OLYMPIQUE DE MARSEILLE-LAZIO, I PRECEDENTI – Bokšić, la Champions, il poker di Simone

 

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di Niccolò Faccini

Sono davvero numerosi i calciatori di spicco ad aver militato nel Marsiglia, anche nell’ultimo ventennio.  Da Dugarry a Gallas, da Ribery a Nasri. Un vero e proprio emblema del Marsiglia è indiscutibilmente Didier Deschamps: l’attuale commissario tecnico della nazionale francese ha giocato e vinto da centrocampista la finale di Champions League contro il Milan del 1993, per poi tornare alla guida della squadra nelle nuove vesti di allenatore nel triennio 2009-2012. I risultati sono stati strabilianti: tricolore in Ligue 1 (l’ultimo dell’OM), due Supercoppe francesi (2010, 2011) e tre trionfi di fila in Coppa di Lega. L’ultimo nel 2012, che corrisponde alla più recente coppa vinta dal club. Come se non bastasse, tre giocatori attualmente tra le fila dell’OM si sono laureati Campioni del Mondo in estate a Russia 2018 proprio con Deschamps: il portiere Mandanda, il difensore ex Milan Rami e il talento che Bielsa avrebbe voluto alla Lazio, Florian Thauvin.

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Sono invece diversi, negli anni, i calciatori ad aver vestito sia la maglia dell’Olympique Marsiglia che quella della Lazio. E’ il caso di Ivan de la Peña, che tra le due parentesi romane del 1998-99 e 2001-2002 venne ceduto in prestito in Provenza; ma anche il caso di Fabrizio Ravanelli, che dopo due stagioni e mezzo in Francia nel biennio 1997-1999 venne acquistato dai capitolini, con cui tra l’altro conquisterà uno scudetto ed una Coppa Italia. Non si dimentichi Djibril Cissè, attaccante che a Roma sponda Lazio è stato di passaggio, ma col Marsiglia (dal 2006 al 2008) aveva gonfiato la rete in ben cinque competizioni diverse. Chi nella Capitale ha lasciato il segno, figurando tra gli eroi del derby in finale di Coppa Italia risolto da Senad Lulic al minuto 71 nel maggio 2013, è Lorik Cana. Per l’albanese, dopo un breve periodo in Turchia al Galatasaray, quattro stagioni a Roma dal 2011 al 2015 e ben 111 presenze, una più importante di tutte le altre. In precedenza (2005-2009), quattro anni a Marsiglia, squadra di cui è stato anche capitano, guadagnandosi l’appellativo di ‘Guerriero’. Ma il doppio ex più importante non può che essere Alen Bokšić, prelevato dal presidente Cragnotti, innamoratosene proprio in virtù del fantastico score con l’OM nella stagione 1992-1993: 32 reti coi francesi, una Champions League vissuta da trascinatore in bacheca e il quarto posto nella graduatoria del Pallone d’Oro 1993 (dietro a Baggio, Bergkamp e Cantona). Numeri da fuoriclasse, confermati alla Lazio, dove ha collezionato uno scudetto, due coppe nazionali e due Supercoppe nazionali, oltre ad una Coppa delle Coppe e una Supercoppa europea. Non male.

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OM-LAZIO: TUTTI I PRECEDENTI, IL BILANCIO – Simone Inzaghi può sorridere: è vero che il tecnico dei prossimi avversari in Europa League, Rudi Garcia, non ha mai perso in 5 sfide contro la compagine biancoceleste, ma è altrettanto vero che i precedenti tra le due formazioni sono favorevoli alla Lazio, che ha già espugnato il campo dei francesi, essendo stata la prima squadra italiana a sbancare il Vèlodrome (nel novembre 1999), prima di Milan e Napoli. Quanto ai precedenti in gare amichevoli, si ricordano la gara del maggio 1928 con la vittoria biancoceleste per 1-0 al vecchio Stadio della Rondinella (rete di Cappa in avvio di prima frazione), e la decisamente più recente amichevole estiva del 1993 tenutasi allo Stadio Olimpico di Roma: la banda di Zoff, che schierava Gascoigne e Signori in attacco, veniva sconfitta per 0-1 tra le mura amiche, l’ennesima delusione di un’estate travagliata a livello di risultati. L’ultimo confronto amichevole tra le due formazioni risale alla semifinale (in gara secca) della prima delle due edizioni della ‘Dubai Cup’. L’8 gennaio 2007 gli uomini di Delio Rossi sfidano e sconfiggono a Dubai i transalpini del duo Ribery-Cissè. Finisce 3-1 con le reti di Mauri, Nasri, Makinwa e Foggia su rigore, e nel giorno successivo, nonché 107esimo anniversario del club capitolino, in finale è il Benfica a prevalere ai rigori in seguito allo 0-0 dei tempi regolamentari. Venendo ai precedenti in partite ufficiali, sono 4 i precedenti tra le due squadre: un doppio confronto ad eliminazione diretta nella Coppa Intertoto dell’estate 2005 e il ben più rilevante doppio confronto nella seconda fase a gironi dell’edizione 1999-2000 di UEFA Champions League. La partecipazione all’Intertoto (torneo soppresso nel 2008) riguardava le squadre piazzatesi nei posti immediatamente successivi a quelli valevoli per la qualificazione in Coppa UEFA. Nell’estate del 2005 la Lazio di Delio Rossi, dopo aver superato senza difficoltà i finlandesi del Tampere United nel terzo turno (4-1 il risultato complessivo tra andata e ritorno), trova l’OM in una doppia semifinale: in ballo c’è un passepartout per la fase finale, che può regalare la chance di entrare in Coppa UEFA. Il 27 luglio 2005 nell’andata all’Olimpico a Di Canio risponde il difensore ivoriano Méïté. Nel finale un colpo di testa di Igli Tare bacia la traversa, è 1-1. La gara di ritorno del 3 agosto 2005 è un monologo francese e segna l’addio al sogno europeo dei biancocelesti: la Lazio cade sotto i colpi di Mamadou Niang, Mendoza e un giovane ed imprendibile Frank Ribery. Il tabellino recita Olympique Marsiglia 3 – Lazio 0, è una debacle senza storia. Quell’estate l’OM, assieme a Lens e Amburgo, vincerà la competizione guadagnandosi l’agognato accesso alla Coppa UEFA 2005-2006.

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Tuttavia, come anticipato, un precedente ben più significativo e roseo viene in soccorso della Lazio, e proviene direttamente dal primo confronto ufficiale, datato stagione 1999-2000. All’epoca il format della Champions League prevedeva ben due fasi a gironi: la Lazio aveva primeggiato nel gruppo A della prima fase, piazzandosi al primo posto davanti a Dinamo Kiev, Bayer Leverkusen e Maribor. Nella seconda fase a gironi, riservata alle migliori sedici d’Europa, il gruppo D è composto da Lazio, Chelsea, Feyenoord e Marsiglia. Sei gare in programma e un doppio scontro alle porte sull’asse Roma-Marsiglia. Si parte subito, alla prima giornata (24 novembre 1999) si va al Vèlodrome per la prima volta. E’ un successo. La Lazio di Eriksson è feroce e, per dirla con la Gazzetta dello Sport “suona i marsigliesi ”: le scorie del precedente k.o. nel derby sono cancellate, il battibecco finale tra Mihajlovic e Marchegiani non può rovinare la festa. Stankovic al 64’ e Sérgio Conceição al 77’ premiano il coraggio dei biancocelesti, è 0-2 in terra francese. Martedì 14 marzo 2000 il replay, stavolta sul suolo romano, nel match valevole per la quinta giornata del gruppo. Si accendono i riflettori sull’Olimpico, va in scena lo storico show di Simone Inzaghi. L’attaccante col numero 21 di una Lazio straripante sigla un poker sbagliando anche un calcio di rigore ed entrando di diritto nell’olimpo dei grandi: l’impresa di realizzare 4 gol in una sola gara di UEFA Champions League è riuscita a giocatori quali Van Basten, Shevchenko, van Nistelrooy, Ibrahimovic, Lewandowski. Il record di Simone è caduto solo nel 2012, quando Messi ha rifilato 5 reti al Leverkusen al Camp Nou, e poi nel 2014 con la cinquina del centravanti dello Shakhtar Donetsk Luiz Adriano al BATE nella trasferta di Borisov. E’ la notte di Inzaghi, è lui a spianare la strada verso il primato nel gruppo D e la conseguente qualificazione ai quarti di finale. Quella gara di una dolce notte di marzo è chiusa da Bokšić, che fissa il punteggio sul definitivo 5-1 col più classico dei gol dell’ex.

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OGGI E’ UN’ALTRA STORIA – Con 9 titoli di Francia (uno in meno del Saint-Étienne), 10 Coppe di Francia, 3 Coppe di Lega francese, 3 Supercoppe di Francia, una Coppa Intertoto e una Champions League, l’Olympique Marsiglia risulta uno dei club più titolati di Francia ed è la squadra che può vantare il maggior numero di partecipazioni nella massima serie del campionato francese. Un palmarès di tutto rispetto. Prima giovedì 25 ottobre alle ore 21 e poi giovedì 8 novembre alle ore 18.55 sarà nuovamente Marsiglia contro Lazio, Lazio contro Marsiglia. Lo scorso anno, Salisburgo permettendo, avrebbe potuto essere la semifinale di UEFA Europa League. Quest’anno per le due squadre sorteggiate nel Gruppo H la doppia sfida varrà il passaggio ai sedicesimi di finale della competizione. Di nuovo al Vèlodrome, di nuovo nella città dalla storia leggendaria. Inzaghi, oggi allenatore, si augura di rivivere le stesse emozioni vissute da giocatore ormai 18 anni fa, ma sa che ci vorrà grande attenzione. Perché, come scrisse lo scrittore Jean-Claude Izzo, «Marsiglia è la città in cui bisogna schierarsi e appassionarsi». Perché a Marsiglia, per vincere o per perdere «quel che conta è sapersi battere». E’ questa la missione della Lazio.

N.F.

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