La Supercoppa √® biancoceleste, la Lazio vola all’Olimpico. Inzaghi da allievo a maestro, Lulic alza la coppa al cielo alla prima da capitano

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Cercata, voluta, sudata, sofferta, e soprattutto ottenuta. √ą ci√≤ che conta. La Lazio pu√≤ far festa, e con lei i laziali tutti. Inzaghi dimostra di saper imparare, apprende in fretta da ogni battuta d’arresto, i suoi ragazzi mostrano di avere oltre il cuore, anche la tenacia, la testa per non mollare. Lulic alza la Supercoppa italiana al cielo, alla prima partita ufficiale con la fascia da capitano al braccio. Esplode la gioia¬†in campo e sugli spalti, dopo poco meno di tre mesi √® l’Olimpico biancoceleste a esultare. Andiamo per gradi.

 

DAGLI SBAGLI SI IMPARA – Non sembra essere solo un detto, un proverbio buttato l√¨, tra le tante frasi di circostanza. Non tutti lo sanno fare, ma chi capisce come crescere, ottiene il massimo dopo errori o battute d’arresto. Simone Inzaghi √® uno di quelli: il primo marzo di quest’anno dice qualcosa ai laziali, e forse anche a Spalletti. In seguito alla sconfitta incassata il¬†4 dicembre 2016, il mister piacentino ha studiato, ed √® riuscito a fermare la Roma del toscano (ora alla guida dell’Inter) nei tre derby disputato in due mesi, il primo dei quali proprio all’inizio di marzo, valevole per l’andata della semifinale di Coppa Italia. Ebbene, anche nella notte del 13 agosto, Inzaghi ha ribadito quella che sembra diventata ormai una delle sue qualit√†: saper cambiare qualche dettaglio nella formazione (non al completo, senza il numero 10, Felipe Anderson) e nell’atteggiamento in campo, per stanare l’avversario e colpirlo sia nel primo che nel secondo tempo. Questa volta la Lazio √® riuscita a sfatare il ‘tab√Ļ Juve’ e il merito √® anche il suo.

 

VITTORIA – La maniera in cui √® arrivata la quarta Supercoppa italiana in casa Lazio √® non tanto inaspettata, e forse nemmeno sarebbe giusto definirla surreale. √ą la classica vittoria da laziali, direbbero i tifosi biancocelesti. D’altronde l’ultimo trionfo contro i bianconeri, risalente al 29 gennaio 2013, venne ottenuto in extremis, col goal di Floccari sotto la Curva Nord al 92′. I due successi sono per√≤ differenti: nella finale andata in scena nella Capitale, la Lazio ha messo sotto la Juventus per oltre 80 minuti di gioco, sorprendendo tutti, avversari compresi, che hanno poi riaperto la partita, quasi increduli, con una prodezza di Dybala su calcio piazzato poco prima di pareggiare tramite penalty sempre con l’argentino. A un passo dallo sconforto, i ragazzi di Inzaghi hanno saputo rialzarsi, consci di aver dato tutto, e di non meritare un’altra sconfitta contro la vecchia signora; la doppietta di Immobile e l’ottima prestazione della squadra sembrava essere compromessa, tuttavia al minuto 93′ si avvera il sogno, la speranza di tutta la gente laziale presente all’Olimpico: affondo di Lukaku sulla sinistra, pallone al centro su cui arriva Murgia che spinge in rete la sfera con tutta la forza possibile. √ą vittoria, senza se, senza ma, senza forse. Vittoria. Come solo la Lazio poteva fare. Lulic alza la Supercoppa¬†al cielo, e i suoi compagni possono solo che gioire.

 

Le Pagelle

 

STRAKOSHA 7 – Straordinario l’estremo difensore a salvare la Lazio di¬†piede in occasione del primo tiro bianconero con Cuadrado al terzo minuto, che resta di fatto l’opportunit√† pi√Ļ nitida per la Juventus. La sua prestazione viene macchiata da un solo errore, quello di piazzare la barriera troppo centralmente sul calcio di punizione trasformato in rete da Dybala con una splendida traiettoria a giro.

WALLACE 7,5 РDifficile da superare, sia di testa che in velocità. Regge fisicamente su Mandzukic, sbaglia praticamente nulla.

DE VRIJ 8 – Una sicurezza. Guida la difesa, mette in mostra pi√Ļ che mai la sua personalit√†. Higuain √® annullato, cos√¨ come il resto dell’attacco¬†bianconero.

RADU 7 – Inzaghi sceglie l’esperienza nella retroguardia, il numero 26 non perde mai la testa e alza il muro difensivo assieme ai compagni di reparto. Tiene duro negli ultimi dieci minuti¬†in cui¬†soffre per crampi.

BASTA 7 – Spinge in avanti quando c’√® da supportare la manovra offensiva, ripiega subito in fase difensiva. Ha l’opportunit√† di segnare, lo ferma Buffon (MARUSIC 5,5 – Suo malgrado, l’unico insufficiente della partita: toccando Alex Sandro in area di rigore rischia di compromettere la gara).

PAROLO 8 – Corsa da vendere, questa volta non manca l’appuntamento con la Juventus e in campo si fa sentire. Firma un bell’assist per il momentaneo 0-2 di Immobile, bravo a difendere, termina la partita da capitano. Il volto dell’abnegazione.

LEIVA 7,5 – Quasi mai disattento, sembra essere entrato nei meccanismi biancocelesti. Sradica¬†palloni che √® una bellezza; fin quando c’√® lui in campo, Dybala non ha pace. Bravo anche nel fraseggio (MURGIA 9 – Entra in un centrocampo pressoch√© perfetto fino al minuto 80. Vive il momento pi√Ļ difficile, il pareggio della Juventus che avrebbe potuto spezzare le gambe alla Lazio. La sua reazione rispecchia quella della squadra, “non molla mai” e corre in area di rigore, calciando¬†in porta il pallone della vittoria, che lo incorona eroe per una notte).

LULIC 8¬†– Dopo 13 minuti di gioco chiama a s√© i compagni di squadra, creando un capannello biancoceleste attorno all’arbitro Massa per un tackle subito. Vuole mettere immediatamente le cose in chiaro, forse anche troppo. Capitan Lulic¬†non ha paura, e il suo stato d’animo lo trasmette a tutto il gruppo, a testa alta. Di pi√Ļ alta, nella notte di met√†¬†agosto c’√® solo la Supercoppa, sollevata alla prima partita ufficiale da capitano (LUKAKU 7,5 – Ha un quarto d’ora per tenere a bada gli esterni juventini. Sono loro a non fermare lui, per√≤, in occasione dell’affondo che vale l’assist per il successo biancoceleste).

LUIS ALBERTO 8 – Per chi lo ha seguito nel pre-campionato, non √® una sorpresa, o almeno in parte. √ą sempre sembrato uno dei pi√Ļ in forma, e ribadisce il suo stato psicofisico anche al cospetto di uno degli avversari pi√Ļ forti al mondo. Gioca tra le linee, cerca spazio e fa correre il pallone; i bianconeri lo soffrono. Ottima prova dello spagnolo.

MILINKOVIC-SAVIC 8 – Poche volte non lucidissimo, per lunghi tratti impressionante. Al serbo piace giocare in attacco, e si vede. Bravo a dare una mano a centrocampo, insieme ai compagni mette in campo tanto carattere, a cui aggiunge una classe invidiabile: geniale il tacco per Basta nel primo tempo.

IMMOBILE 9 –¬†Il 13 agosto √® diventato un suo portafortuna.¬†Dopo tre anni dalla vittoria in Germania, vince la sua seconda Supercoppa nazionale, questa volta italiana, con la Lazio. Dire generoso √® troppo poco. Freddo in occasione del rigore, potente sul raddoppio di testa. Segnare una doppietta in finale non √® da tutti; ‘Ciruzzo‘ pu√≤.

 

INZAGHI 10 – Come dicevamo prima, dalle sconfitte si impara. Simone Inzaghi ne √® la prova. Il mister regala una notte da sogno a tutta la gente laziale, cui dedica la vittoria a fine partita. Primo trofeo per lui con la Lazio ‘dei grandi’, quinta Supercoppa italiana in carriera: ne ha vinte tre da calciatore, una da allenatore¬†della Primavera, e ora una anche con¬†la prima squadra. Questa volta non deve prendere lezioni da nessuno. Voleva scacciare i timori del solito secondo anno, inizia nel migliore dei modi; alzare un trofeo all’Olimpico non ha prezzo.

 

S.M.

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