Cragnotti rivive il passato: “La mia Lazio poteva vincere di più, ma ogni singolo giocatore era in grado di emozionare”

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Fu l’autore principale del momento più glorioso della storia della Lazio. Sette furono le coppe, di cui uno scudetto, una Coppa delle Coppe, una Supercoppa Uefa, i primi trofei europei vinti da un club romano. Qualcuno rimprovera il fatto che si potesse fare di più, altri vivono in maniera nostalgica il ricordo del periodo più vincente della storia della Lazio. Ai microfoni di TMW Radio, l’ex presidente biancoceleste Sergio Cragnotti ha voluto ricordare alcuni momenti magici della sua presidenza capitolina, su tutte la vittoria di Birmingham contro il Mallorca nella finale dell’ultima edizione di Coppa delle Coppe:

“Ogni volta che ci ripenso, mi emoziono. Fu una vittoria che segnò l’inizio di un grande cammino, ci stavamo facendo valere in Serie A cosi come a livello internazionale. Avevano quasi tutti pregustato il cammino di questa squadra. Tutti i giocatori erano in grado di farmi provare emozioni, avevamo un organico di grande professionalità e tecnica, si è visto per quello che hanno fatto dopo. Ricordo la rete di Vieri di testa. C’era una curva interamente biancoceleste, andammo a festeggiare con la Coppa in mano sotto il loro settore, di un’emozione rara. Ancora oggi in molti criticano Sven Eriksson perchè con quella squadra si sarebbe potuto vincere di più, come la sconfitta in finale di Coppa Uefa con l’Inter. Ma i giocatori venivano da una vittoria fondamentale a Torino. Quella squadra poteva fare di più oltre le sue sette coppe. La sera di Birmingham? Ero fiducioso, giocammo una grande partita, eravamo superiori. Fu una vittoria sofferta. Aver dato questo grande risultato ai nostri tifosi fu di estremo piacere. La vittoria sul Manchester United fu la più bella giocata a Montecarlo, quella fu la vittoria più entusiasmante. Ferguson lo ammette ancora oggi di aver avuto quell’unico grande dispiacere”.

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