I FOCUS DI LAZIALITĂ€ – L’ERA LOTITO – Il bilancio con le rivali ai raggi x

 

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di Marcello Baldi, Niccolò Faccini, Jacopo Romagnoli

 

19 Luglio 2004: Claudio Lotito rileva la Lazio, divenendo il presidente della squadra capitolina. Sotto la sua gestione, entrata ufficialmente nel suo quindicesimo anno, la squadra ha avuto una grande crescita, alzato trofei, ma anche subìto grandi delusioni legate in particolare ad un definitivo salto di qualità mai avvenuto realmente.

La redazione di Lazialità ha voluto analizzare, prendendo in considerazione i dati relativi alle grandi squadre della Serie A negli ultimi 15 anni (coincidenti con la gestione Lotito), il percorso di crescita delle rivali biancocelesti, confrontando gli stessi con quelli della società capitolina.

 

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LAZIO – Quattordici anni di presidenza Lotito, tra gioie e dolori, esultanze vibranti e cocenti delusioni, in piena armonia con quella che è la storia travagliata e piena d’amore della SocietĂ  Sportiva Lazio. Tutto comincia in un caldo luglio del 2004, una Supercoppa italiana persa col Milan, una fase a gruppi della vecchia Coppa UEFA, il ritorno di Paolo Di Canio e quel derby memorabile del gennaio 2005. Mimmo Caso e Papadopulo prima dell’era Delio Rossi, tecnico col quale la Lazio partecipa all’Intentato, raggiunge l’unica fase a gironi di Champions League disputata in tutta la gestione Lotito, ascolta la musichetta della Champions fermando all’Olimpico il Real Madrid, vince derby a ripetizione ed alza al cielo il primo trofeo, la Coppa Italia del 13 maggio 2009 contro la Sampdoria di Walter Mazzarri. E’ la fine di un rapporto passionale, quello col mister di Rimini, un addio che non interrompe la fame di vittorie: a Pechino l’8 agosto 2009 è Ballardini contro Mourinho, nell’anno del Triplete nerazzurro, in scena la Supercoppa Italiana. E’ tripudio biancoceleste, Matuzalem e Rocchi regalano il secondo trofeo in 3 mesi.

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L’anno dopo arriva Edy Reja, la Lazio comincia a stazionare nei piani alti della classifica e si toglie lo sfizio di vincere un derby meraviglioso grazie alla firma di Klose al 93’, iniziando tra l’altro a partecipare con continuità alla UEFA Europa League. Nel 2012 a Roma sbarca Vladimir Petkovic, sconosciuto ai più. Sarà l’uomo del 26 maggio 2013, l’allenatore che potrà dire in eterno di aver battuto i rivali di sempre in una gara senza rivincita, quella targata Senad Lulic. Ma è con Stefano Pioli in panchina che i capitolini torneranno a qualificarsi per la Champions League a 7 anni di distanza dall’ultima volta. Avventura svanita sul nascere a causa del preliminare perso col Bayer Leverkusen, eppure di quella Lazio si ricorda un calcio spesso scintillante. Il tutto prima che avesse ufficialmente inizio l’era Inzaghi: un laziale alla guida della Lazio, da attaccante ad allenatore, sempre con l’aquila sul petto. Con Simone arriverà il trionfo in Supercoppa italiana del 13 agosto 2017 contro la Vecchia Signora campione di tutto, forse una delle Juventus più forti di sempre. Il resto è storia recente. Il bilancio è presto fatto: ad un altalenante andamento in campionato (i piazzamenti dal 2004 ad oggi, dal peggiore al migliore, recitano: un sedicesimo posto, due dodicesimi posti, due decimi posti, un nono posto, un ottavo ed un settimo posto, tre quinti posti, un quarto posto e due terzi posti in Serie A) corrisponde però una costanza di vittorie: la bacheca si è riempita con 2 Tim Cup e 2 Supercoppe Italiane, cui vanno aggiunte altre due finali e due semifinali di Coppa Italia e altre 3 finali di Supercoppa in 14 anni. Quanto alle partecipazioni europee, si ricordano una comparsa in Coppa UEFA (2004-2005), una sola partecipazione alla Champions (2007-2008) con eliminazione già nella fase a gruppi, sette partecipazioni alla UEFA Europa League. Sono sei le annate in cui la Lazio non ha disputato le Coppe europee: 2005-2006, 2006-2007, 2008-2009, 2010-2011, 2014-2015, 2016-2017.

 

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JUVENTUS – Nel 2005-2006 scoppia lo scandalo Calciopoli. La Juventus si vede revocare uno scudetto e viene retrocessa in Serie B.
Dal loro ritorno in Serie A, nella stagione 2007-2008, i bianconeri hanno totalizzato 23 vittorie. Cinque gli incontri terminati in paritĂ  ed altrettante le vittorie della Lazio. Sotto la gestione Lotito, l’unica vittoria in campionato contro i bianconeri risale allo scorso campionato, quando gli uomini di Inzaghi vinsero in rimonta per 1-2 allo Stadium. Tre vittorie in Coppa Italia ed una nella finale di Supercoppa decisa da Alessandro Murgia. Dal loro ritorno in Serie A, soltanto una volta i bianconeri si sono piazzati sotto la Lazio: settimi nel 2010-2011, con i biancocelesti quinti.
Un’annata fallimentare che segna l’inizio della ribalta bianconera: al secondo anno di presidenza Agnelli, il mercato vede l’arrivo di profili del calibro di Pirlo, Vidal, Aquilani, Vucinic e il laziale Lichtsteiner. L’apertura del nuovo Juventus Stadium e l’approdo in panchina di Antonio Conte portano la Vecchia Signora a vincere il campionato. Oggi, arrivati al settimo scudetto consecutivo con il singolare record di aver tenuto la miglior difesa in tutte e sette le stagioni, i bianconeri sono il club piĂą ricco d’Italia e tra i piĂą competitivi del mondo. L’acquisto di Cristiano Ronaldo ne è tra le prove piĂą eclatanti.

 

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NAPOLI – Nei primi anni di gestione Lotito il Napoli non era ancora in Serie A, il che fa ancora piĂą spavento se pensiamo al livello raggiunto attualmente dalla squadra partenopea. Il ritorno nella massima serie è datato stagione 2007-2008, i primi anni sono vissuti tra alti e bassi, ma i primi colpi di De Laurentiis non si fanno attendere, a partire da Lavezzi, fino ad Hamsik, oggi il capitano. Arrivati al 2018, i confronti con la Lazio sono a loro favorevoli, contando solamente il campionato, in 23 sfide, il Napoli si è imposto ben 12 volte, contro le 5 dei biancocelesti. I pareggi sono 6. L’ultimo successo laziale risale al maggio 2015, quando l’allora squadra di Pioli espugnò il San Paolo regalandosi la qualificazione ai preliminari di Champions League. Negli ultimi tempi, la crescita devastante del Napoli ha, di fatto, aumentato il gap con la Lazio e anche le classifiche nelle varie stagioni stanno a testimoniarlo. Negli undici campionati presi in considerazione, i napoletani sono arrivati avanti otto volte. Ci si può consolare pensando ai trofei messi in bacheca, quattro quelli della Lazio, due Coppe Italia e due Supercoppe Italiane, contro i tre dei campani, sempre due Coppe Italia, ma una sola Supercoppa Italiana.

 

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INTER – Dai trionfi sotto Mancini al Triplete con Mourinho, da Leonardo a Stramaccioni, da Mazzarri a Pioli, da De Boer a Spalletti. Negli anni della gestione Lotito l’Inter è passata dalle stelle alle stalle per poi tornare alle stelle, facendo fede alla sua storica nomea, che la considera “pazza”. Il palmarès è di tutto rispetto: 4 Tim Cup alzate al cielo (3 contro la Roma e una contro il Palermo), altrettante Supercoppe Italiane (3 contro la Roma e una contro la Juventus), tre partecipazioni all’Europa League e 9 partecipazioni alla Champions. Dulcis in fundo, 5 scudetti conquistati, una Champions League vinta contro il Bayern Monaco e un Mondiale per Club conclusosi con la vittoria sul Mazembe. Solamente due annate (2013-2014 e 2015-2016) fuori dalle Coppe, non male per una squadra che negli ultimi anni sta tornando una corazzata. Si consideri che nella gestione Lotito l’Inter è arrivata piĂą avanti della Lazio in classifica in ben 10 occasioni su 14, mentre ha guardato i biancocelesti dal basso solo nelle annate calcistiche 2011-2012, 2012-2013, 2014-2015 e 2016-2017. Luciano Spalletti ha riportato la qualificazione alla Champions League proprio ai danni della Lazio, grazie al gol di Vecino realizzato allo scadere dell’ultima giornata dello scorso campionato.

Analizzando il rendimento delle due compagini negli scontri diretti, si evince con chiarezza come dal 2004 ad oggi in ben 36 sfide (5 in Coppa Italia) la Lazio abbia avuto la meglio 9 volte, dovendosi arrendere ai nerazzurri nel doppio dei casi (18 sconfitte), oltre a 9 pareggi, di cui cinque consecutivi tra aprile 2004 e gennaio 2005. Rilevante sottolineare come dal 2004 all’agosto 2009 (trionfo in Supercoppa) la Lazio non abbia mai battuto i nerazzurri. Sono quattro invece le vittorie consecutive tra maggio 2012 e gennaio 2014, la prima con Reja, la seconda e la terza con Petkovic e l’ultima ancora con Reja a chiudere il cerchio, protagonista Klose, che ha avuto i nerazzurri tra le vittime preferite. All’Olimpico sono state 17 le sfide totali, con 4 pareggi, 8 vittorie nerazzurre e 5 vittorie dei capitolini; a Milano invece su 18 gare la Lazio si è imposta 4 volte in 14 anni, con 10 vittorie meneghine e 5 pari.

 

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ROMA – Il primo derby capitolino della gestione Lotito è un trionfo: 3-1 con rete di Paolo Di Canio sotto la Curva Sud. In totale sono 33 le volte in cui Lazio e Roma si sono affrontate dal campionato 2004-2005 ad oggi. Il bilancio, includendo le coppe, è di 10 vittorie biancocelesti, 16 giallorosse (di cui una in Coppa Italia che valse però il passaggio del turno dei biancocelesti) e sette pareggi. La Lazio di Lotito si è piazzata due volte sopra i rivali cittadini: nelle stagioni 2010-2011 e 2011-2012. Nel 2012-13 i “cugini” superarono la Lazio di un punto nell’ultima giornata, ma pochi giorni piĂą tardi la vittoria in finale di Coppa Italia siglata Lulic valse comunque la beffa in quanto a “primato cittadino”.

C’è da segnalare che, dopo questo triennio, la Roma ha saputo rinascere dalle proprie ceneri, piazzandosi tre volte seconda e due terza, partecipando 3 volte alla fase finale della Champions League.
L’ultimo trofeo della squadra giallorossa risale al 24 maggio 2008 (piĂą di dieci anni fa). Nel lasso di tempo compreso da quella data ad oggi la Lazio ha invece vinto 2 Coppe Italia (tra cui la storica del 26 maggio) e 2 Supercoppe.

 

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MILAN – Lotito trova il Milan per la prima volta da proprietario della Lazio il 26 settembre 2004, all’Olimpico, il risultato finale disse 1-2 per i ragazzi allenati al tempo da Ancelotti, ci vorranno ben 8 stagioni per sfatare il tabĂą rossonero. L’1 febbraio 2012, i biancocelesti fanno l’impresa e sconfiggono il Milan di Ibra e company con un secco 2-0 firmato Hernanes e Rocchi. Da quel giorno sono arrivati altri tre successi, niente a confronto con le 14 vittorie milaniste, mentre è finita X in 11 circostanze. Anche i dati riguardanti le classifiche sono a favore dei diavoli rossoneri, che sono arrivati davanti in 10 occasioni, contro le 4 della Lazio, anche se il dato è in controtendenza nelle ultime stagioni, dove i biancocelesti si sono classificati meglio in tre degli ultimi quattro campionati. Quest’anno, la sensazione è che le due squadre, piĂą la Roma, si giocheranno il quarto posto, l’ultimo valido per la qualificazione alla prossima Champions League. L’ultima vittoria della Lazio è dell’anno passato, grazie ad un nettissimo 4-1, tripletta di Immobile e Luis Alberto per i biancocelesti, gol della bandiera firmato da Montolivo. Ma i rossoneri si vendicano estromettendoci dalla Coppa Italia, solamente ai calci di rigore, dopo i due 0-0 tra andata e ritorno.

 

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FIORENTINA – Il bilancio con la Fiorentina durante la gestione Lotito è nettamente in favore dei biancocelesti: 18 le vittorie della Lazio,  10 quelle della viola e 5 i pareggi.
Relativamente alla supremazia nei piazzamenti in classifica, il dato è in perfetto equilibrio: 7 volte sono arrivati prima i capitolini (3 nelle ultime 4 stagioni), altrettante i toscani. In questi 14 anni, i viola non hanno vinto alcun trofeo (disputando la finale di Coppa Italia contro il Napoli, vinta dai partenopei il 3 maggio 2014). Sotto la gestione di Prandelli, nel 2007-08 i gigliati raggiunsero la fase finale della Champions, piazzandosi quarti. Le triennio compreso tra il 2012 e il 2015, con Vincenzo Montella alla guida, la squadra ha raggiunto per tre volte consecutive il quarto posto (valevole tuttavia per l’Europa League). Nel 2014-15, tuttavia, la Lazio fece meglio, piazzandosi terza grazie alla splendida cavalcata della banda Pioli, culminata con la vittoria per 2-4 al San Paolo di Napoli, il 31 maggio 2015.

 

during the Serie A match between Atalanta BC and SS Lazio at Stadio Atleti Azzurri d'Italia on August 21, 2016 in Bergamo, Italy.

ATALANTA – Ha mostrato margini di crescita enormi, e grandissima programmazione. Ci riferiamo alla Dea, guidata da Ruggeri prima (2005-2010) e da Percassi poi (dal 2010 ad oggi). Un modello da seguire per le medio-piccole, capace di dare frutti anche insperati. Dal 2004 ad oggi sono 25 gli scontri tra i bergamaschi e la Lazio, per un totale di 13 vittorie degli aquilotti, 7 dei nerazzurri e 5 pareggi. A Bergamo su 12 confronti la Lazio ha vinto solamente 3 volte, contro le 5 dell’Atalanta, 4 i segni X. A Roma gli ultimi tredici scontri hanno detto: 10 vittorie Lazio, 2 vittorie degli ospiti e un solo pareggio, quello che ex post è costato la Champions lo scorso anno. Dopo le 5 stagioni di Colantuono (2010-2015) e la parentesi Reja (2015-2016), dal 2016 sulla panchina siede Gasperini, che a Bergamo ha trovato l’ambiente perfetto per poter esprimere il suo calcio. La Dea si è piazzata davanti alla Lazio nella graduatoria di Serie A solamente due volte in 14 anni (2007-2008 e 2016-2017), ma ultimamente va mostrando una crescita esponenziale, emblematiche in questo senso le partecipazioni all’Europa League delle ultime due stagioni (sfortunata la sconfitta ai rigori nel play-off contro il Copenhagen proprio nell’annata in corso). A ciò va aggiunta la semifinale di Coppa Italia contro la Juventus nell’edizione 2017-2018. Dei traguardi non di poco conto, se si considera che il monte ingaggi non è tra i piĂą alti della Serie A e che il valore di mercato attuale della rosa è notevolmente inferiore a quello di almeno dieci squadre del nostro campionato. Si facciano alcuni esempi veloci: Ilicic e Papu Gomez sono stati acquistati a poco piĂą di 5 milioni, il centrale difensivo Palomino a nemmeno 4, il centrocampista Remo Freuler ha comportato un esborso per l’acquisto dal Lucerna di un solo milione e mezzo, soltanto il doppio è costato Masiello, lo stesso dicasi per Cristante, poi ceduto alla Roma. Le cessioni piĂą importanti? Dai soli Kessie, Gagliardini, Conti, Caldara, Bonaventura, Cigarini, De Roon, Gabbiadini, Grassi e Bastoni sono entrati nelle casse del club piĂą di 140 milioni. Senza che a queste cessioni sia corrisposto un clamoroso indebolimento della rosa, che anzi negli ultimi anni è passata da una serie di piazzamenti non esaltanti (quindicesimo posto nel 2012-2013, diciassettesimo nel 2014-2015, tredicesimo nella stagione successiva) a piazzamenti nobili della classifica: il quarto ed il settimo posto delle ultime due stagioni ne costituiscono una prova. Si aggiungano gli esodi verso Reggio Emilia (in Europa l’Atalanta ha giocato al Mapei Stadium le gare casalinghe) e una media spettatori all’Atleti Azzurri d’Italia (capienza 24mila posti) da brividi, passata dai 15mila del 2015 ai 19mila attuali. Chiamatelo effetto-Gasp.

 

A cura della Redazione di Lazialità.it, nello specifico: Marcello Baldi (Juventus, Roma, Fiorentina); Niccolò Faccini (Lazio, Inter, Atalanta); Jacopo Romagnoli (Napoli, Milan).

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