Il Messaggero – Lazio, spogliatoio spaccato. Parolo: “Ognuno ha fatto come gli pare”

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ROMA Tutti per nessuno, nessuno per tutti. Se non c’ è anarchia totale, dentro lo spogliatoio della Lazio, poco ci manca. Il gruppo granitico e compatto dell’ anno scorso è un lontano ricordo. Il ritiro imposto da società e tecnico, oltre ai recenti e deludenti risultati, nasce da questo. Un gruppo scollato, diviso in gruppetti, con gli anziani e leader da una parte, quasi inascoltati, i più giovani da un’ altra, più concentrati a vivere sui social che sul campo, e qualche nuovo giocatore arrivato dall ultimo mercato quasi isolato e ancora non inserito del tutto. E le responsabilità di questo, in parte, sono anche dell’ allenatore che, forse, ha lasciato correre un po’ troppo. E sin dal ritiro, dove qualcosa già non andava. Qualche lamentela di troppo che però non viene fatta direttamente ad Inzaghi.
MARCO NE HA PER TUTTI – Un chiacchiericcio fastidioso e continuo. E l’ allenatore nel faccia a faccia avuto due giorni fa con i giocatori ha parlato anche di questo, ma senza fare nomi, pure se, forse, sono facilmente individuabili con la recente prestazione in Europa League. Una squadra solo sulla carta, ma non nel vero senso della parola.
I risultati ottenuti fino ad ora, con il quinto posto a un solo punto dal Milan, cinque dall’Inter terza e più quattro sulla Roma, con la qualificazione al turno successivo in Europa League con due turni d’ anticipo e senza la qualità di due pedine come Milinkovic e Luis Alberto (il suo è un caso davvero singolare), sono quasi un miracolo, con la superficialità attuale che regna incontrastata all’interno dello spogliatoio laziale.
Da tempo i leader cercano di farsi ascoltare e di trovare una soluzione, ma fino ad ora ogni dialogo è caduto nel vuoto, almeno fino all’ altro giorno, quando Parolo e Lulic hanno preso la parola dopo Inzaghi, Tare e Peruzzi. Il centrocampista biancoceleste è stato il più duro, ma allo stesso tempo il più sincero e accorato. «Dobbiamo darci una regolata e una mano tutti insieme, resettare, non pensare più a quanto fatto l’ anno scorso, ripartire da zero ma conservare quella rabbia, tornare ad essere umili e aiutarci l’ un l’ altro dentro e fuori dal campo perché fin qui ognuno ha fatto un po’ come gli pare, se ci riusciamo bene altrimenti butteremo tutto e renderemo inutile anche la passata stagione con tutto quello che ci è successo», la sintesi del pensiero del giocatore.
LA CENA DELLA DISCORDIA – Parole spietate e pronunciate in un silenzio assordate, ma che nascono da un’ amarezza di fondo. Già perché il punto di non ritorno, e che fa ben capire cosa si respira all’interno della squadra, c’ è stato due settimane fa, quando Parolo, Radu e Lulic hanno organizzato la cena per la squadra. Un modo per stare insieme tra giocatori e le rispettive famiglie. Un appuntamento organizzato all’ ultimo, pochi giorni prima, ma alla fine, al ristorante vicino Formello, non si è presentata mezza squadra. Uno sgarbo che non è stato preso bene dai leader e ha aperto gli occhi anche all’allenatoree ai dirigenti. Pare che l’ unico assente giustificato fosse Immobile. Qualcuno si è scusato il giorno dopo, ma è una ferita ancora aperta che si cercherà di rimarginare in questi giorni, dove sono banditi i cellulari e soprattutto la partecipazione ai social, con qualche giocatore che esagera. Il leitmotiv è parlare, chiarirsi e ritrovare la compattezza per lottare per la Champions, l’ obiettivo più importante. Qualcosa già è scattato, anche perché l’ imperativo è tornare tutti per uno, uno per tutti.
Daniele Magliocchetti /Il Messaggero

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