UN OCCHIO AL CAMPIONATO – Dalle stalle alle stelle, è la giornata delle rimonte. Nel segno della continuità: Quagliarella e Chiesa sugli scudi. L’Europa è per…tutti!

 

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di Niccolò Faccini

 

 

 

In Serie A la giornata delle rimonte e delle gare rocambolesche avrebbe potuto chiudersi in maniera più inaspettata probabilmente solo nel caso in cui la Lazio avesse imposto alla Juventus nel sunday night il segno 1, che avrebbe significato aggancio biancoceleste alla Champions e aggiornamento della casella “sconfitte” della Vecchia Signora. La sfortuna, l’imprecisione sottoporta dei capitolini, gli errori difensivi e il rigore di CR7 hanno invece trasformato la ventunesima giornata del campionato nel teatro della fuga della capolista: +11 sul Napoli fermato sullo 0-0 a San Siro dal nuovo Milan di Paquetà e (ancora solo parzialmente) Piatek. Rossoneri al quarto posto in solitaria con 35 punti e Napoli secondo a 48, a +8 sulla terza Inter.

 

Atalanta's Duvan Zapata (R) jubilates with his teammate Josip Ilicic after scoring the goal during the Italian Serie A soccer match Atalanta BC vs AS Roma at the Atleti Azzurri d'Italia stadium in Bergamo, Italy, 27 Jannuary 2019. ANSA/PAOLO MAGNI

LE CONCORRENTI PER LA CORSA EUROPEA – La giornata si era aperta con il perentorio 3-0 del Sassuolo dell’era post-Boateng su un Cagliari privo di mordente: la prima gioia di Locatelli, un rigore di Babacar e la seconda gioia in stagione dell’ex Lazio Matri facevano tornare al successo casalingo i neroverdi, ora undicesimi a 29 punti. Il netto 4-0 della Samp sull’Udinese sarà ricordato soprattutto per il record di Quagliarella che raggiunge Batistuta: 11 gare consecutive a segno (grazie a due calci di rigore trasformati senza pietà e senza esultare) e Doria in paradiso al sesto posto con vista Champions. A Bergamo tra Atalanta e Roma è un viavai di emozioni. Giallorossi avanti con doppietta di Dzeko (il gol mancava da ottobre) e sullo 0-3 al 40’ grazie ad El Shaarawy. Accorcia Castagne prima dell’intervallo, poi l’ex Toloi e Duvan Zapata completano la rimonta nella ripresa, col colombiano che venti secondi prima del 3-3 aveva cestinato l’occasione del pareggio calciando un penalty in curva. Risultato: le due squadre avanzano piano. Roma quinta a 34 e Atalanta a 32, come la Lazio sconfitta contro la Juventus. A Torino Mazzarri batte Spalletti: l’Inter svagata e senza grandi trame di gioco si arrende ad un colpo di testa di Izzo, pupillo del mister granata. E’ un 1-0 che rischia di condannare i nerazzurri ad un (comunque privilegiato) limbo: Icardi e compagni hanno 40 punti e distano 8 lunghezze dal Napoli, con un vantaggio sui cugini rossoneri di soli 5 punti. Il Toro è a quota 30.

 

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LE ALTRE – Al netto delle polemiche per un arbitraggio decisamente discutibile, Chievo-Fiorentina regala spettacolo. Al Bentegodi va in scena il terzo gol in due partite di Luis Muriel, la rete dell’eterno Pellissier, quella di Benassi poi espulso, e c’è tempo anche per due legni viola, due reti di Chiesa e un rigore fallito da Pellissier prima del gol del definitivo 3-4 di Filip Djordjevic, alla prima segnatura in stagione. Sullo 0-1 però pesa il gol annullato dal VAR a Giaccherini tra molte polemiche. Ma giornata delle rimonte sia fino in fondo! Ecco che la SPAL infatti va sotto al Tardini col Parma (doppietta di Inglese) e rischia l’imbarcata e poi la riprende grazie al primo gol in campionato dell’ex Hellas Verona Valoti e a Petagna (entrambi di testa). Sul gong, ecco gol di Fares. 3-2 ospite che potrebbe essere 3-3 se nel recupero Inglese non spedisse sul fondo da un metro l’ultimo pallone del match. Esonerato Pippo Inzaghi a Bologna: l’espulsione di Mattiello regala al Frosinone la superiorità numerica, la compagine felsinea regala tutto il resto. Ghiglione, Pinamonti e una doppietta di Ciano siglano la vittoria esterna con più ampio margine dei ciociari in A (0-4) e fanno accomodare sulla panchina emiliana Sinisa Mihajlovic. Nel posticipo del lunedì l’Empoli cade in casa col Genoa: 1-3 finale con le firme di Kouamè, Di Lorenzo, Lazovic e il neoacquisto Sanabria: l’ex Betis segna all’esordio proprio all’Empoli come aveva fatto Piatek. Chissà che non possa essere un segno del destino.

 

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TOP – 11 gol nelle ultime 12 e non per undici turni di Serie A consecutivi (all’Olimpico contro la Roma guardò la partita dalla panchina): Fabio Quagliarella è alla nona gara consecutiva con gol e la doppietta all’Udinese suggella l’ennesima prestazione mostruosa. Mezza Italia lo vuole in Nazionale, chissà che il ct Mancini non possa fargli un meritato regalo. Chi pilastro dell’Italia lo sarà presumibilmente per anni è Federico Chiesa. Il gioiello della Fiorentina anche al Bentegodi si rende protagonista di giocate sopraffine e conduce i suoi ad una vittoria preziosissima che porta Pioli a 30 punti, due in meno della Lazio. Da premiare anche Fares, Lazovic e Ciano, che con prestazioni da urlo hanno trascinato SPAL, Genoa e Frosinone.

 

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FLOP – Il Bologna di Pippo Inzaghi non è riuscito a risalire la china nemmeno nelle ultime due gare, nonostante gli acquisti di gennaio siano subito stati gettati nella mischia. L’impietoso 0-4 e le scuse del presidente Saputo (“La squadra ha fatto pietà, è stato terribile”) dicono molto di una giornata davvero storta. Malissimo anche Cagliari e Udinese: sarebbe ingiusto addossare le colpe ai singoli, trattandosi di squadre praticamente mai in partita nei rispettivi impegni del weekend.

CLASSIFICA – Milan quarto a 35, Parma dodicesimo a 28. Nove squadre in 7 punti per un campionato equilibratissimo. Nel mezzo infatti figurano Roma, Sampdoria, Atalanta, Lazio, Fiorentina, Torino e Sassuolo. La continuità da qui alla fine sarà decisiva. Inzaghi e la Lazio affronteranno le 17 gare rimanenti senza sfidare le prime due della classe. Sulla carta sembra un vantaggio. Nella pratica, se le ambizioni sono alte, deve esserlo.

N.F.

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