Il Messaggero – Bianchessi: “Ricostruirò il settore giovanile della Lazio in tre anni. Lotito? Ha idee geniali”

Schermata 2018-07-09 alle 08.11.21

 

ROMA «Donnarumma in porta, Conti, Calabria, Locatelli e Caldara in difesa, Gagliardini, Baselli e Cristante a centrocampo Cutrone, Petagna e Gabbiadini in attacco». Questa la top 11 dei giocatori scoperti da Mauro Bianchessi, da un anno ormai responsabile del settore giovanile della Lazio. Quindici nella “cantera” dell’Atalanta e undici in quella del Milan. Attualmente tra Serie A e Nazionali sono 28 i giocatori, «tutti italiani», che ha lanciato nel grande calcio. Il bilancio di questo anno in biancoceleste è tra luci ed ombre. Ha dovuto seminare su un terreno per certi versi abbandonato. E poi c’è la macchia delle Primavera in serie B, ma quella è sotto la sua responsabilità.

Quanto è difficile fare il responsabile del settore giovanile alla Lazio?
«Il lavoro spazia dall’organizzazione della segreteria generale, dalla programmazione tecnica ed economica allo scouting alla la gestione delle risorse umane. La vera differenza tra Roma e il nord Italia sta in alcuni genitori, per fortuna pochi, che pongono tantissime aspettative sul futuro calcistico dei propri, a volte bambini, come soluzione dei loro problemi».

Quanto e come i genitori influiscono sui figli?
«Sono determinanti. Tutti i ragazzi che ho avuto e che sono arrivati a giocare nella massima serie avevano come comune denominatore genitori che pensavano alla scuola e non al calcio come obiettivo primario».

Come si rilancia/riqualifica il settore giovanile?
«Lavoro, lavoro, ancora lavoro e pazienza. Non ci sono maghi, ma gente motivata e coesa nel perseguire l’obiettivo primario ovvero la crescita dei giocatori nel rispetto delle regole, soprattutto dando priorità alla scuola, unica certezza per il futuro di questi ragazzi. Sono convintissimo che fra tre anni cominceremo a vedere i primi frutti di questo lavoro. L’obiettivo è portare i giocatori in prima squadra, ma serve tempo».

Quanto ha influito il fatto che Formello sia ancora un cantiere?
«Direi che per fortuna il presidente dalla scorsa estate si è occupato in prima persona del settore giovanile mettendo persone esperte e iniziando a realizzare strutture adeguate. Per me avere come unico interlocutore Lotito è un grande vantaggio perché lui è geniale nelle idee».

È vero che ha scelto Lotito più che la Lazio?
«Sì, il suo entusiasmo, le idee geniali e la volontà di costruire qualcosa di importante mi hanno convinto ad accettare quello che per me oggi è una sfida davvero importante.

In quanto tempo potranno vedersi dei risultati?
«Sono convintissimo che fra tre anni cominceremo a vedere i primi frutti di questo lavoro».

In questo primo anno ha raccolto buoni risultati solo con l’Under 14.
«Quest’anno siamo arrivati nelle prime otto squadre d’Italia con l’Under 16, mentre con l’Under 14 abbiamo chiuso primi il campionato e tra le prime quattro nei tornei internazionali. Ma serve di più».

Obiettivi per la nuova stagione?
«Il prossimo anno abbiamo deciso di alzare l’asticella degli obiettivi: l’obiettivo per la prossima stagione è andare a fare i play off con l’under 17 (da questa stagione gestita da Bianchessi ndr), Under 16 e 15, e vincere il campionato con Under 13 e 14. E poi raddoppiare i giocatori convocati in Nazionale».

Per vincere deve esserci anche la mentalità vincente, come si costruisce?
«Verissimo. Abbiamo inserito su idea di Lotito la figura dello psicologo che lavora con i ragazzi sia in gruppo che individualmente. I tornei internazionali ed i primi segnali incoraggianti ci permetteranno di creare autostima e sicurezze. Siamo indietro su questo, ma ci stiamo lavorando».

Che ruolo avranno le Lazio Soccer School?
«Sono società affiliate che lavorano con la stessa metodologia del nostro settore giovanile. Servono a far entrare nella nostra famiglia sempre più bambini. Diminuiremo il numero di squadre dell’Academy Lazio, ma aumenteremo in modo esponenziale quelle della Lazio Soccer School che diventerà il nostro vero serbatoio di giocatori».

E il mercato?
«Probabilmente saremo la squadra italiana che spende di meno in assoluto sul mercato giovanile, ma grazie alle persone e agli obiettivi non è più seconda a nessuno. La Lazio sta bruciando la concorrenza di grandi club come Juventus, Milan, Atalanta, Inter e Roma. I ragazzi e le famiglie stanno sposando il progetto Lazio preferendoci ad altri».

Troppi stranieri creano un cortocircuito, non crede?
«Prendere giocatori stranieri a 16-17 o 18 anni per me è come rinnegare tutto il lavoro fatto nella filiera del settore giovanile. Non penso che nel calcio ci siano troppi stranieri ma penso che ci siano troppi stranieri scarsi soprattutto nei settori giovanili».

Intanto proseguono i lavori a Formello con l’obiettivo di trasformare il centro sportivo (26 ettari) nel più grande e completo d’Italia. Cinque nuovi campi da gioco, ammodernamento delle strutture a supporto: stanze, area tecnica, spogliatoi e ristorante. Ma non solo perché è stato tutto cablato con fibra ottica e il 15 luglio verrà inaugurato un nuovo studio televisivo.

Il Messaggero /
Emiliano Bernardini e Valerio Cassetta

Follow LAZIALITA on Social
0