Biava a ‘Quelli Che’: “E’ sempre bello ricordare il 26 maggio. A distanza di anni la gente ancora mi chiede ancora l’autografo o il selfie”

 

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Per ricordare la vittoria in finale di Coppa Italia vinta contro la Roma il 26 maggio di quattro anni fa, è intervenuto sulle frequenze di RadioSei nella trasmissione del nostro direttore Guido De Angelis ‘Quelli che hanno portato il calcio a Roma’, l’ex difensore biancoceleste Giuseppe Biava: “Penso spesso al 26 maggio, quando sento parlare di lazio i miei ricordi vanno sempre agli anni che ho passato lì e specialmente all’apice della gioia più immensa che è quella finale. Sono passati 4 anni, sembra ieri, è sempre bello ricordarlo. Mi regala grande emozione l’importanza di quel derby, quando abbiamo vinto è stata una gioia esagerata, ancora adesso se ne ricordano tutti. Adesso da allenatore, girando in varie regioni, mi capita spesso che qualche tifoso laziale mi chieda una foto o un autografo e tutti ricordano il 26 maggio. L’affetto ti rimane e sono felice di aver regalato una gioia a loro oltre che a noi che eravamo in campo. La partita? Non fu tra le più belle, ma la posta in palio era troppo elevata, c’era paura di regalare un occasione all’avversario, anche se noi abbiamo costruito qualcosa in più, però era una gara che andava decisa da un episodio. La marcatura su Destro? Non ho avuto grandi difficoltà in generale, ma è stato giusto che alla fine gli episodi hanno girato a nostro favore. La vigilia? In camera eravamo io Floccari e a volte anche Marchetti veniva da noi. Si era creata una bella atmosfera. Quando dopo Norcia siamo tornati a Formello i familiari ci hanno regalato una carica in più e nonostante la tensione eravamo consapevoli di poter far bene, poi quando scendemmo in campo e vedemmo quella coreografia, sapevamo di non poter sbagliare. Il ritorno da Norcia? Quando siamo tornati abbiamo trovato una sorpresa da parte della società, che fece un video con le nostre immagini in campionato e i saluti e gli incoraggiamenti dei nostri familiari. Ancora adesso mi viene la pelle d’oca. Con chi mi sento ancora di quella squadra? Spesso sento Floccari, un bravissimo ragazzi che ha trovato un’ottima annata con la SPAL. Petkovic? Preparò la finale molto bene, nonostante un campionato non esaltante. Il mister è stato comunque bravo a lasciarci tranquilli, a Norcia abbiamo ricompattato il gruppo grazie alla sua lucidità e freddezza. Siamo scesi in campo con la consapevolezza di essere forti specie grazie a lui, che ci ha fatto divertire, lui e il suo staff. Un bravo allenatore che ci trasmetteva tranquillità e soprattutto un’ottima persona. Klose? Era il più abituato a quel tipo di partire, era il più preparato e tranquillo. Ha cercato di darci consigli e farci sentire importanti. Un complimento suo lo prendevamo come cento complimenti. E’ stata una persona importante per me e per tutta la squadra. Adesso alleno una squadra di juniores regionali e siamo arrivati terzi. Adesso ho ricevuto una richiesta dall’Albinoleffe, vediamo cosa succederà.”

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