L’INTERVISTA A CARLO PELLEGATTI – “Lazio-Milan più equilibrata del previsto, la forza del gruppo per sopperire alle difficoltà. Spero in un ritorno a grandi livelli”

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di Marcello Baldi

Riprende la Serie A. Dopo la sosta legata agli impegni delle Nazionali, la squadra di Simone Inzaghi ospita all’Olimpico il Milan di Gennaro Gattuso, a quota 21 e ad un solo punto dai biancocelesti, quarti a 22. Entrambi gli schieramenti hanno dimostrato finora di faticare con le big: solo al Milan è riuscito il colpo contro la Roma. Sarà dunque uno scontro diretto, fondamentale per le speranze Champions di entrambe. Per inquadrare meglio il match, la redazione di Lazialità.it ha contattato una storica voce rossonera, dal 1983 ad oggi: Carlo Pellegatti. Per oltre trent’anni, il noto giornalista di fede milanista si è occupato di prestare la voce per raccontare le gesta dei campioni che hanno fatto del Milan una delle società più importanti del calcio italiano. Oggi il suo Milan è diverso, all’Olimpico arriva in una situazione d’emergenza, ma non per questo la gara perde di fascino. D’altronde, se esiste qualcosa di non scontato, questo è il calcio.

 

Lazio-Milan: si affrontano quarta e quinta forza del campionato. L’anno scorso all’Olimpico non ci fu partita, quest’anno il Milan è una squadra più matura ma arriva con una rosa indebolita dagli infortuni. Che tipo di partita si aspetta?

“Sarà una partita difficile e complicata per il Milan, ma lo sarà anche per la Lazio. Il Milan è una squadra tosta, che si sa difendere bene, sa punire in contropiede ispirata da Suso con Cutrone che nella Capitale già fece bene contro la Roma nella passata stagione. Credo che nonostante le pesanti assenze del Milan, la partita sarà più equilibrata di quello che sembra”.

 

Non sarà della gara Higuain, spauracchio per i biancocelesti. A farne le veci Patrick Cutrone, giovane capace di saper mettere lo zampino nel momento giusto e Suso, tra i più in forma di questo inizio di stagione. Possono non far rimpiangere il Pipita?

L’assenza di Higuain è un’assenza molto pesante, ma il Milan ha dimostrato di sapere giocare da squadra. Cutrone avrà una ghiotta chance per mettersi in mostra dal primo minuti: nel corso della stagione non gli è capitato spesso. Suso può fare la differenza come fatto finora, c’è molta attesa per il ritorno ai livelli della passata stagione da parte di Calhanoglu. Se riuscisse a ritrovare la condizione della passata stagione sarebbe sicuramente un fattore importante per Gattuso”.

 

Bonavenutra, Romagnoli, Biglia, Caldara e Musacchio: questi gli assenti causa infortunio. Considerando i lunghi tempi di recupero, il Milan rischia di rimanere indietro nella lotta Champions?

La strada per la Champions, aldilà della partita con la Lazio, è sicuramente resa più difficile da questi tanti infortuni. Il Milan non recupera nessuno salvo che Conti, cosi come Strinic e Romagnoli, nel mese di dicembre. La strada si complica, ma Gattuso si augura di poter supplire a queste assenze con il lavoro e l’organizzazione della squadra, quindi puntando più sul collettivo piuttosto che sulle individualità”.

 

Ha avuto modo di commentare tanti incontri tra Lazio e Milan nel corso della sua carriera da telecronista, potendo vivere appieno anche gli anni d’oro della squadra biancoceleste. Cito un 4-4 del 1999, dove vi erano tra i tanti Simeone, Veron e Nesta da una parte, Maldini, Shevchenko e Weah dall’altra. Quanto sono cambiate le squadre negli ultimi 20 anni, quanto era diverso il calcio e che effetto fa vivere cambiamenti del genere?

“Il calcio non si ferma mai. Ci sono stati grandi campioni, ricordo questa partita, il 4-4 con una tripletta di Shevchenko, ma il calcio è bello perché offre sempre nuovi campioni, nuove emozioni… Inutile soffermarsi sul passato, il Milan adesso si gode i giocatori che ha. Certo, a livello qualitativo non è lo stesso Milan di qualche anno fa, ma c’è una società forte ed una proprietà forte; la speranza è che si torni a quei livelli”.

 

Un Lazio-Milan che ricorda con piacere ed uno invece che cancellerebbe?

Ricordo un Lazio-Milan disputato al Flaminio,, trascinati da van Basten disputammo una partita straordinaria. Era la stagione 89-90, un Milan che vinse nella Capitale sia contro la Lazio che contro la Roma, ed una della partite che ricordo di più. Molto brutta invece la sfida dell’anno scorso (4-1 con tripletta di Immobile e Luis Alberto, Montolivo in gol per i rossoneri). Questa è una sfida che vorrei cancellare”.

 

Non poteva mancare una domanda legata ai soprannomi che da sempre attribuisce ai giocatori rossoneri: “Tempesta perfetta” Nesta, “Alta tensione” Inzaghi, “Musica e Magia” o “Smoking bianco” Kakà, nomi che aldilà del tifo rimangono impressi nelle menti degli appassionati di calcio. Come nascono e, nel Milan di oggi, quali sono quelli dei giocatori più importanti?

“I miei soprannomi nascono un po’ cosi, da vita vissuta. Nascono da film, da libri, da ciò che mi gira intorno nella vita di tutti i giorni. Oggi ricordo il “Cardellino” Suso, il “Guardiano della Luna” Donnarumma, “Pungiglione” Cutrone, “Jack di Cuori” Bonaventura, “Tempesta solare” Romagnoli. Adesso aspettiamo tutti il ritorno di “Saetta Mc Queen”, Andrea Conti”.

M.B.

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