Diaconale: “L’arbitraggio di Genova alimenta un clima di preoccupazione, forse qualcuno ha interesse di far entrare le milanesi in Europa”

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Il responsabile della comunicazione biancoceleste, Arturo Diaconale, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio soffermandosi su diverse tematiche legate al club ed al movimento calcistico in generale: “a direzione arbitrale di Genoa-Lazio ci ha fatto arrabbiare perchĂ©, al di lĂ  degli episodi che sono stati lampanti, sembra incredibile che la terna non abbiano riconosciuto due rigori sacrosanti. Mi lascia pensare perchĂ© siamo alla fine del campionato. La Lazio è in una condizione importante al termine di un buon cammino e si sta giocando con buone possibilitĂ  di successo l’opportunitĂ  di tornare in Europa. Quello che è avvenuto a Genova alimenta un clima di preoccupazione e di sospetto per quello che potrebbe avvenire. Se questa è la strada, l’impressione è quella che ci possano essere dei tentativi di condizionare questo finale di campionato per favorire altre squadre. Qualcuno forse ha interesse di far rientrare in Europa una delle milanesi. Non capisco per quale motivo noi dovremmo pagare il prezzo dell’ingresso nelle societĂ  dei cinesi, con tutto il rispetto. Mi auguro che non ci siano condizionamenti in questa coda di campionato, fin qui tranquillo e sereno, che non ha alcun bisogno di essere avvelenato nelle sue ultime partite. Non possiamo fare i processi alle intenzioni. Ci auguriamo che Lazio-Palermo sia caratterizzata da un arbitraggio corretto ed oggettivo, non condizionato. L’esperienza di Genova ci mette in guardia, ma non deve allarmare solo i tifosi ed i calciatori della Lazio, ma tutti. Far avvelenare la coda del campionato non serve a nessuno. Voglio fare un’analisi sul titolo di un articolo emerso quest’oggi: è giornalisticamente scorretto. I conti peggiorano, presuppone il fatto che siano sballati. Si voleva dare l’impressione che ci fossero conti in rosso, ma leggendo l’articolo si capisce che non sono peggiorati, bensì migliorati. Il disavanzo nasce dal fatto che i giocatori sono costati di piĂą perchĂ© sono stati valorizzati e, ad oggi, la Lazio è nelle condizioni di poter concludere l’anno con conti piĂą che positivi. Devo ripetere che la Lazio è una delle poche SocietĂ  che può vantare conti in ordine, che dimostrano lo stato di salute che non ha esempi nel campionato italiano. Se facciamo i conti alle altre societĂ  scopriamo che la Lazio è un’isola felice. Va sottolineato questo malvezzo che quando si parla di Lazio si tende a criticare eccessivamente a seguito di pregiudizi difficili da estirpare, anche se nell’ultima stagione si sono ridotti. L’andamento della squadra ha portato a tanti ripensamenti. Tutti quelli che provavano a colpire la squadra biancoceleste, si colpivano da soli. La tifoseria, arrivata al punto nel quale ci fu un eccesso di critica, ha capito che stava danneggiando se stessa, la squadra, i colori e la storia della Prima Squadra della Capitale che invece deve essere salvaguardata e difesa a prescindere da chi siano i dirigenti ed il Presidente. Il tifoso deve badare ai propri sentimenti, alla maglia ed alla storia. Se la squadra funziona, i sentimenti e la storia si esaltano allo stesso modo insieme al tifoso, altrimenti si svolge un esercizio masochistico che non porta a nulla.  Non è un caso che i giocatori della Lazio siano appetiti da piĂą parti. La storia delle societĂ  sono fatte di calciatori che entrano ed escono e di societĂ  che camminano a prescindere dai calciatori stessi: è un processo fisiologico. L’importante è mantenere l’obiettivo di crescere e di stare in Europa stabilmente, questo fa la differenza. Bisogna chiudere bene il campionato e, in tal senso, l’apporto dei tifosi è fondamentale”.

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