“Chinaglia Collection”: L’addio a Cecco e quella calorosa accoglienza a Termini

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Il 18 gennaio 1977 piombava da Roma un’altra tragica notizia. L’ex compagno dello scudetto Luciano Re Cecconi moriva, colpito da un proiettile d’arma da fuoco. L’ipotesi più accreditata fu quella di un tragico scherzo.
Chinaglia non poté partecipare al funerale di “Cecco” come avvenne per quello di Maestrelli, poche settimane prima. […] Per Giorgio quel saluto a cui teneva tantissimo era di poco rimandato. 
Giorgio tornò a Roma per giocare l’amichevole contro i suoi ex-compagni biancazzurri. Il 21 marzo 1977 alla stazione Termini si era ripetuta la scena assai simile a quella che si era registrata un anno e mezzo prima all’aeroporto di Fiumicino […]. Una gran folla si era assiepata sui marciapiedi della stazione, in attesa del treno in arrivo da Zurigo con a bordo la squadra statunitense in procinto di disputare l’amichevole con la Lazio. Long John veniva letteralmente trascinato fuori dal convoglio, mentre i tifosi scandivano a gran voce il suo nome. 
Il giocatore non stentava a trattenere la commozione, non si aspettava un’accoglienza cosi trionfale dopo le polemiche che aveva suscitato la sua seconda e definitiva fuga in America. “Non so cosa dire, sono frastornato” continuava a ripetersi con gli occhi arrossati.

Un’opera che racconta la vita, a tratti leggendaria, di Giorgio Chinaglia attraverso un originale filo conduttore: le sue casacche.

Dalla numero 7, agli esordi con la maglia dello Swansea City, alla numero 9 che l’ha accompagnato nei suoi anni d’oro con la Lazio e nei suoi ultimi ai New York Cosmos, affiancato da leggende del calibro di Pelè e Beckenbauer.
Un patrimonio mondiale di storia, foto e casacche di una bandiera dei due mondi.

Tutto questo nel 20esimo volume della collana “I grandi libri di Lazialità“, in edicola a Roma e provincia

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