EROE PER UN GIORNO – In attesa di Lazio-Samp, quel rigore di Dabo…

Dabo 5

di Marcello Baldi

Inizia ufficialmente per la Lazio una settimana che di facile avr√† ben poco: i tre pareggi di fila con Sassuolo, Milan e Chievo, conditi dalla sconfitta in Europa contro l’Apollon Limassol, obbligano gli uomini di Inzaghi a cercare il riscatto nel prossimo impegno casalingo contro la Sampdoria. Negli ultimi anni, all’Olimpico i blucerchiati non hanno mai avuto vita facile, ma quella che arriver√† a Roma, sabato, sar√† una squadra tutt’altro che arrendevole, pronta a¬†vendere cara la pelle.¬†Lazio-Samp, soprattutto per i tifosi pi√Ļ giovani, richiama¬†alla mente ricordi molto dolci.

√ą il 13 maggio 2009, a Roma si gioca la finale di Coppa Italia. La Lazio di Delio Rossi, uscente vittoriosa per 2-1 in entrambe le sfide della doppia semifinale contro la Juventus, affronta la Sampdoria di Walter Mazzarri, arrivata fin l√¨ grazie alla vena realizzativa di Giampaolo Pazzini e l’estro di Antonio Cassano. La Lazio dalla sua pu√≤ fare affidamento sulla coppia che dopo anni di difficolt√† ha riportato entusiasmo sulla sponda biancoceleste della Capitale: Goran Pandev e Mauro Mat√≠as Z√°rate. Il resto della formazione vede Fernando Muslera tra i pali, Lichtsteiner e Kolarov terzini¬†con Siviglia e Rozehnal centrali. Brocchi e Foggia gli esterni di centrocampo, ad affiancare Cristian Ledesma, con la fascia da capitano, e l’uomo che render√† indimenticabile quella¬†notte: Ousmane Dabo.
Dopo due anni in Inghilterra con la maglia del Manchester City, il francese torna a Roma nella sessione di mercato invernale 2008-2009.
La sfida contro i blucerchiati si sblocca subito: Z√°rate prende palla sulla sinistra, come suo solito fare decide di puntare gli avversari ed accentrarsi. Dal limite dell’area lascia partire un destro imparabile, una giocata identica a quella che aveva realizzato nel derby di campionato vinto 4-2: Castellazzi, come Doni, nulla pu√≤. Lazio in vantaggio.
La Samp non rimane a guardare: dopo il raddoppio vanificato da Pandev, i blucerchiati prendono coraggio e alla mezz’ora, anche con un po’ di fortuna, trovano il pari con una deviazione di testa di Pazzini sulla sponda aerea di Stankevicius.
Il primo tempo si conclude 1-1, stesso risultato con cui la sfida si protrae fino ai calci di rigore.

Iniziano i blucerchiati, sotto la Curva Sud. Cassano √® il primo rigorista, Muslera intuisce la traiettoria del tiro rasoterra e con la mano aperta neutralizza la conclusione dell’attaccante barese. Ledesma invece non pecca di cinismo: botta sotto la traversa e Lazio in vantaggio.
Va il capitano della Samp, Palombo, il quale questa volta non sbaglia. √ą il turno di Tommaso Rocchi: il numero 18 non calcia male, ma la conclusione che esce¬†√® per√≤ troppo angolata: palo interno e palla che termina fuori.
Ristabilito l’equilibrio, ai gol di Pazzini, Gastaldello, Accardi e Del Vecchio rispondono Rozehnal, Kolarov, Z√°rate e Lichtsteiner.
Il settimo a calciare della squadra di Mazzarri √® Campagnaro, ma il tiro del difensore argentino trova la risposta pronta dell’estremo difensore uruguaiano, che respinge prontamente con il palmo.
In quel momento il mondo, nella testa dei tifosi biancocelesti, si ferma. Se la Lazio segna, alzerà al cielo la Coppa Italia.
Chi va? Pandev è uscito, Del Nero non se la sente: è stabilito che il settimo rigorista della Lazio sia Ousmane Dabo.
I pochi¬†minuti in cui il francese si avvia verso l’area di rigore, raccoglie la sfera e la deposita sul dischetto del rigore durano un’eternit√†. Il numero 6 bacia¬†il pallone, lo lascia, lo guarda. Prende la rincorsa, poi calcia. La palla si infila all’angolino: Castellazzi √® battuto, la Coppa Italia √® biancoceleste.
L’euforia √® totale, √® il primo successo dell’era Lotito ed un trionfo che sancir√†, negli anni a venire, una crescita importante da parte della squadra.

Dabo,¬†autore di un solo gol in quel campionato, diventa l’eroe di quel giorno, o meglio, di quella fantastica notte di Coppa Italia.

46-finale-della-Italiana,-Foto-Coppa

M.B.

 

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