IL PUNTO SULLA SPAL – Occhio Lazio, Semplici sa come si fa! In trasferta due sole vittorie: una contro un Inzaghi, l’altra all’Olimpico…

 

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di Niccolò Faccini

 

 

Ci siamo quasi: l’apertura dei cancelli è in programma domenica alle 10.30, orario inconsueto. Due ore dopo è previsto il fischio d’inizio del primo lunch match casalingo della nuova stagione per la Lazio. L’avversario è la SPAL. Un confronto, quello tra i biancocelesti e i biancazzurri, che negli ultimi anni ha avuto ben tre palcoscenici: lo Stadio Olimpico di Roma, il Paolo Mazza di Ferrara ed anche il Centro Sportivo Rodolfo Zandegiacomo di Auronzo di Cadore. Simone Inzaghi e Leonardo Semplici si ritrovano nella Capitale, questa volta a preparazione terminata. E’ già l’undicesima giornata del campionato, ora si fa sul serio.

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La stagione del ritorno dei ferraresi in Serie A non è stata avara di soddisfazioni: una salvezza quasi insperata agguantata al fotofinish, frutto di un diciassettesimo posto in graduatoria con 38 punti racimolati in altrettante giornate, un +3 sul Crotone terz’ultimo coinciso col raggiungimento di un traguardo meritato. Una permanenza nella massima serie costruita per lo più tra le mura amiche (5 vittorie contro le 3 in trasferta), oltre allo sfizio di aver fermato la Juventus campione d’Italia (0-0 in terra emiliana), l’Inter (1-1) e la stessa Lazio, alla prima di campionato a Roma. In compenso (nella gara di ritorno) i biancocelesti sono stati l’unica squadra ad aver gonfiato per ben 5 volte la rete degli estensi: il 6 gennaio 2018 fu la consacrazione del duo Luis Alberto-Immobile, con quest’ultimo che fu autore di un poker di pregevole fattura. Lo spagnolo che proprio contro la banda di Semplici faceva da padrone a centrocampo rischia, a distanza di dieci mesi, di guardare il match dalla panchina. Ma questa è un’altra storia…

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IL SEGNO X, QUESTO SCONOSCIUTO – Il ruolino di marcia della SPAL della scorsa stagione lontano dal Mazza recita: 3 vittorie (contro le tre squadre poi retrocesse), 6 pareggi e 10 sconfitte. Le gare dei ferraresi terminate in parità nell’annata calcistica 2017/2018 sono state ben 14, un dato in controtendenza rispetto alla stagione in corso, in cui Lazio e SPAL sono le uniche compagini a non conoscere il pareggio: 6 vittorie e 4 sconfitte per i capitolini, 4 vittorie e 6 pareggi per la ‘Società Polisportiva Ars et Labor’. In questo avvio di campionato per Antenucci e compagni sono due le gioie lontano da casa: 1-0 al debutto contro il Bologna dell’altro Inzaghi, Pippo, grazie ad una prodezza di Jasmin Kurtic (che domenica non ci sarà), e un clamoroso 2-0 contro la Roma firmato Petagna e Bonifazi. Ai due trionfi appena citati vanno però sommati anche il capitombolo di Firenze (3-0 senza storia) e le sconfitte di misura a Torino (sponda granata) e Genova (sponda blucerchiata).

LISBON, PORTUGAL - SEPTEMBER 10: Manuel Lazzari of Italy in action during the UEFA Nations League A group three match between Portugal and Italy at on September 10, 2018 in Lisbon, Portugal. (Photo by Claudio Villa/Getty Images)

IL CAMBIO DI MENTALITA’ E IL FATTORE LAZZARI La SPAL formato 2018/2019 ha mutato il copione di gioco, ed è solita affrontare l’avversario a viso aperto anche in trasferta, facendo una buona densità dietro la linea della palla e tentando numerose sortite offensive tramite un’impostazione aggressiva, un possesso palla spesso prolungato e transizioni molto rapide. L’etichetta di squadra che deve salvarsi non inganni, i 9 punti nelle prime tre partite ed in particolare le superbe prestazioni contro Atalanta, Inter e Roma non sono casuali ma al contrario evidenziano un approccio più consapevole alle gare rispetto all’anno passato, e dovranno fungere da allarme per gli uomini di Inzaghi. L’osservato speciale per i romani sarà, neanche a dirlo, Manuel Lazzari, esterno di destra del 3-5-2 degli ospiti in grado di macinare chilometri sulla fascia di competenza abbinando velocità e qualità. La Lazio gli aveva messo gli occhi addosso in estate, ora il classe 1993 (che ha debuttato anche con l’Italia contro il Portogallo) ha parecchi estimatori in più. La sua SPAL arriva all’Olimpico senza avere l’acqua alla gola (il bottino di 12 punti vale l’attuale quindicesimo posto con 6 punti di vantaggio sull’Empoli), ma conscia di aver sprecato nello scorso turno una ghiotta chance di approdare nella parte sinistra della classifica: lo 0-3 con Frosinone è lo stesso risultato dell’ultimo incontro disputato dalla Lazio, ma è stato decisamente più inaspettato e figlio di una prestazione incolore e decisamente sottotono, a tratti quasi spocchiosa. Semplici si augura sia stato un k.o. utile per non incappare nuovamente in approcci alla gara superficiali.

As Roma 20/10/2018 - campionato di calcio serie A / Roma-Spal / foto Antonello Sammarco/Image Sport nella foto: esultanza gol Kevin Bonifazi

CEROTTI E BALLOTTAGGI – La SPAL che sbarcherà a Roma è una squadra incerottata soprattutto a centrocampo: mancherà Schiattarella, squalificato. La sua assenza va unita ai forfait degli infortunati Kurtic e Valoti, quest’ultimo fermatosi in settimana per un trauma distorsivo alla caviglia destra. La retroguardia sarà priva di Djourou, con Bonifazi (di famiglia laziale) che dovrebbe perdere il ballottaggio col più esperto Felipe. In porta un piccolo dilemma: Milinkovic-Savic, fratello di Sergej, ha scontato la squalifica e potrebbe soffiare il posto a Gomis dopo essersi reso protagonista, nel 2-0 rifilato di recente ai cugini giallorossi, di una performance da applausi condita da due o tre interventi decisivi prima dell’ingiusta espulsione. Davanti a Vanja la linea a tre sarà con tutta probabilità composta da Cionek (alterna ottime chiusure e grandi anticipi ad errori grossolani, il suo rendimento altalenante potrebbe essere una carta importante per la Lazio), Vicari (che in passato ha professato simpatie per i colori biancocelesti) e Felipe (in vantaggio su Bonifazi). A centrocampo la cabina di regia verrà affidata ai piedi eleganti di Valdifiori – difficilmente verrà gettato nella mischia Viviani – con Missiroli ed Everton Luiz a fare legna e limitare le scorribande delle mezzali della Lazio. Già, Everton partirà dall’inizio e questa potrebbe essere una delle maggiori novità in casa SPAL: il brasiliano è infatti utilizzato spesso da mister Semplici come jolly da far entrare a gara in corso, e non a caso risulta essere il calciatore subentrato più volte (ben 7) in Serie A dopo Keita, Cutrone e il laziale Correa (8). A destra, come detto, agirà l’insostituibile Lazzari, mentre a sinistra è duello tra l’ex Verona Fares e Filippo Costa: il primo ha velocità e spiccate caratteristiche offensive, il secondo (già titolare nella trasferta di Roma contro Di Francesco) è ritenuto più abile a difendere; Fares è avanti nelle gerarchie, è comunque più che probabile una staffetta a gara in corso. In attacco la certezza è Andrea Petagna. L’ex Atalanta si è salvato dalla squalifica, è il miglior marcatore dei suoi con tre reti e giocherà dal 1’ col compito di curare la manovra offensiva della squadra. Ad affiancarlo dovrebbe tornare Antenucci, capitano che quest’anno ha trovato una sola volta la via del gol (regalando alla SPAL la vittoria casalinga ai danni del Parma) e poi, dopo l’errore dal dischetto contro l’Inter, ha patito qualche noia muscolare. L’ex Milan Paloschi, che contro il Frosinone ha deluso, è pronto a subentrare nella ripresa in caso di bisogno.

 

PROBABILE FORMAZIONE (3-5-2) – Milinkovic-Savic; Cionek, Vicari, Felipe; Lazzari, Missiroli, Valdifiori, Everton Luiz, Fares; Antenucci, Petagna.

N.F. 

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