Tommaso Paradiso: “Mi fido al 100% di Inzaghi. La Lazio se la gioca per il quarto posto, sorpreso da Luis Alberto”

 

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Tommaso Paradiso, sta vivendo un anno magico dal punto di vista musicale, un anno di successi e hit, ma non nasconde neanche la passione per la sua Lazio. Il cantante romano ha rilasciato un’intervista a Il Messaggero:

«Parte il campionato e si riaccendono le stelle». Tra queste c’è la Lazio di Inzaghi?

Per me la Lazio di Inzaghi è una stella. Non così appariscente e luminosa come le altre, ma è una stella, che piano si fa spazio. Una stella molto particolare, ma in questo sta la sua forza. Magari viene sottovalutata all’inizio, ma col duro lavoro può uscire fuori alla grande, come sta facendo. Mi preoccupa la doppia competizione, Europa League e campionato, soprattutto alla luce degli infortuni in difesa. Quante partite può giocare così Immobile? Spero tutte, però non sarà semplice. Forse si poteva fare qualcosa in più in attacco in sede di mercato, per avere un turnover di qualità e più ampio“.

Dove può arrivare la Lazio?

Non lo so. Mi fido molto di mister Inzaghi, con lui la Lazio può arrivare al suo 100%. Il mister tirerà fuori il meglio da questa squadra e dove arriverà sarà il suo massimo. Se ci fermeremo non sarà colpa di Inzaghi e dei giocatori, ma avremo fatto il massimo. Sono convito che grazie al mister tireremo fuori il meglio“.

Sorpreso da Luis Alberto?

Sì, sono stato sorpreso. A differenza di Milinkovic, che già al primo anno credevo avesse la stoffa del campione, Luis Alberto non mi aveva fatto la stessa impressione. È il classico giocatoe che ha bisogno di un allenatore che lo sappia valorizzare. Milinkovic mi sembra uno che è forte di suo, mentre Luis bisogna saperelo coccolare e Inzaghi lo sta siutando tantitssimo. Spero possa continuare così, perché sarebbe un nuovo acquisto“.

Lazio potrebbe puntare alla Champions. Lei ora a cosa punta?

Non so se la Lazio ci punta. L’Inter non ha le coppe e secondo me arriverà tra le prime quattro. Hanno una squadra forte e un allenatore preparato. Napoli e Juventus sono dentro, e per il quarto posto si combatterà tanto. Mi auguro ci possa arrivare la Lazio. Avrei detto di sì se non avesse avuto l’Europa League. Personalmente non punto a nulla. Mi sono tolto tante soddisfazioni sia con i “Thegiornalisti” che come autore di altre canzoni, balzate tutte al primo posto in classifica. Quest’anno punto alla vita normale: un po’ di riposo, sport, amici, affetti e casa nuova. Punto a queste cose che ti salvano e sono le cose più importanti della vita“.

«Intanto cerco in mare un’aquila reale». Chi è l’aquila reale nella Lazio di oggi?

Secondo me non c’è un’aquila reale nella Lazio. Perdonatemi la metafora un po’ forte, magari qualche cattolico cristiano si arrabbierà, ma l’aquila reale è un po’ come lo Spirito Santo. È l’unione di tutto quanto: pubblico, tifosi, mister, squadra e presidente. L’aquila reale siamo tutti noi, è tutto il mondo Lazio che marcia insieme, non c’è un giocare che possa rappresentarla“.

Quale delle sue canzoni accosterebbe alla Lazio?

Delle mie canzoni accosterei alla Lazio “Tra la strada e le stelle”, perché è una canzone molto da stadio e romantica. Il ritornello dice: “Mi manca già l’aria di questa notte, dove tutto è sospeso e in bilico tra la vita e morte”. Le partite della Lazio sono un po’ così: da un momento all’altro sei in un punto del cielo tra le stelle e basta un niente per trovarti di nuovo per strada. Fondamentalmente, questo è il romanticismo che c’è intorno al calcio, ad un pallone spizzato male e a tutti gli episodi che possono succedere. Sempre nella stessa canzone la Lazio potrebbe essere paragonata ad una donna nel pezzo “Queste donne non sono un pericolo ma la spinta di tutto”, come la Lazio dell’altra domenica con il Milan che ti spinge ovunque e ti manda fuori di testa“.

Valerio Cassetta

 

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