Lazio, Cataldi in rampa di lancio: prima la Spal, poi il rinnovo

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Carpe diem. Danilo Cataldi vuole riprendersi la Lazio. Il centrocampista classe ’94, dopo aver giocato ieri contro l’Inter, spera in una chance dal primo minuto con la Spal. Contro i nerazzurri è subentrato al 33’ del primo tempo, sostituendo Badelj, uscito per un problema alla coscia. L’infortunio del croato si aggiunge a quello di Leiva (problema all’adduttore, ne avrà almeno per un mese) creando una piccola emergenza nel mezzo. In assenza di registi, Simone Inzaghi domenica contro i ferraresi potrebbe affidarsi ancora a Cataldi, mezzala naturale in grado di giocare anche come playmaker.

PERCORSO
Secondo tiratore scelto dei calci piazzati dopo Luis Alberto, Danilo ha convinto il tecnico in allenamento e potrebbe tornare utile alla causa biancoceleste. Dopo i due minuti giocati nel recupero con il Napoli, il mister lo ha gettato nella mischia prima al Velodrome di Marsiglia nel delicato finale di gara, poi ieri all’Olimpico contro la squadra di Spalletti. Cataldi ha ben figuato, confermando i progressi mostrati in allenamento. Insomma, il centrocampista, partito come ultima scelta, sta scaldando le gerarchie e, complice gli infortuni, potrebbe trovare sempre più spazio. Tra campionato, Europa League e Coppa Italia le occasioni non mancano. Nonostante la giovane età (24 anni), Cataldi vanta 91 presenze in Seria A, accumulate tra Lazio, Genoa e Benevento. Esperienze formative che lo hanno aiutato a crescere. In estate Roberto De Zerbi, suo tecnico in Campania, ora mister del Sassuolo, lo avrebbe voluto con sé in Emilia. Cataldi, romano di nascita e cresciuto nel vivaio laziale, ha preferito restare e giocarsi le sue carte a Formello.

FUTURO
Aspettando le scelte di Inzaghi, Cataldi continua ad allenarsi con umiltà per farsi trovare pronto. «Testa bassa e lavorare» scrive spesso sui social il calciatore, il cui contratto scadrà nel 2019. Tra i rinnovi da affrontare in società, oltre a Radu e Lulic, c’è anche quello di Danilo, patrimonio ritrovato della Lazio.

(Valerio Cassetta – Il Messaggero)

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