IL PUNTO SULLA ROMA – El Shaarawy trascina l’attacco, ma Olsen in porta… Zaniolo predestinato, Mancini già lo sapeva

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di Marcello Baldi

 

Poco più di 24 ore e lo Stadio Olimpico sarà cornice del Derby della Capitale numero 172. Sei lunghezze dividono Roma e Lazio, al momento rispettivamente quinta e sesta forza del campionato con 44 e 38 punti. Nell’ultimo turno, in cui la squadra di Inzaghi non ha disputato il proprio match contro l’Udinese, la formazione di Di Francesco è riuscita in extremis a strappare la vittoria sul campo del Frosinone: la rete di Dzeko è arrivata nell’ultimo dei 5 minuti di recupero assegnati. La gara ha ben rappresentato pregi e difetti della squadra giallorossa nell’attuale campionato di Serie A. Se si può infatti dire bene della fase offensiva, quella difensiva continua ad evidenziare grandi limiti.

 

FORMAZIONE TIPO – 4-3-3 è lo schieramento tipico della squadra giallorossa, nonostante a Frosinone sia stato impiegato il 4-2-3-1. Davanti i pali difesi da Olsen, la linea a quattro vedrà il ritorno di Florenzi sulla fascia destra, con Kolarov che agirà invece su quella sinistra. Centrali Fazio e Manolas, il quale sembra recuperato dall’infortunio che l’aveva costretto ad abbandonare anzitempo la sfida con il Frosinone. Qualora Di Francesco lo risparmiasse, pronto Marcano. Non è da escludere comunque che quest’ultimo possa addirittura levare il posto a Fazio. Il trio di centrocampo dovrebbe essere composto dai giovani Cristante e Pellegrini, affiancati dal capitano De Rossi.
Davanti, a sostegno di Dzeko, i soliti El Shaarawy e Zaniolo. Possibile convocazione per Schick e Karsdorp, ancora out invece il turco Under.

TERZO MIGLIOR ATTACCO, MA OLSEN (QUASI) IL PEGGIORE – Nonostante nel girone d’andata Edin Dzeko abbia fatto grande fatica a trovare la via delle rete, quello giallorosso è ad oggi il terzo migliore attacco del campionato. 49 i gol messi a segno, due in meno dell’Atalanta e quattro rispetto alla Juventus. Con 8 reti è Stephan El Shaarawy il miglior marcatore della rosa. Segue Dzeko con 7 (quattro nel 2019) insieme a Kolarov, ormai rigorista designato della squadra giallorossa.
Se i numeri offensivi sono degni di nota, lo stesso non si può dire di quelli difensivi. La retroguardia della Roma è infatti la seconda peggiore tra le prime dieci in classifica, con 33 gol subiti. Quello che doveva essere il vice Alisson, Robin Olsen, è infatti il penultimo portiere del campionato per porta inviolata rispetto agli incontri disputati: in 23 presenze sono solo 4 le “clean sheet”. Peggio solo Radu del Genoa, avendo disputato due gare in più.

 

DZEKO IN RIPRESA, EL SHAARAWY E KOLAROV I TRASCINATORI – Come detto, il vero volto trascinatore di questa Roma non è Dzeko (alla sua seconda peggior stagione in Serie A dopo quella d’esordio del 2014-15 nonostante in Champions League abbia dimostrato di essere giocatore in grado di fare la differenza). Sono infatti El Shaarawy e Kolarov ad aver, il più delle volte, messo il proprio nome sul tabellino dei marcatori. In particolare l’italo-egiziano, il quale è dovuto stare lontano dai campi per un mese e mezzo, sta vivendo la sua miglior stagione da quando è approdato nella Capitale.
Nonostante le dure polemiche a sfondo anche razzista degli ultimi tempi, l’ex-Lazio Kolarov si conferma il miglior difensore del campionato dal punto di vista realizzativo.
L’uomo del momento è però quello che nessun si sarebbe immaginato ad inizio stagione.

ZANIOLO E I PARAGONI CON TOTTI – Nicolò Zaniolo, classe 1999, inserito come contropartita nell’affare Nainggolan all’Inter, è la vera sorpresa della stagione giallorossa. Prima di Di Francesco, già il CT Roberto Mancini aveva deciso di puntare su di lui, convocandolo in Nazionale ancor prima che il giocatore esordisse in Serie A. L’ex giocatore e allenatore biancoceleste lo seguiva infatti già dai tempi dell’Under 19.
Il debutto, inaspettatamente, arriva nel match di Champions perso 3-0 contro il Real Madrid. In Serie A arriva il 26 settembre e, complice il rendimento non all’altezza di Pastore, l’ex-Inter si è ritagliato il posto da titolare. Tre gol in Serie A, uno di pregevole fattura contro il Sassuolo, e la doppietta in Champions League contro il Porto, hanno scatenato i più grandi paragoni tra i tifosi, su tutti con l’ex-capitano Francesco Totti.
Un paragone pesante che, almeno esteticamente, sembra rispecchiato.
Zaniolo che, in un ambiente difficile come quello capitolino sembra aver dimostrato di avere la testa sulle spalle, giura fedeltà eterna alla maglia giallorossa. Il futuro, quello vero, è tutto da scrivere.

 

M.B.

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