Il Messaggero – Lazio, testa bassa e pedalare: «Dopo il derby chi finirà in panchina non dovrà più lamentarsi»

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ROMA – Un giorno intero per far sbollire la rabbia a tutti. Oggi a Formello, con più calma, si tornerà sull’ argomento derby e soprattutto su quello che è successo a fine primo tempo. I senatori a muso duro contro Luis Alberto, reo di essere stato completamente fuori dal gioco. Toni alti, talmente tanto che sono stati ascoltati da molti che in quel moneto stavano transitando nei pressi dello spogliatoio biancoceleste. Non c’ è solo lo spagnolo sul banco degli imputati. Inzaghi punta l’ indice contro tutti. Sabato ha finito la voce per urlare tutta la sua delusione. In pochi lo hanno seguito, così come in pochi ascoltavano le sue indicazioni durante il cooling break. Si è sentito tradito da un gruppo che lui difende in ogni occasione.
IL DISCORSO L’ esempio da seguire è quello di Immobile. Bisogna giocare sempre con la sua grinta e la sua rabbia. E proprio Ciro è stato uno dei protagonisti del confronto durante l’ intervallo. Chiedeva una spalla in campo e invece è stato abbandonato. E a farlo è stato proprio quel Luis Alberto con cui l’ anno scorso aveva creato la coppia più bella del mondo.
Anche alla società non è piaciuta la prova di Luis, insieme a quelle di tanti altri giocatori. D’ ora in poi «chi finirà in panchina non dovrà più lamentarsi» e poi fornire prestazioni del genere. Questo uno dei moniti ribaditi più volte a termine del match. Già perché a fine partita Inzaghi ha chiuso di nuovo tutti dentro lo spogliatoio e ha continuato a farsi sentire con la poca voce che gli era rimasta. Luis Alberto è uno dei più veloci a dileguarsi dalla zona mista mentre parla con il fido Patric, suo connazionale.
Umore nero così come quello di tutta la squadra. I rimproveri non fanno mai piacere, soprattutto se arrivano da colleghi e staff tecnico. Qualcuno giura che i rinnovi promessi e non mantenuti possano aver avuto il loro peso, seppur marginale. Davanti alle telecamere la faccia ce la mette Parolo, uno dei senatori, uno dei fedelissimi di Inzaghi, l’ unico che insieme a capitan Lulic può discutere i premi di fine stagione con la società. Dalla debacle contro il Bayer Leverkusen nel preliminare di Champions del 2015 all’ indecifrabile derby di sabato scorso, è sempre lui il prescelto per spiegare i motivi delle disfatte. Gli «episodi» e la «sfortuna» stavolta non possono essere alibi. Esperienza e personalità sono mancate clamorosamente. Basti pensare che l’ unico a finire tra gli ammoniti è stato Badelj.
AVANZA CORREA Su questi tasti batterà ancora Inzaghi. Con un po’ di voce in più e qualche scoria in meno, il tecnico parlerà alla squadra prima dell’ allenamento. Un discorso a mente fredda. L’ occasione per guardarsi negli occhi e ripartire tutti verso gli obiettivi prefissi.
Per qualcuno è stato un bene che il mister avesse programmato la domenica di riposo dopo la Roma con largo anticipo. Ritrovarsi all’ indomani di una sconfitta così amara avrebbe potuto aumentare la temperatura nel gruppo. Il mister chiederà ai suoi una reazione a partire da giovedì sera, quando la Lazio affronterà l’ Eintracht Francoforte nella seconda gara d’ Europa League (possibile che Correa giochi dal primo minuto). Un augurio condiviso dal presidente Claudio Lotito, già avvistato sabato negli spogliatoi, e pronto a farsi sentire nei prossimi anche a Formello.
Emiliano Bernardini e Valerio Cassetta / Il Messaggero

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