Premio “Pietro Calabrese”, Lotito: “Ci considerano un supermarket eppure nessuno √® in vendita. Rifiutati 110 mln per Milinkovic. De Vrij? Noi coraggiosi a dargli fiducia, l’Inter avrebbe potuto comportarsi meglio”

 

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di Niccolò Faccini

 

 

 

 

SORIANO NEL CIMINO – Nella splendida location di Soriano nel Cimino √® andata in scena la settima edizione del Premio Calabrese dedicato al calcio e al giornalismo sportivo. Tra i premiati molti protagonisti del mondo dello sport, del calcio e del giornalismo sportivo: dal Commissario straordinario della Federcalcio Roberto Fabbricini al Presidente della Lazio, Claudio Lotito, dal Presidente dell’Empoli Corsi fino ai telecronisti Massimo Marianella (Sky Sport) e Alberto Rimedio (Rai Sport). Il riconoscimento √® la Castagna d’Oro, simbolo di un tipico prodotto tipico di questa zona. Tra i primi ad essere insigniti del riconoscimento¬†c’√® Marco Cherubini di Premium Sport.¬†Segue Massimo Marianella, autore di oltre 2750 telecronache tra cui spiccano finali di Champions ed Europa League: “Penso sempre che quello che incuriosisce me pu√≤ incuriosire tutti gli spettatori, annoto al computer le notizie legate alla partita e la cosa pi√Ļ difficile √® riuscire a resistere e non darle tutte, ma conservarle per la telecronaca successiva. La curiosit√† va regalata. I tifosi dell’Inter mi ricordano per la finale del Triplete e per i gol di Milito”.

Intanto alle ore 18 arriva il Presidente della Lazio Claudio Lotito, accolto dagli applausi di molti dei presenti. Dopo Maurizio Nicita, ecco la voce della Nazionale italiana Alberto Rimedio, premiato nel giorno del compleanno: “√ą sempre un onore, ricevo un premio dedicato ad un maestro come Pietro Calabrese. Vorrei condividerlo con un altro maestro come Ignazio Scardina”. √ą poi il turno di Goffredo De Marchis, inviato di Repubblica, poi di Giancarlo Dotto, giornalista, scrittore e cronista.

Alle ore 18.30 sale sul palco Claudio Lotito. Che inizia l’intervento con qualche considerazione introduttiva sullo stato attuale della societ√† Lazio e con un quadro generale sui risultati sportivi della compagine biancoceleste.”Siamo oggi una societ√† solida senza problemi, che pu√≤ guardare al futuro con tranquillit√†, in grande ascesa. Il pallone √® legato a fattori imponderabili. Ci siamo tolti qualche soddisfazione come Lazio, qualche trofeo lo abbiamo portato a casa. L’assioma “pi√Ļ spendi pi√Ļ vinci” esistente quando sono arrivato io l’ho ribaltato, i fatti mi hanno dato ragione”.¬†

C’√® tempo, inevitabilmente, per celebrare la cornice di pubblico presente in occasione di Lazio-Inter, ultima giornata del campionato appena giunto al termine. Al netto dell’esito sfortunato e della negativit√† del verdetto del campo, una consapevolezza che suona come un vanto: “Ho riportato 70mila laziali allo stadio e questo significa che la societ√† ha riconquistato i tifosi, che c’√® un progetto, anche se non mi piace questo termine, che si potrebbe riferire forse alla costruzione delle case. Noi abbiamo l’obbligo di preservare i sentimenti della gente.¬†Dobbiamo rappresentare un modello per esternare i valori autentici del mondo dello sport, il merito venuto meno in Italia. Dobbiamo riportare la gente con i piedi per terra. Alleniamo e ne siamo orgogliosi oltre che il fisico anche la mente, il valore aggiunto che pu√≤ dare il calcio √® questo”.

Ma c’√® una tematica che sta particolarmente a cuore a tutti i sostenitori della squadra capitolina, quella legata al futuro del centrocampista biancoceleste Sergej Milinkovic Savic, al centro di insistenti rumors di mercato che vorrebbero il serbo, consacratosi in questa stagione calcistica, in partenza dalla Capitale. Quantomeno sibillina la risposta del numero 1 della Lazio, che ha evidenziato come spesso alcune notizie vengano travisate o riportate in modo poco fedele alla realt√† dei fatti. “Quanto valuto Milinkovic? Io non faccio mercato. In questo mondo della comunicazione si √® perso l’aspetto deontologico. Il mio caporedattore mi diceva di cercare la causa, scrivevi un pezzo e potevi essere censurato. Oggi chiunque scrive qualsiasi cosa e subito diventa notizia come fosse vera. A Viterbo feci un convegno e ad un certo punto tornando mi telefonarono dicendo: “Presidente, so che c’√® stata una forte contestazione”. Il corrispondente locale non presente aveva saputo da un presente di una presunta contestazione ed aveva messo il tutto il rete. La gente pensa che quello che √® scritto corrisponda alla verit√†, infatti sono tre anni che non parlo pi√Ļ con nessuno. Mi diverto tanto perch√© leggo cose assurde. Sono ingombrante quindi mi danno attenzione, c’√® chi √® spettatore e chi comparsa nella vita, √® un problema di DNA. Devi lasciare una traccia. La mia Lazio spero sar√† ricordata bene, alcuni trofei rimarranno nella storia. Ma coniugare il dato sportivo con quello economico √® fondamentale. La Lazio ha chiuso con 48.5 milioni di utili, leggo “supermarket Lazio” ma non mi risulta che io abbia messo in vendita nessuno. In passato era diverso”.¬†Infine, l’ammissione: “Ho rifiutato 110 milioni il 29 di agosto per Milinkovic”.

Lotito ha avuto modo di esprimersi anche in relazione a questioni prettamente attinenti al cammino della squadra in Serie A. La Lazio √® stata falcidiata non solo dagli infortuni di fine stagione ma anche da arbitraggi spesso poco coerenti nell’utilizzo della nuova tecnologia VAR, perdendo tanti punti in campionato a causa di sviste talvolta anche macroscopiche. L’ingiustizia arbitrale? Non mi piace fare dietrologie, il fatto √® che abbiamo perso. Ho visto la partita del Liverpool e l’ha decisa il portiere, si tratta di episodi. Noi meritavamo di stare in posizioni di classifica diverse, questo √® stato riconosciuto da tutti.¬†Ho fatto la Goal Line Technology e la Var assieme a Tavecchio. Deve vincere il merito, questo √® quello che conta”.

Difficile potersi esimere da un riferimento al calciatore che il 20 maggio ha avuto tutti gli occhi addosso: Stefan de Vrij √® sceso in campo dal primo minuto in occasione di Lazio-Inter con tutta la pressione del mondo sulla pelle. L’olandese, pur consapevole del fatto che avrebbe indossato la casacca dell’Inter dalla prossima annata calcistica, ha difeso i colori della Lazio in maniera quasi impeccabile fino al fallo da rigore che √® poi risultato l’episodio ‘sliding doors’ che ha fatto girare il match in favore dei nerazzurri. Scriteriato intervento nella propria area sul capitano nerazzurro Icardi e 2-2 dal dischetto che ha restituito speranze agli ospiti. La Champions League sfumata √® dipesa anche della decisione di schierare il centrale ex Feyenoord. Decisione che per Lotito sembra essere stata sacrosanta, pur non mancando un velato accenno polemico nei confronti del comportamento della societ√† meneghina. “A¬†ridosso di Lazio-Inter noi abbiamo dato fiducia alle persone (riferimento chiaro a de Vrij, ndr) nonostante i problemi di carattere psicologico. Abbiamo avuto coraggio e abbiamo schierato un nostro calciatore che poi sarebbe andato all’Inter, poi per fatalit√† ha commesso degli errori. Questione di seriet√† professionale? Non lo so, ci siamo assunti la responsabilit√†, la scelta l’ha fatta l’allenatore ed io l’ho rispettata. Forse l’Inter avrebbe dovuto con garbo evitare di mettere la persona in difficolt√† psicologica. Hai il contratto da gennaio, perch√© lo depositi prima della partita? Fa parte di un retaggio che io combatto”.

Pro futuro, la promessa. “Lavorer√≤ per far s√¨ che le cose vadano bene non solo per la Lazio ma per il sistema. Dobbiamo perdere il vizio di voler vincere a tutti i costi e giustificare tutto. Si parlava di ‘mano de Dios’ ma il gol di Maradona √® stato fatto con la mano. Ci sono persone che rinunciano a tutto pur di vedere il calcio, perch√© mortificarli? Non dobbiamo annullare i valori autentici di questo sport, sono loro che reggono il calcio. Quando non ci sono le partite emergono grandi problemi, si campa grazie al calcio perch√© permette di dimenticare i problemi, la gente parla tutta la settimana di calcio. La gente si ferma e piange, anche persone di 70 anni, di 80 anni, le donne, i bambini”.¬†Preservare la bellezza e l’autenticit√† di questo sport √® dunque tra le priorit√†¬†assolute del patron della Lazio, che tra gli applausi scende dal palco del Premio Nazionale “Pietro Calabrese” facendo metaforicamente calare il sipario su un pomeriggio di sole in provincia di Viterbo.

 

 

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N.F.

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