Giù le mani da Ciro Immobile! Il centravanti diventa capro espiatorio di stampa e tifosi

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di Marcello Baldi

 

“Abbiamo giocato bene, ci è mancato il gol. Ho avuto due occasioni che non ho sfruttato al meglio, ma bisogna andare avanti. Mi pesa il fatto di non segnare, ma ho le spalle larghe e guardo avanti con positività. Nella prima occasione avevo tanta voglia di segnare e ho avuto un eccesso di foga. Nella seconda ho fatto quello che occorreva fare, il portiere ha parato. Problema per gli attaccanti azzurri? Giusto prendersi le critiche come quando si prendono gli elogi. La prossima volta andrà meglio”. Queste le dichiarazioni, colme di umiltà, rilasciate da Ciro Immobile al termine della sfida a reti bianche tra Italia e Portogallo.

Una gara non indimenticabile per il centravanti della Lazio che all’indomani della partita, ultima valida per sperare in un’ormai improbabile qualificazione alle Final Four di Nations League, viene ingiustificatamente messo sulla graticola e trattato come l’emblema dei problemi della nuova Italia di Mancini: quelli legati ai gol.
Di per sé mettere un’insufficienza ad un giocatore che non segna, per lo più attaccante, sarebbe anche sensato, come lo sarebbe metterla ad un difensore centrale (Bonucci) che sbaglia due lanci elementari rischiando di regalare il vantaggio agli avversari, o ad un esterno offensivo (Chiesa) il cui unico guizzo del match è quello con cui cade a terra sul finale di secondo tempo, abitudine che conferma anche con la maglia azzurra.
Alcuni quotidiani e testate sportive invece preferiscono punire esclusivamente la prestazione di Immobile, non impeccabile come afferma lui stesso, ma comunque in linea con quella che è stata l’Italia di ieri sera: incompleta.
Fox Sports ipotizza addirittura una “maledizione” legata agli attaccanti biancocelesti in Nazionale, citando pilastri del calibro di Chinaglia, Giordano, Signori e lo stesso Mancini.

Immobile, nella sfida contro i lusitani, è stato sicuramente troppo frettoloso di concludere a rete nella prima occasione; nella seconda palla gol invece effettua un grande taglio e solo la giusta uscita di Rui Patricio gli nega la rete. Con due palle gol risulta peraltro il giocatore più pericoloso dell’incontro. 7 le sue marcature con la maglia della Nazionale in 35 sfide (due sole in meno di Francesco Totti, il quale però di partite ne ha giocate 58), numeri sicuramente diversi da quelli visti con la Lazio: 76 gol in 102 partite, 41 in 46 nella passata stagione (praticamente la media di 0.86 gol a partita). Nell’anno solare è quarto per gol segnati (21) insieme a campioni del calibro di Lewandowksi e alle spalle di fuoriclasse come Messi, Suarez e Ronaldo.

Considerando le ultime uscite della Nazionale di Mancini, in particolare di Nations League, l’Italia ha segnato due soli gol: Jorginho (centrocampista) su rigore nell’1-1 contro la Polonia e Biraghi (difensore) nella vittoria 1-0 al ritorno. Gli unici attaccanti (dall’inizio della gestione Mancini) ad aver trovato la via del gol sono stati, Balotelli, Zaza e Belotti, i quali hanno segnato complessivamente meno della metà dei gol di Immobile in questa prima parte di stagione. Qualcuno timidamente fa il nome di Pavoletti, giocatore dalle indiscutibili qualità ma che nella sua esperienza in Serie A ha segnato 47 gol (solo 6 in più di Immobile nella sola stagione 2017-18) o Kean (5 gol in carriera). Immobile, con 7 gol, secondo solo a Chiellini, era ieri il giocatore con più reti all’attivo in maglia azzurra.

Ciro, dalla sua, tornerà a Formello con le spalle larghe, pronto ad eseguire gli ordini di mister Inzaghi e ad essere riabbracciato dal pubblico biancoceleste che più di tutti è felice di potersi godere, anticipatamente, il proprio bomber.
Le critiche, come lui stesso ha evidenziato, fanno parte del mondo del calcio. Tra queste e il diventare capro espiatorio di un progetto ancora in fase d’inizio il passo è stato, purtroppo, molto breve.

M.B.

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