Lazio nelle scuole, Anderson: “Il mister decide il mio ruolo”, Luis Alberto: “Adoro Pirlo, ma oggi ho Felipe!”, Crecco: “Laziale fin da piccolo, sono fortunato”

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Prosegue il percorso dei ragazzi di Inzaghi con “la Lazio nelle scuole”. I protagonisti di oggi sono Felipe Anderson, Luis Alberto e Luca Crecco, immancabile Olympia con il suo falconiere Juan Bernabè. L’obbiettivo di questo progetto è portare la testimonianza dei giocatori, che sono stati bambini come i presenti, per spiegare i valori e i sacrifici necessari per diventare calciatori, oltre che conquistare giovani tifosi. La grande certezza è come sempre Maurizio Manzini che ringrazia i giovani alunni per l’entusiasmo che trasmettono ai giocatori.
Crecco: “Io che vengo dal basso mi sono sudato tutto questo, tutta la trafila nelle giovanili, sono tornato da poco e poi me, questo sogno che si corona, vale tutti i sacrifici fatti. Il mio consiglio è di seguire la vostra passione e non mollare mai, anche se servono sacrifici. Per scaramanzia faccio una respirazione particolare che mi rilassa. Ho tanti amici che giocano in altre squadre, ma quando si entra in campo ci si dimentica di tutto. Giocare nella prima squadra della Capitale è un sogno, una cosa unica, specialmente per me che sono tifoso laziale fin da bambino. Le barriere? Per me, vedendo anche altri stadi, non è una bella cosa, anche per vedere la partita. Se non avessi fatto questo lavoro, avrei lavorato in natura, ho studiato Agraria e come suggerisce Manzini avrei lavorato la terra!”
Anderson: “Il derby lo conosco da quando seguivo il calcio italiano da piccolo. GiĂ  da quando non ero alla Lazio i tifosi mi parlavano del derby, poi giocandoli e vincendo come l’ultimo, ho capito che è una partita speciale. L’inizio di quest’anno è stato difficile perchĂ© giocando bene non raggiungevamo l’obbiettivo, poi siamo migliorati. La fatica per arrivare dove siamo non è mai correre, sudare o prendere botte, la decisione piĂą difficile è lasciare casa da giovanissimo, lontano da amici e famiglia, restare chiusi nel week end, sono questi i sacrifici. Per me non è scaramanzia ma un’ abitudine, quella di pregare e ascoltare musica. Tutte le partite sono importanti, ci sono partite piĂą difficili, ma quando entriamo in campo siamo tutti concentrati al 100%. Non mi piace esultare in modo offensivo, ognuno fa quello che vuole ma va rispettata la gente allo stadio e a casa che guarda. Quello che sentiamo da fuori lo lasciamo stare perchĂ© dobbiamo concentrarci sul campo e se sei nervoso devi rispettare i compagni. Io seguo una dieta in base al bisogno del mio corpo, con una dieta speciale prima della partita, molto leggera. La tua posizione la decidi da piccolo, ma l’allenatore ti indica dove puoi giocare meglio. L’idea che ho ora su quando smetterò è di rilassarmi, ma forse cambierò idea. Non ho idea di cosa avrei fatto senza il calcio, ho sempre voluto fare solo questo.”
Luis Alberto: “ Penso che il razzismo non dovrebbe esistere nella vita dell’uomo, grazie a Dio ho avuto tanti amici di colore. Ammiro molto Dybala, per fortuna oggi con Felipe (ride), poi conosco bene Suso e Deulofeu, ma in passato adoravo Pirlo. Se non avessi fatto il calciatore avrei voluto fare altri sport come il tennis o il paddle, lavorare comunque nel mondo dello sport.”
Manzini: “Un allenatore tende sempre a vincere sfruttando i giocatori che ha, non mi è mai successo di vederne uno che mette in campo dei giocatori non pronti rispetto ad altri più forti. Quando i vostri insegnanti lo reputeranno opportuno, saremo felici di ospitarvi ad una partita all’Olimpico”

Edoardo Brecciaroli

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