ITALIA – Mancini ne cambia nove, azzurri sconfitti 1-0 in Portogallo. Immobile capitano per 55′ di una Nazionale spenta e senza idee

 


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di Niccolò Faccini

 

 

LISBONA – Allo Stadio Da Luz di Lisbona va in scena la seconda apparizione della nazionale italiana nella nuova Nations League. Il nuovo torneo persegue l’obiettivo di ridurre il numero delle amichevoli internazionali, tendendo a prediligere confronti tra nazioni dello stesso livello. Dal settembre del 2018 al giugno 2019 la manifestazione che ha appena esordito vedr√† esibirsi 55 selezioni. Dopo il pareggio ottenuto in extremis con la Polonia al Dall’Ara di Bologna il ct Roberto Mancini cambia nove giocatori, con Donnarumma e Jorginho uniche conferme dello scacchiere visto in terra emiliana. La coppia difensiva √® tutta rossonera: Caldara-Romagnoli, entrambi 24enni, cercheranno l’affiatamento prima in Nazionale e poi nel club, non avendo ancora avuto occasione di giocare insieme. Il centrale difensivo bergamasco infatti non √® mai stato arruolabile da Gattuso in Serie A a causa di problemi muscolari. Sulle fasce spicca esordio di Lazzari della SPAL a destra, a sinistra chance per Criscito. Il primo √® tra i giocatori seguiti con attenzione anche dal direttore sportivo della Lazio Igli Tare, il secondo √® tornato nel nostro campionato dimostrando grande affidabilit√†. A centrocampo ecco il neo-romanista Cristante con Jack Bonaventura e il gioiellino della Fiorentina Federico Chiesa. Davanti la prima coppia dell’Italia di Conte: Zaza-Immobile. L’attaccante di Policoro √® tornato in Italia, √® attualmente in prestito al Torino dal Valencia ed √® in cerca di riscatto dopo un inizio di stagione non entusiasmante. Ciro √® reduce dalla miglior stagione in carriera ed √® per la prima volta il capitano degli azzurri.

Il primo tempo del match conferma i segnali negativi dell’esordio: scarsa qualit√† e Italia mai pericolosa, l’unico spunto √® un sinistro di Chiesa che di fatto √® una telefonata all’estremo difensore avversario Rui Patricio. Pochissimi palloni ricevuti dagli avanti italiani, poco assistiti dal centrocampo e dalle fasce: mancano i mediani e le ali non entrano mai in partita. I padroni di casa hanno due occasioni clamorose: su Bernardo Silva √® Romagnoli a salvare sulla linea di porta, mentre dopo l’auto-traversa di Cristante √® Criscito ad allontanare. Lacune evidenti quelle della compagine azzurra, ma nulla di inaspettato o eccessivamente preoccupante: l’Italia odierna √® infatti una formazione rivoluzionata rispetto alle ultime uscite e ci sar√† tempo per migliorare l’intesa tra i calciatori. La ratio di queste gare, come esplicitato da Mancini, √® quella di ruotare gli uomini a disposizione e verificare quali di essi potranno far parte in pianta stabile dell’organico azzurro.

Comincia la ripresa sulla medesima lunghezza d’onda della prima frazione. In assenza di Cristiano Ronaldo, ci pensa l’ex Milan Andr√© Silva ad abbattere il muro italiano, con un sinistro a giro di pregevole fattura. Bruma se ne va sulla fascia sinistra, mette in mezzo un pallone rasoterra che viene solo sfiorato da Jorginho: palla all’ex Milan e vantaggio meritato per la selezione di Santos. Al 55′ esce Immobile, penalizzato da una squadra apparsa povera e senza spunti, dentro Berardi, che non incide. L’avanti di Torre Annunziata √® sembrato pagare colpe non sue, e non √® stato praticamente mai servito dai compagni. Gli altri subentrati¬†sono Emerson Palmieri e Belotti, ma la sostanza non cambia: l’Italia fatica a salire e le occasioni da gol sono inesistenti. L’unica nota lieta √® Donnarumma, che dopo la rete incassata ad inizio ripresa √® miracoloso su un proiettile mancino di Bernardo Silva. Serviranno ben altre prestazioni per evitare l’ennesima brutta figura dopo la mancata qualificazione al Mondiale di Russia: l’Italia rischia l’ultimo posto del girone e la conseguente retrocessione nella Lega inferiore. Mancini, tuttavia, predica prudenza: “Dobbiamo essere pi√Ļ precisi nell’area di rigore avversaria, non riusciamo a fare gol. Alcuni giovani sono in difficolt√† perch√© disabituati a giocare ad alti livelli”. Limitare gli errori individuali, permettere ai ragazzi pi√Ļ giovani di collezionare gettoni importanti in gare internazionali, e magari cominciare a fissare alcuni punti fermi in un 11-tipo che consenta a debuttanti e subentranti di aver ben chiare le trame di gioco. Questi i pilastri da cui (ri)partire per tornare passo dopo passo ad essere grandi a livello internazionale. La strada √® ancora lunghissima.

N.F.

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