Tommaso Paradiso dei “TheGiornalisti” ospite a “Quelli Che” – “Io, la mia Lazio, la mia musica…”

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ROMA – Il frontman dei TheGiornalisti Tommaso Paradiso è stato accolto negli studi storici di RadioSei nel corso della trasmissione radiofonica “Quelli che hanno portato il calcio a Roma”. Un’ora e mezza di passione, aneddoti e tante risate. Tommaso ha spaziato dalla Lazio alla musica, dagli studi di filosofia (“Ti insegna a mettere in dubbio ogni cosa“) all’ultimo album ‘LOVE’. Una vera e propria full immersion nel mondo del protagonista del momento. Decine e decine di date del ‘Love Tour’ in programma nei prossimi mesi, dopo una serie di serate completamente sold-out (che guarda caso è anche il titolo del suo album precedente). Un divanetto, il nostro direttore Guido De Angelis e Tommaso Paradiso seduti a raccontare episodi di vita, episodi di Lazio. “Il successo? Il segreto è non pensarci. Noi volevamo scrivere testi basici che raccontassero la vita quotidiana, da qui il nome “Giornalisti” e il “The” davanti per distinguerci. Tanti i riferimenti dal passato, tante le ‘influenze’, da Vasco a Dalla, da Luca Carboni a Venditti, fino agli Stadio e a Jovanotti. Ma ora basta riferimenti col passato, siamo più attuali possibile. Mia madre mi ha lasciato libero quanto al tifo, non è una vera e propria tifosa, mio zio ‘Foffo’ mi portava in MonteMario. La mia famiglia è stata mia madre, mi raccontava Chinaglia. Allo stadio sono cresciuto con la Lazio di Cragnotti, di Casiraghi, Boksic e Signori, quella era la Lazio che vedevo allo stadio. Poi c’è una costante, l’apertura di Guido dalle 10.30 su RadioSei, quella non la perdo mai, e adoro la sigla della trasmissione, è fatta benissimo”.

 

Tanti gli spunti, anche divertenti: “Il mio cane Ugo è pazzo dei latticini, purtroppo russa molto e quando non lo sentiamo russare perché siamo partiti ci preoccupiamo”. La nostra Francesca Valerio, responsabile del corso di informazione sportiva di Lazialità, per l’occasione, regala a Paradiso un ritratto realizzato a mano dal figlio Giorgio Di Zenzo (in arte Diz, noto su Instagram come dizcomics), un tributo all’amore a quattro zampe di Tommaso. Che continua: “Il 26 maggio? Ero in Spagna, sulla Barceloneta, è stato bellissimo, ma il momento più bello legato alla Lazio è il secondo scudetto con Cragnotti”. Tommaso si dice poco amante del modulo 3-5-2, ‘consigliando’ a Inzaghi di schierare Radu terzino sinistro in una difesa a 4 completata da Acerbi, Ramos e poi Marusic a destra. Davanti, la qualità: “Correa è bravo, ma io sono orfano di Felipe Anderson”. L’amico storico, Simone (presente in sala), quello con cui “commentiamo tutte le partite tramite note audio di 10 minuti”, storce il naso ed è in disaccordo. “Lo Scudetto? Ero in Tevere, eravamo in 65mila, al fischio finale mi sono isolato e sono andato verso casa, è un ricordo molto bello”. Ancora sulla fede biancoceleste: “Non sono un laziale che si nasconde e anche i romanisti e gli altri tifosi mi apprezzano. La gavetta? Non so se sia necessaria, io suonavo davanti a pochissime persone e mi divertivo, sei un ragazzino e viaggi per le città, senza pensieri”. C’è tempo per soffermarsi brevemente sulla fidanzata Carolina: “L’ho conosciuta ad una partita, lei è della Roma e il derby in famiglia si vive male, malissimo. Siamo una coppia normale, stiamo bene, mi segue sempre. Figli? Vorrei averne, mi piacciono le famiglie, magari ne vorrei anche tanti”. Inevitabile un riferimento ad uno dei suoi idoli, Carlo Verdone: “Abbiamo fatto un’amabile chiacchierata a casa sua di oltre un’ora e mezza, Compagni di scuola è uno dei suoi capolavori, con Borotalco e Acqua e Sapone costituisce la triade che preferisco”. Sul futuro, ecco tante date per lo stivale, dal Palazzo dello Sport all’EUR fino all’Arena di Verona. “Il momento più bello è la fine del concerto, ti senti un dio ed è una sensazione bellissima. L’Olimpico? Chissà, aspettiamo e si vedrà. Meglio un concerto dei TheGiornalisti all’Olimpico o una finale di Champions? Risposta chiara, la domanda è semplice: la Lazio in finale di Champions”.

 

Nella top11 della Lazio c’è tanto del passato (Chinaglia, su forte pressione del direttore Guido De Angelis, poi Podavini e Frustalupi) oltre a mostri sacri quali Nesta, Stam e Veron. Immancabili Giordano e Signori. Infine una speranza: “Tornare a vincere con le big, a San Siro per esempio. Al di là di quello strepitoso successo allo Stadium contro la Juventus nella scorsa stagione, in questo senso la Lazio non va”. Tra Lazio e musica, a chi gli chiede di un ipotetico nuovo inno della Lazio scritto da lui, Tommaso risponde immediatamente: “No. Quelli che ci sono adesso sono così belli che non riuscirei mai a fare di meglio”. Finisce così una giornata piena di spunti con un grande laziale.

Di più sulla giornata odierna nello speciale sui TheGiornalisti che verrà pubblicato nei prossimi giorni.

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