Gazzetta dello Sport – Di Canio: “Chinaglia il mito, Giordano il mio idolo. Sarebbe stato perfetto morire dopo il secondo gol nel derby”

1420532111DiCanio

 

Ho bisogno di prepararmi agli eventi riflettendoci su. Gi√† al terzo anno di professionismo pensavo a come sarebbe stato il ritiro. Oggi penso alla morte. E devo dire che morire dopo aver se¬≠gnato il secondo gol alla Roma sarebbe stato perfetto. Non subito dopo, ma al termine della serata di festeggiamenti con i laziali“. Questo √® uno stralcio delle dichiarazioni di Paolo Di Canio, che oggi leggiamo sulle colonne de La Gazzetta dello Sport.¬†L’ex calciatore di Lazio e Juventus si √® espresso sulla Lazio e sui grandi che hanno fatto la storia del club durante e a margine dell’evento ¬ęSport tra epica ed etica¬Ľ, pre¬≠sentato da Marco Mazzocchi al Brancaccio: “Giorgio Chinaglia era¬†il mio mito Le immagini in bianco e nero, i gol, lo scu¬≠detto. Era inarrivabile. Il mio idolo invece era Bruno Gior¬≠dano. Lui lo potevo toccare con mano, lo sentivo vicino a me“. C’√® spazio anche per il paragone delle esultanze in occasione delle due reti nel¬†derby capitolino: “Nel 1989 provai un‚Äôemo¬≠ zione travolgente. Quella era una Lazio povera, che non vinceva un derby dal 1979. Esultai imitando Chinaglia, andando a sfidarli sotto la Curva Sud. Quella volta non scavalcai i cartelloni perch√© ero vecchio, avrei ri¬≠schiato una brutta figura. Guardando il filmato del gol mi impressiona il boato della gente. Forte, compatto, assor¬≠dante. Eppure io non sentii nulla. Per me lo stadio era vuoto. Sentivo solo il silenzio dei romanisti“.

Follow LAZIALITA on Social