LAZIO-MILAN – I PRECEDENTI – Tabù San Siro, ma a Roma c’è equilibrio. Da Muslera a Parolo, tanti i risultati pirotecnici. Prima dell’Immobile-show…

 

Lazio Milan

 

 

di Niccolò Faccini

 

La sosta per le nazionali è ormai alle spalle, adesso si torna a fare sul serio. Tredicesima giornata di Serie A, all’Olimpico arriva il Milan di Gennaro Gattuso. Il bottino della Lazio in questo campionato è di 4 sconfitte, 1 pareggio e 7 vittorie. Il piccolo particolare è che nessuna di queste è avvenuta contro una grande. La sfida ai rossoneri in questo senso sarà l’ennesima prova di maturità, forse l’ultima chiamata per la compagine di Inzaghi, che scenderà in campo nel tentativo di dimostrare che ogni gerarchia può essere sovvertita ed anche il più stucchevole dei tabù sfatato.  I numeri al Meazza fanno paura e risultano a senso unico: in Serie A il Diavolo è imbattuto alla Scala del calcio dal settembre 1989: da allora ben 17 vittorie rossonere e 11 pareggi. Tra l’altro i biancocelesti non vincono sia all’andata che al ritorno in A dalla stagione 1977/1978. Ma ci perdonerà Roberto Vecchioni se spegneremo le luci a San Siro e ci concentreremo sui precedenti nella Capitale. Perché all’Olimpico la musica, almeno parzialmente, cambia.

 

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1978-2018 – A Roma negli ultimi 40 anni il bilancio è in equilibrio: 2 le partite disputate nell’impianto del Flaminio, le restanti 38 si sono giocate sul prato dell’Olimpico. Dal 1978 ai nostri giorni il bilancio complessivo dice che su 45 incontri i rossoneri hanno avuto la meglio in 15 occasioni contro le 13 vittorie dei capitolini, 17 i pareggi. Restringendo il campo alla gestione Lotito, il trend non varia di molto: dal settembre del 2004 ad oggi in 15 sfide sono 5 le vittorie del Milan, 5 gli incontri terminati in parità e 4 le vittorie dei padroni di casa. I dati tengono in considerazione anche le gare di Coppa Italia, e proprio alla Tim Cup risale l’ultimo confronto tra le due formazioni nella Città Eterna: nel ritorno delle semifinali della scorsa edizione della seconda competizione nazionale il punteggio di 0-0 di San Siro veniva bissato anche a Roma, dunque a decretare la finalista fu la lotteria dei calci di rigore. Premiati gli ospiti all’ultimo penalty, realizzato proprio da Romagnoli, centrale difensivo che non ha mai nascosto la sua fede biancoceleste. L’uomo che ha deciso al fotofinish due delle ultime tre partite di campionato del Milan è attualmente ai box causa infortunio, e domenica alle ore 18 non ci sarà.

 

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SENZA MEZZE MISURE – 4 vittorie negli ultimi 14 anni, ma se arrivano i tre punti non arrivano di misura. Con l’arrivo dell’attuale presidente del club, la Lazio ha inanellato contro il Milan una serie di risultati casalinghi non brillanti: 1-2 nel settembre 2004, due pareggi a reti bianche tra 2006 e 2007, poi tre successi esterni per i rossoneri. E la risalita, con 4 vittorie, tre pareggi e una sola sconfitta dal 2010. Non mancano -anzi costituiscono la norma – risultati eclatanti: sotto la gestione Lotito è soltanto una la vittoria biancoceleste con un solo gol di scarto (Lazio-Milan 3-2 nell’ottobre 2012 con le firme di Hernanes, Candreva e Klose, con Petkovic alla guida e Acerbi in panchina tra i rossoneri), gli altri trionfi sono il frutto di partite avvincenti e pirotecniche. Si ricordi il 2-0 del febbraio 2012 ma soprattutto il 3-1 del gennaio 2015 (a Menez risposero Klose ed una doppietta di Marco Parolo) ed il 4-1 della stagione scorsa. Lo stesso vale sfortunatamente anche per le sconfitte: il tennistico 1-5 del 7 ottobre 2007, coinciso con una prestazione decisamente poco fortunata per il giovanissimo portiere della Lazio Fernando Muslera, faceva seguito al 2-2 interno col Real Madrid in Champions League, ma ha aperto la strada allo 0-3 del febbraio 2009 e all’1-3 del novembre 2015. Solo quattro 0-0 negli ultimi 40 anni, per il resto tanti punteggi roboanti, col 4-0 laziale del febbraio 2004 a fare scalpore: si trattava di Coppa Italia, Roberto Mancini contro Carlo Ancelotti, poker servito da Cesar, Liverani ed una doppietta di Fiore. Quanto al campionato, l’ultimo poker capitolino ai rossoneri era datato ottobre 1999 (finì 4-4). Prima del 10 settembre 2017, un 4-1 senza diritto di replica che presentava al popolo biancoceleste un magico duo: Luis Alberto-Immobile.

 

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STORIA RECENTE – Una campagna acquisti faraonica, tanta presunzione ed 11 calciatori che ancora non formavano una squadra. Fu questo il Milan a calcare il terreno dello Stadio Olimpico all’inizio della scorsa annata calcistica. Il confronto più recente di campionato si risolse in un inaspettato tripudio biancoceleste in un match dominato in lungo e in largo dagli uomini di Inzaghi. Apriva Immobile su rigore, raddoppiava Ciro con un tiro al volo a trafiggere l’incolpevole Donnarumma, firmava la tripletta con la Lazio il bomber di Torre Annunziata, chiudeva i conti lo spagnolo Luis Alberto su un pregevole assist di Immobile in campo aperto. Il tutto prima del gol della bandiera di Riccardo Montolivo. La sonora sconfitta inflitta a Vincenzo Montella avrebbe causato il primo scricchiolio di una panchina molto traballante.

 

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DA TENER D’OCCHIOL’era Gattuso ha fruttato un rendimento da Champions nel girone di ritorno della Serie A 2017/2018, una finale di Coppa Italia e l’annessa finale di Supercoppa da giocare questo inverno: da lì la riconferma e l’acquisto di calciatori di spessore internazionale durante la sessione estiva di mercato, uno su tutti Gonzalo Higuain. Domenica però il numero 9, espulso nell’ultima gara, non ci sarà. La lista degli infortunati è lunga: Caldara, Musacchio, Romagnoli, Biglia, Bonaventura, nessuno di loro potrà essere protagonista nel big match della tredicesima giornata. Attenzione però a chi sarà in campo: Suso ha già colpito all’Olimpico, e Frank Kessie ha siglato le prime marcature in Italia proprio ai capitolini con la maglia dell’Atalanta. Osservato speciale sarà anche Diego Laxalt, autore del gol vittoria nell’ultima occasione in cui il Genoa ha espugnato l’impianto della Capitale. Infine, Patrick Cutrone avrà il compito di sostituire il ‘Pipita’ al centro dell’attacco. Anche lui ha già castigato la squadra di Inzaghi decidendo l’ultimo confronto di campionato a San Siro. In quel caso l’arbitro Irrati, male assistito dal VAR, convalidò una rete realizzata con la mano. Questa volta il fischietto della sezione di Pistoia sarà al monitor. Infine, guai a sottovalutare il magic moment di Marco Parolo, che ha trovato la via del gol nelle ultime tre gare della Lazio e non ha intenzione di fermarsi: il Diavolo è la sua vittima preferita (5 gol). Ecco l’obiettivo: gonfiare la rete difesa da Donnarumma per tornare a battere una grande del nostro calcio. Il centrocampista di Gallarate sa come si fa.

 

N.F.

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