Napoli-Lazio, in questi 4 anni siamo rimasti indietro

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La Lazio esce sconfitta dal San Paolo, il risultato è lo stesso della sfida di andata. Forse più amaro, la sorte non è stata favorevole ai biancocelesti, in particolare  Francesco Acerbi (palo all’andata) che dovrà interrompere la serie di 149 partite consecutive per il rosso generoso rimediato nella ripresa.
In merito, il pensiero del nostro direttore Guido De Angelis nel suo editoriale odierno durante la trasmissione “Quelli che hanno portato il calcio a Roma”:

“La Lazio perde al San Paolo, domenica arriva la Juventus e questa sconfitta fa tremare un po’ di più dal momento che avremo i giocatori contati. Ma non penso a Lazio-Juventus, penso a ciò che sta accadendo intorno alla Lazio. La partita? La formazione iniziale è forzatamente più o meno sempre la stessa. Parto dal presupposto che la partita non era semplice in partenza, pochi prima della sfida pensavano di fare punti a Napoli. Quattro anni fa vincevamo qui 2-4, eravamo in crescita. A distanza di quattro anni il Napoli non è cresciuto, è scappato. Loro sono una big assoluta, noi siamo andati con la mentalità da grande. Sapendo di essere inferiori, perché bisogna ammetterlo, non si può pretendere di andare lì e comportarsi un un certo modo. Dopo Higuaín hanno saputo mettere grandi blocchi all’interno della rosa per proiettarsi all’inseguimento della Juventus. 
Con l’addio del centravanti il primo blocco è quello composto da Mertens, Insigne, Callejon e Milik, dimostratosi ieri grande centravanti. A centrocampo due pilastri come Allan ed Hamsik, con i vari Zielinski, Jorginho che ora è al Chelsea, Fabián Ruiz, giocatore di qualità e quantità e l’ha dimostrato ieri in mezzo al campo. Poi quello difensivo, dove gente come Koulibaly si è affermata tra i migliori d’Italia e Europa.

La Lazio avrebbe potuto pareggiare, ma se cosi fosse andata ci sarebbe andata di lusso. Mettendoci questo, la Lazio è stata penalizzata dalle decisioni di Rocchi.

Il Napoli, con gli incassi di Champions, ha costruito nel tempo tra cessioni e soprattutto la Champions hanno saputo diventare una sorta di “Atletico Madrid” italiano. De Laurentis, dopo il Napoli di Maradona, ha costruito una grande squadra. In questi quattro anni noi siamo rimasti sempre lì. Possiamo anche parlare di Rocchi, ma la sconfitta di ieri ha radici molto più profonde.
Il rapporto di Lotito con Nicchi, tra l’altro, potrebbe non giovare alla nostra Lazio. Se ci sono queste cose, dico alla società che ci siamo stufati di dover saldare sempre l’ambiente ma non ricevere segnali in cambio. Io amo la Lazio come fosse una donna, ma devi cambiare, perché questa strada credo porti ad un campionato senza salto di qualità. Rispetto all’anno scorso, al momento, abbiamo perso qualcosa. Rapporto con la stampa, con gli arbitri e a livello di crescita di organico: questi i tre fattori che bisogna assolutamente rivedere”.

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