Lazio, Lotito: «Mi chiamano ‘Lotirchio’, ma punto sui giovani. Gli scontri? Pseudo-tifosi, ne risponderanno»

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Sale in cattedra Claudio Lotito. Il presidente della Lazio, insieme a Francesco Acerbi e Alessandro Murgia, ha fatto visita al Collegio San Giuseppe De Merode di Roma nell’ambito dell’iniziativa “Dalla scuola allo stadio il modo giusto di sostenere lo sport”. Il numero uno della Lazio e i giocatori hanno concesso foto e autografi agli studenti, rispondendo alle loro domande. «Visto che siamo nel periodo del calcio mercato perché non mi prende a giocare nella Lazio? Vengo anche gratis» ha chiesto un bambino a Lotito. Simpatica la riposta del presidente: «Mi chiamano ‘Lotirchio’ perché ho la nomea di prendere i giocatori gratis (ride, ndr). Però punto sui giovani e ti farò fare un provino, se lo supererai , ti accoglierò nella famiglia della Lazio». Presenti anche il Antonio Buccioni, numero uno della Polisportiva Lazio, e l’aquila Olympia, simbolo e mascotte del club.

«Io rispondo dei comportamenti della società, non dei singoli comportamenti di pseudo-tifosi. Come ha detto il ministro Salvini la responsabilità è personale». Così il presidente della Lazio, Claudio Lotito, dopo gli scontri avvenuti la notte scorsa tra ultras e forze dell’ordine in occasione delle celebrazioni per l’anniversario della fondazione del club biancoceleste. «Per me i tifosi sono quelli che partecipano in modo appassionato alla vita della squadra del cuore nel rispetto delle regole, tutto gli altri fanno delle scelte diverse e ne risponderanno.

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