Lazio nelle scuole, Lulic: “Segnare in finale un’emozione unica, la simulazione nel calcio? Il Fair Play √® importante”, Strakosha: “Mi ispiro a mio padre”, Lukaku: “Razzismo? Non mi tocca. A Fifa scelgo l’Arsenal, poi compro me stesso…” – FOTO

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di Niccolò Faccini

 

 

 

ROMA – Torna l’appuntamento con l’evento “Lazio nelle scuole”, questa volta √® stato scelto l‚ÄôIstituto Paritario S.Giuseppe del Caburlotto, zona Appia. In mattinata, Senad Lulic, Thomas Strakosha e Jordan Lukaku, insieme al team manager Manzini e l’aquila Olimpia accompagnata da Juan Barnab√®, hanno risposto alle domande dei bambini¬†della scuola in questione.¬†Dopo un discorso iniziale di Manzini, con tanto di video emozionale, i giocatori hanno cominciato a rispondere, mostrandosi talvolta quasi pi√Ļ emozionati dei giovani interlocutori.

La prima domanda, “A che et√† avete cominciato?”, √® stata rivolta a tutti e tre. Senad Lulic prende la parola immediatamente: “Abbimo iniziato a giocare da bambini, √® la nostra passione; giocavamo a scuola, ovunque. La cosa pi√Ļ importante √® quella di fare la scuola e di studiare, il calcio poi dovete amarlo e chi lo sa, potrete arrivare in Serie A con un po’ di fortuna“. Strakosha conferma:”Anche io ho iniziato da piccolo, prima di tutto vi dovete divertire, dovete essere felici“. Il microfono passa poi a Jordan Lukaku: “Anche io ho iniziato da piccolo a dare i primi calci ad un pallone, nella mia famiglia tutti hanno giocato a calcio, quindi anche io ho cominciato, √® stata una scelta relativamente semplice la mia“.

Lulic sembra il pi√Ļ spigliato:“Se da piccolo ho messo il calcio davanti a tutto? Prima meglio fare i compiti, poi uscire (ride, ndr).¬†In vacanza non manteniamo la stessa alimentazione, le vacanze sono vacanze. Ci vogliono anche questi momenti, le stagioni sono lunghissime e ogni tanto qualche regola non dico che non vada rispettata ma pu√≤ essere derogata. Il mio numero di maglia? Sempre avuto il 19, col tempo inizi ad innamorarti di questi numeri, sono come dei portafortuna. Ho sempre avuto il 19 e continuer√≤ ad averlo. La simulazione nel calcio? Purtroppo ci sono queste cose, il fair play √® importante, speriamo che quest’aspetto del calcio si possa migliorare. Il 26 maggio? Sempre un piacere riviverlo, spero di poter vivere anche in futuro questi momenti. Segnare in finale √® unico, e quando si vince √® ancora pi√Ļ bello.¬†Il gruppo conta tantissimo, si gioca in 11 e si vince e si perde tutti insieme. Bisogna creare unione in campo. Se c’√® un bel gruppo arrivano risultati positivi. In che squadra volevo giocare da piccolo? Non pensavo di arrivare a questi livelli; poi vedevo col tempo che potevo farcela e quindi ho iniziato ad avere fiducia. Non avevo mai una squadra. Mi piace giocare, √® quello l’importante. Sto in una squadra che mi piace, la Lazio, poi quello che conta √® giocare a calcio. Si parla un’altra lingua, √® sempre difficile parlare con i compagni e stringere un ottimo rapporto con tutti, spesso anche capire le richieste dell’allenatore. Ora dopo 6 anni √® molto pi√Ļ facile, voglio fare i complimenti a Jordan che sta imparando l’italiano, integrarsi √® sempre di difficile. Lukaku ringrazia con un sorriso e i due si scambiano qualche battuta. Tanti gli applausi dei bambini presenti, in una giornata diversa per tutti, all’insegna della semplicit√† e dei valori dello sport.

Strakosha racconta la propria esperienza: “All’inzio √® dura stare lontano dalla famiglia, ma quando insegui il sogno √® anche per la famiglia. Fatelo anche voi, se amate questo sport ve lo consiglio, nulla √® precluso. Da chi prendo spunto? Il mio idolo √® mio padre, che giocava a calcio anche lui, mi ha sempre sostenuto nella mia volont√† di arrivare ad alti livelli. Rigori? √ą tanto che non ne paro uno, √® una bella emozione, una delle emozioni pi√Ļ belle per un¬†portiere, quello √® il¬†nostro ruolo, cio√® evitare che la rete alle nostre spalle possa gonfiarsi“.

Prosegue Lukaku: “Altre passioni oltre il calcio? Musica, cultura americana…Se gioco a Fifa? Si, Io ho sempre giocato con l’Arsenal perch√© √® la squadra che mi piace di pi√Ļ, quando gioco alla Play Station gioco sempre con i Gunners; la prima cosa che ho fatto √® comprare sul mercato Lukaku, mi piace giocare in modalit√† “carriera”. Cori razzisti?¬†All’inizio √® difficile accettarli, ma col tempo sono diventato pi√Ļ professionale e adesso non mi toccano, bisogna farci l’abitudine purtroppo anche se sono cose brutte“.

Parola infine al falconiere che ogni domenica fa volare l’aquila allo Stadio Olimpico di Roma prima di ogni gara casalinga della prima squadra della Capitale: “Olimpia √® stata scelta affinch√© rappresentasse forza, bellezza e i valori biancocelesti. L’aquila vive a Formello, nel giardino del centro sportivo, in una zona molto naturale piena di conifere. Olimpia ha 12 anni, un’aquila¬†pu√≤ arrivare ad 80, √® simbolo di fierezza e ormai per me √® diventata una compagna di viaggio“. Tra fotografie ed autografi volge al termine una mattinata che rimarr√† nei cuori degli alunni dell’istituto, che hanno potuto conversare con i loro beniamini.

N.F.

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