signora si impone nel posticipo a Napoli dopo una gara dalle mille emozioni e polemiche, pur essendo stata demolita a livello di gioco dai partenopei per tutta la ripresa. Fatale il rosso a Meret su ingenuitĂ  di Malcuit, che a metĂ  del primo tempo condanna i padroni di casa ad un’inferioritĂ  numerica pagata a caro prezzo, con due reti incassate da Pjanic ed Emre Can. Dopo il break subito paritĂ  numerica per il rosso a Pjanic ed arrembaggio azzurro, con Callejon che la riapre ed i legni a dire no ad Ancelotti, con Insigne che fallisce un calcio di rigore a pochi minuti dal termine divorando così il possibile 2-2 finale. Juventus a +16 sulla seconda. Ma è la corsa Champions ad infiammare la Serie A. L’Inter di Spalletti, ancora priva di Icardi, naufraga a Cagliari nonostante un ottimo Lautaro Martinez: il Toro pareggia l’autogol di Perisic iniziale, ma la legge di Pavoletti è chiara: alla Sardegna Arena si parte sempre mettendo in conto una rete dell’attaccante di Livorno. Questa volta è nel primo tempo, non di testa ma col piede. Significa che l’Inter rimane a quota 47 in graduatoria, che si lotterĂ  per terzo e quarto posto, e che Gattuso ha messo la freccia. Il Milan infatti nell’anticipo di sabato alle 18 batte il Sassuolo col minimo sforzo e supera la banda di Spalletti, portandosi a 48 in attesa del derby di Milano.

 

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QUALE EUROPA? – Il derby di Roma riapre le porte anche alla Lazio. I biancocelesti salgono a 41 punti, a soli 3 di distanza dai cugini, ma con un Lazio-Udinese in piĂą da giocarsi ad aprile. Apre la stracittadina Felipe Caicedo che scarta un cioccolatino di Correa e supera Olsen depositando in rete, poi entra Immobile che manda Correa in porta: Fazio atterra il numero 11 e Ciro trasforma facendo esplodere il pubblico di fede laziale. Chiude la gara Cataldi, segnando il secondo gol stagionale da fuori area al termine di un’azione magistrale della compagine biancoceleste. E’ un 3-0 che ribalta il 3-1 dell’andata e assegna un vantaggio alla Lazio in caso di paritĂ  di punti con i giallorossi a fine stagione. Ma dietro alla squadra di Inzaghi continuano a correre. Il Torino fatica in casa col Chievo ma nel finale sblocca il match e dilaga con Belotti, Rincon e Zaza. All’ex Sassuolo i clivensi portano bene: l’ultima rete messa a segno risaliva proprio alla partita di andata. Mazzarri è però da record: i  granata infatti conducono in porto la sesta gara consecutiva senza subire reti e Sirigu gongola, diventando il portiere del Toro con la piĂą lunga imbattibilitĂ  in un solo torneo. Trionfa anche l’Atalanta, che con una prestazione da visibilio schianta la Fiorentina nel replay a campo invertito della semifinale di Coppa Italia giocatasi in settimana. Va avanti la viola col solito Luis Muriel, ma Ilicic e Gomez la riprendono e ribaltano il punteggio, poi arrotondato al 60’ da Gosens, abile a mettere la ciliegina su un’azione strepitosa. Gasp sale a 41 con Lazio e Torino. Non fa piĂą notizia Fabio Quagliarella, che con la doppietta sul campo della SPAL raggiunge quota 19 e porta la Sampdoria a 39 punti. A nulla vale la rete sul gong dei padroni di casa firmata Kurtic, ma i tifosi ferraresi protestano: la rete annullata a Floccari nella ripresa (sul punteggio di 0-2) dopo il consulto con la VAR – prima convalidata dall’arbitro Pasqua e poi cancellata dalla tecnologia per un presunto fuorigioco di Petagna – fa seguito al gol annullato a Valoti contro la Fiorentina nell’ultima partita casalinga. Decisione che rischia di rasentare l’assurdo, si potrebbe parlare di “eccesso di VAR”. Troppo per gran parte dei tifosi, che prima fischiano e poi lasciano simbolicamente lo stadio, con  l’ultima mezz’ora che si gioca con la curva semivuota.

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Nei bassifondi della classifica non sposta granché il pareggio del Castellani tra Empoli e Parma. Gervinho fa 0-1 e Dell’Orco pareggia, poi Rigoni porta ancora avanti i ducali ma Caputo continua a gonfiare la rete e firma il 2-2. Provvisorio, perché a otto minuti dalla fine Bruno Alves porta in vantaggio la squadra di D’Aversa per la terza volta, ma per la terza volta gli emiliani rovinano tutto: Silvestre tira, devia proprio Bruno Alves e al fischio conclusivo è pari spettacolo. Un punto guadagnato per i toscani (ora a 22), perché il Bologna di Mihajlovic cade a Udine sotto i colpi di De Paul e Pussetto, rendendo vano il temporaneo 1-1 di Palacio. Non è nemmeno fortunato il tecnico dei felsinei, che anche oggi hanno sprecato più di qualcosa sottoporta (vedasi il palo colpito da Mbaye nella prima frazione). Il Bologna rimane così terzultimo a 18, a +1 sul Frosinone. I ciociari pareggiano 0-0 a Genoa, resistendo strenuamente agli assalti del Genoa in superiorità numerica per oltre un tempo. Il Grifone esce tra i fischi di Marassi, che rispecchiano una prestazione opaca dei liguri, che salgono a 30 punti.

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TOP – Ci perdonino Quagliarella e la difesa del Torino, ormai splendidamente recidivi e propensi a monopolizzare la nostra rubrica. Eterno il fiuto del gol del primo, superbe le 6 gare consecutive senza reti incassate per i granata. Il nostro migliore di giornata è infatti Felipe Caicedo, premiato per il modo in cui ha interpretato il derby della Capitale. Movimento perfetto dettato a Correa (altro super protagonista di giornata), che lo serve con un assist al bacio al minuto 12 del primo tempo: niente paura, Felipe controlla, aggira il portiere e deposita in rete, rimanendo freddissimo. E’ il vantaggio che cambia la partita e permette alla Lazio di amministrare per poi colpire in ripartenza. Il riconoscimento alla squadra va all’Atalanta, che anche contro la Fiorentina ha regalato spettacolo mettendo in campo ferocia agonistica, passione, trame di gioco d’alta scuola e giocate spettacolari, ma anche al Cagliari, che con ritmo, qualitĂ  e quantitĂ  ha letteralmente surclassato l’Inter, poi vincendo meritatamente.

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FLOP – Federico Fazio ha giocato un derby disastroso, risultando gravemente colpevole nelle prime due reti della Lazio. Malissimo anche Malcuit, che con un retropassaggio quantomeno censurabile ha di fatto spianato la strada al – discutibile – rosso di Meret e alla vittoria della Juventus al San Paolo nel posticipo domenicale. Il terzino del Napoli, che non si è poi ripreso dall’errore, ha sbagliato tutti i successivi cross dal fondo ed è poi rimasto negli spogliatoi al break.

 

CLASSIFICA – Il Milan terzo a quota 48 guarda dall’alto altre sei squadre: Inter (47), Roma (44), Lazio (41), Torino (41), Atalanta (41) e Sampdoria (39) sono tutte lì a contendersi i posti per l’Europa, senza dimenticare la Fiorentina, comunque in ritardo, a 36. Nel prossimo turno in programma Fiorentina-Lazio, Sampdoria-Atalanta, Inter-SPAL, Chievo-Milan e Roma-Empoli, col Torino che farĂ  visita al Frosinone. Il primo errore può essere fatale, e la lotta per l’Europa sembra rimanere, con la lotta salvezza, l’unico tema appassionante del campionato. Tante le squadre coinvolte, dodici gare al termine. La Lazio ne ha una in piĂą e spera di approfittarne.

N.F.

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