Milinkovic trascina, Luis Alberto ci mette la qualità. Lulic all’arrembaggio, ma le proteste…

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ROMA, Stadio Olimpico – La Lazio pareggia una strana partita contro il Torino che rimane imbattuto in trasferta. Le decisioni errate di Irrati, una non buona gestione dei momenti della gara, trasformano il match in un’altalena di emozioni e rabbia. Come di consueto, arrivano le pagelle del nostro direttore, Guido De Angelis.

 

STRAKOSHA 5,5 – Dopo 7 minuti rischia un passaggio in verticale per Luiz Felipe: Belotti sfiora il pallone. Intuisce il rigore ma sbaglia diversi rinvii.

RAMOS 5 – Partita dai due volti, la sua. Nel primo tempo non si rende protagonista di errori o sbavature, ma anzi si propone anche in attacco. Nella ripresa dopo la prima ammonizione non ragiona più, e rischia ripetutamente l’espulsione dal terreno di gioco. Passo indietro rispetto alla trasferta di Bologna.

ACERBI 7 – Il leone della Lazio anche oggi si rende protagonista di una buona partita: i pericoli del Torino vengono fermati da lui, si propone anche bene in avanti, guadagnandosi un rigore che però Irrati non concede. Caparbio, è ormai una sicurezza. 

RADU 6 – Attento, lucido, oggi è preciso. Esce dal campo con qualche smorfia di dolore (LEIVA 6 – Entra in campo lui, la Lazio pareggia risultato. Non sembra ancora essere al top ma dimostra l’importanza che ha per la squadra).

MARUSIC 5,5 – Ingenuo dopo 3 minuti di gara: può tranquillamente mettersi tra pallone e avversario per prendere il rigore, invece quasi si toglie sull’intervento di Ansaldi. Ancora meno furbo nel finale del primo tempo, quando appoggia leggermente le braccia su Belotti. L’intervento, certamente, non è da rigore, però se la Lazio vuole ambire a certi livelli non può permettersi calciatori con cali vistosi di concentrazione. Per nervosismo e rabbia viene espulso a fine partita.

PAROLO 5,5 – Gli anni passano per tutti, e su di lui si vede il segno del tempo. Nella prima frazione di gioco non dispiace, ma nella ripresa cala vistosamente sia per lucidità sia per qualità di gioco. Forse la sosta farà recuperare le energie necessarie ad affrontare gran parte delle partite future.

MILINKOVIC-SAVIC 7,5 – Realizza un gol clamoroso dopo un’ora di gioco. Se avesse giocato questo tipo di partita durante il corso della scorsa stagione, ora staremmo esaltando a gran voce le sue gesta. Il contesto quest’anno sembra cambiato ma non la nostra opinione: nelle ultime partite è in crescita, in quella di oggi è il migliore.

LULIC 7 – All’arrembaggio con Senad. Garantisce corsa, cross e tanto impegno. Non fa mancare mai il supporto, molti pericoli vengono dalla sua fascia, tuttavia un appunto: chi porta la fascia da capitano deve farsi sentire più spesso con l’arbitro, altrimenti la Lazio anche in futuro potrà essere facile oggetto di danneggiamento.

CORREA 6 – È il più attivo dei suoi fin dall’inizio. Man mano perde la forza che lo contraddistingue quando gioca con qualità, ma nonostante gli errori sembra sempre essere pericoloso. (WALLACE 4 – Questa sera, ci spiace dirlo, è lui  il vero disastro in campo. Entra sul rettangolo di gioco per dare più copertura e più sicurezza alla sua squadra. Il risultato è completamente a posto. Non è giusto, tuttavia, accanirsi solo e soltanto su un singolo. Ricordiamoci tutto l’andamento della gara).

LUIS ALBERTO 7 – Soltanto per quella giocata di ‘spalletta’ per immobile, meriterebbe un voto altissimo. Luis Alberto sta tornando in forma. Gioca senza paure, la manovra della Lazio passa sempre da lui. La speranza è che in questo 2019 possiamo trovarlo sempre così (CAICEDO 5 – Tornato nel limbo dopo un buon inizio di stagione).

IMMOBILE 5,5 – Si muove a non finire, ma ottiene poco, quasi nulla dal suo gioco. Tanti scambi, diversi tiri in porta: alcuni ribattuti, parati, altri fuori di poco. Ciro forse non è nel suo miglior momento di condizioni, ma comunque è sempre lì a lottare.

 

INZAGHI 6 – Schiera la squadra nel migliore dei modi, giocando con qualità e fantasia. Nel secondo tempo, tuttavia, il cambio per cui fa uscire Correa ed entrare Wallace non convince al 100%. Il brasiliano non dà sicurezze, almeno quelle minime che Inzaghi (così come noi) si attendeva.

 

FOTO: Fraioli

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