FOCUS – 2016-2019, GIRONI DI ANDATA CON INZAGHI A CONFRONTO – Mai così “male”’, eppure mai così bene in classifica. Per la prima volta il quarto posto è da CONSERVARE, ma serve cambiare il trend dei gironi di ritorno…

 

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di Niccolò Faccini

 

 

Al netto di ogni considerazione, ci risiamo: la Lazio è ancora lì. “Tutto cambia perché nulla cambi”. Direbbe così Tomasi di Lampedusa, attingendo al suo ‘Gattopardo’. In ambito calcistico, sponda Lazio, i più scettici potrebbero affermare che la Lazio targata 2018/2019 sia lontana parente della squadra della stagione precedente a livello di gioco, produzione offensiva, spettacolo offerto e chi più ne ha più ne metta. Eppure, l’attuale classifica di Serie A conferma una delle colonne del gattopardismo. Il bottino di Luis Alberto sarà più scarno, la verve realizzativa di Milinkovic meno puntuale, i gol di Immobile leggermente diminuiti e la velocità e la tecnica di Felipe Anderson saranno pure volate a Londra, ma al giro di boa la classifica recita: Juventus prima, Napoli secondo, Inter terza e Lazio quarta in solitaria. Come a dire: un anno dopo, cambiando l’ordine degli ingredienti, il risultato non peggiora. Anzi, migliora! Infatti, nella stagione in corso, dopo 19 giornate la Lazio è quarta. Mai ciò si era verificato al termine del girone di andata: nelle due stagioni precedenti la compagine capitolina, prima del fischio d’inizio della ventesima giornata, si trovava “solo” al quinto posto in graduatoria. Ma c’è di più: la tanto criticata squadra di Inzaghi, chiudendo in quarta posizione il girone di andata in campionato, ha centrato il secondo miglior piazzamento dell’era Lotito. Dal 2004 ad oggi infatti solo Petkovic aveva fatto meglio di Simone, assestandosi al terzo posto dopo 19 gare nella stagione calcistica 2012-2013. A fine campionato quella Lazio sarebbe arrivata solo settima, ma conquistando la Coppa Italia nello storico derby del 26 maggio deciso da Senad Lulic.

 

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PARADOSSO E CONTINUITA’ – I più razionali potrebbero facilmente replicare – e non sbaglierebbero – puntando sulla provvisorietà dell’attuale posizionamento della formazione biancoceleste: la classifica è cortissima, la Lazio è sì a quota 32 ma il Milan segue a 31 e la Roma dista solo due punti; inoltre la dodicesima (ad oggi il Parma) ha solo 7 punti di ritardo. Si aggiunga che i primi due scontri del 2019 in Serie A faranno rima con Napoli e Juventus capolista indiscussa. Limitandoci però ai dati, ci viene davvero difficile sconfessare l’evidenza per cui la stagione 2018/2019 sia la migliore di Inzaghi in termini di squadre lasciate alle spalle a metà campionato, ben 16. “La Serie A quest’anno è più difficile e competitiva”, così spiegava il tecnico piacentino della Lazio i risultati altalenanti di inizio stagione. E’ invece “continuità” il termine su cui hanno insistito gli allenatori delle rivali, Gasperini e Di Francesco in primis. La percezione è che in un campionato così equilibrato e livellato – verso il basso o verso l’alto non è l’argomento in discussione – sarà la più continua a classificarsi quarta e ottenere l’ultimo insperato posto che vale la Champions League. Comunque, al netto di ogni considerazione possibile, una cosa va detta: il quarto posto della Lazio, in chiave di comparazione con le precedenti annate, rischia di sembrare paradossale.

 

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GIRONI DI ANDATA A CONFRONTO – Analizzando brevemente i gironi di andata della Lazio con Inzaghi alla guida del timone biancoceleste, quello appena conclusosi è per molte voci il peggiore. 32 i punti, contro i 37 di due stagioni fa e i 40 della scorsa stagione. 8 punti in meno di un anno fa sembrano tanti, specialmente se si considerano le due gare ormai alle porte, a dir poco proibitive. I 37 punti della fine del 2016 valevano il quinto posto, così come i 40 dello scorso anno. Oltre ai punti, più basso anche il dato delle vittorie, poiché la Lazio in tal senso non ha ancora raggiunto la doppia cifra: due stagioni fa dopo 19 gare erano state 11, la stagione scorsa addirittura 12, questa stagione sono 9. Lineare il dato dei pareggi, 5 in questa stagione e 4 nelle due precedenti. Mai così tante invece le sconfitte patite nel girone di andata, ben 5 (contro Napoli, Juventus, Roma, Inter, Atalanta), contro le 3 del penultimo girone di andata (da agosto a dicembre 2017 solo Napoli, Roma e Torino avevano preso i 3 punti contro Inzaghi). Nel 2016 le sconfitte erano state 4. Spostandoci sul capitolo dei gol fatti, ci si scontra contro il record del girone di andata della scorsa stagione, in cui la Lazio aveva realizzato 46 reti, un’enormità, addirittura 18 in più del bottino attuale (28). Nel girone di andata agosto-dicembre 2016 le reti messe a segno erano state 33, comunque cinque in più rispetto a quest’anno.

 

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COSTANTE NEGATIVA – L’unico dato (tristemente) costante è relativo ai gol subiti, spada di Damocle sotto la gestione Inzaghi ma anche sotto le gestioni precedenti. Acerbi non ha fatto rimpiangere de Vrij ma le lacune individuali e di reparto sono le stesse delle ultime annate, nonostante il diktat di inizio campionato fosse quello di prestare maggiore attenzione in zona difensiva anche a costo di segnare qualche gol in meno. L’atteggiamento più prudente della squadra ha dato i frutti sperati solo nelle prime gare “giocabili” del girone di andata, ma complessivamente sono 21 i gol subiti (come nel 2016, nel terzultimo girone di andata), uno in meno dei 22 dello scorso anno. Anche il numero dei ‘clean sheet’ è peggiorato: nel girone di andata della stagione scorsa la Lazio ha tenuto la porta inviolata in 6 casi (SPAL, Hellas Verona, Udinese, Cagliari, Crotone e Inter), in quest’ultimo girone in 5 (Frosinone, Empoli, Parma, Fiorentina e Bologna). Inoltre, in Europa League i numeri della fase a girone di questa stagione evidenziano un calo rispetto all’edizione precedente: 12 gol fatti e 7 subiti nel girone con Nizza, Waregem e Vitesse; 8 gol fatti e 10 presi nel Gruppo K con Eintracht, Marsiglia e Apollon Limassol. Anche in Europa, come in campionato, il livello delle avversarie è sembrato decisamente più alto rispetto agli ultimi anni.

 

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SPERANZA – In sintesi, al bottino meno altisonante in termine di vittorie, gol realizzati, punti accumulati corrisponde un quarto posto che rappresenta un ‘unicum’ nei tre anni di gestione Inzaghi. In questo senso, l’andamento del campionato dice che anche passi falsi nelle prime due gare del girone di ritorno non dovrebbero compromettere alcunché ai fini di classifica, ma risulterebbero ampiamente rimediabili nelle ultime 17 sfide di Serie A. Mister Inzaghi è però consapevole del fatto che ogni punto sarà guadagnato in un campionato che non regala nulla. La seconda parte del calendario vedrà la Lazio di scena al San Paolo, al Franchi di Firenze, due volte al Marassi, due volte a San Siro, mentre in casa verranno sfidate Vecchia Signora e Roma nel derby di ritorno, oltre a compagini che potrebbero essere ampiamente fuori dai giochi per l’obiettivo Europa League (Sampdoria, Fiorentina e Torino, considerabili competitor per le zone nobili, sono già state affrontate all’Olimpico).

L’imperativo è superarsi: nelle due stagioni precedenti con Inzaghi alla guida la Lazio nel girone di ritorno ha sempre fatto peggio dell’andata, non riuscendo a confermarsi né tantomeno a migliorarsi. Nel 2016/2017 i 70 punti complessivi furono divisi tra i 37 dell’andata e i 33 del ritorno; nel 2017/2018 il bottino di 72 punti totali è da ripartire in 40 punti nel girone di andata e 32 in quello di ritorno. Mutatis mutandis, 32 sono anche i punti attuali degli aquilotti al termine del primo girone. Significa che per raggiungere la soglia punti delle due precedenti annate la Lazio dovrebbe collezionare tra i 38 e i 40 punti solamente nel girone di ritorno, cioè lasciare per strada solo una quindicina di punti sui 57 disponibili. Fortunatamente il quarto posto potrebbe richiedere qualche punto in meno rispetto agli anni scorsi, ma la Lazio dovrà certamente “almeno” riuscire a disputare un girone di ritorno più produttivo in termini di punti rispetto al girone di andata. Sarebbe la prima volta.

Servirà il massimo sforzo fino alla fine, la corsa ricomincia a Napoli il 20 gennaio. La Lazio, però. la affronterà con la consapevolezza di aver chiuso l’anno da quarta pur senza aver brillato. “La squadra sta crescendo, questo è un ottimo segno”, dichiarava Acerbi prima dell’impegno di Coppa Italia contro il Novara. I margini di miglioramento della squadra, si aggiunga, sono ampi e decisamente prevedibili. Se questa Lazio ha raggiunto la quarta posizione, c’è da chiedersi cosa potrà fare ritrovando la perfetta condizione di tutti i componenti della rosa. Quanto ad un possibile jolly dal mercato per rinforzare la squadra, non v’è invece da chiedersi come verrebbe accolto. Acerbi ha già risposto anche a questo, in modo lapalissiano. Benissimo.

N.F.

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