Proto: “Coronato il sogno di mio nonno, Peruzzi un idolo. Qui per aiutare i giovani portieri”

 

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Silvio Proto, arrivato in estate dall’Olympiakos, avrà il compito di fare da chioccia ai giovani portieri della Lazio, soprattutto al titolare, ovvero Strakosha. Anche lui, come gli altri, ha parlato del suo nuovo club durante la conferenza stampa:

Grazie al direttore, quello che voglio è che la squadra vinca, vince la squadra e non io e Thomas. La vittoria è l’unica cosa che resta sul palmares e che conta per i tifosi. Dobbiamo lavorare bene e gli 11 che giocano non contano. Conta il gruppo. Differenze nei metodi di allenamento? È importante per me a 35 anni fare cose che non ho mai fatto nella mia vita di calciatore, penso che è bello crescere e do il massimo per fare bene. Se fai sempre il massimo negli allenamenti poi in partita fai bene e sai di non poter fare di più. Cosa posso portare alla Lazio? Qui devo aiutare i giovani portieri giovani, sono portieri di qualità e bravi ragazzi, è un piacere lavorare con loro, se posso aiutare è un bene per me. Posso dire che tutti i giorni farò il massimo, oggi siam qui e domani chissà, così è la vita. Voglio portare esperienza e aiutare i giovani, volevo venire qui alla Lazio. Lo scorso anno sono arrivato in Grecia con il progetto di aiutare i giovani come qui. Poi ho giocato 5 gare di Champions e ho giocato in campionato. Il sogno del mio papà era che io giocassi a calcio e il sogno di mio nonno era che giocassi in Italia, io ho 3 bambini e volevo andare via dal Belgio per andare in paesi stranieri. Quando ho avuto la possibilità di venire qui non ci ho pensato due volte. I portieri italiani che apprezzo di più? La prima maglietta ricevuta da papà era quella di Zenga, poi quella di Angelo Peruzzi e sono un fan di Buffon, ho giocato contro di lui in Champions l’anno scorso. È un brava persona, se ci parli due minuti lo capisci, mi piace tanto“.

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