Lazio nelle scuole, Marchetti: “A 22 anni pensavo di smettere”. Hoedt: “La Nazionale √® un sogno”

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Torna l’appuntamento con la Lazio nelle scuole. I protagonisti di questa mattinata sono Federico Marchetti, Wesley Hoedt e Cristiano Lombardi. I bambini che intervisteranno i calciatori sono quelli della scuola media “Angelica Balabanof”. Come per ogni incontro, l’inizio viene sancito dal discorso della preside dell’istituto, seguito da un video di presentazione sulla storia della Lazio.

Il primo a prendere la parola √® Maurizio Manzini, lo storico team manager, che ringrazia i bambini e gli organizzatori, sottolineando come i partecipanti assorbano l’entusiasmo dei giovani ospitanti.

Marchetti: “Sicuramente il razzismo √® un atteggiamento da condannare. Nel 2017 assistere a cori razzisti non fa bene ne al calcio ne a altri sport. Quando arriva un nuovo giocatore cerchiamo di metterlo a suo agio, durante il ritiro cerchiamo di spiegargli com’√® l’ambiente sfruttando i momenti liberi. Ho iniziato in Serie C, poi dopo tre anni a Cagliari sono venuto qui alla Lazio da 6 anni. Quando gioco √® un mix di emozioni, pensi a far bene, a essere concentrato, poi quando si inizia tutto svanisce piano piano e pensi solo a giocare. Noi abbiamo una dieta da seguire, per fortuna prima della partita c’√® la pasta e un secondo leggero, patatine fritte? Meglio evitare! A¬†scuola avevo scelto ragioneria linguistica, quindi se non avessi giocato avrei fatto qualche lavoro di tipo linguistico. I sacrifici per giocare sono parecchi, soprattutto da giovane, personalmente sono andato via di casa a 14 anni per andare a Torino, la vita era molto schematica, con gli allenamenti subito dopo pranzo. La cosa che pesava di pi√Ļ era la distanza da amici e famiglia, poi certo, i sacrifici sono altri. I¬†valori dello sport sono tanti ma il principale √® il rispetto, quando si ha rispetto per compagni e avversari √® tutto pi√Ļ semplice, poi il rispetto delle regole e l’impegno. Ho avuto delle delusione grandi da pensare di mollare, a 22 anni ero al Torino e la societ√† √® fallita, mi sono trovato senza squadra, per fortuna l’ultimo giorno di mercato sono stato chiamato e da l√¨ sono ripartito fino ad oggi, l’importante √® non mollare mai”

Hoedt: “Tra noi siamo amici, anche se non sempre si pu√≤ essere amici di tutti ma siamo sempre compagni e cerchiamo di andare d’accordo. Prima della partita ho un po’ di ansia, ma durante la partita pensi solo a far bene e a vincere. Tutta la vita cerchi di arrivare in prima squadra, di giocare al livello pi√Ļ alto possibile e quando arrivi a giocare dal primo minuto √® una grande gioia. Prima della partita siamo in ritiro e quindi mangiamo insieme, altrimenti possiamo mangiare a casa. Io vengo dall’Olanda e quindi non credo che conoscete le squadre con cui ho giocato, per√≤ fino a 21 anni sono stato all’Az Alkmaar. Come ha detto Federico anche per me √® il rispetto, ma anche divertirsi √® importante. Per me la Nazionale √® stata incredibile, il sogno di un bambino, giocare per il tuo paese √® la cosa pi√Ļ grande che si pu√≤ fare”.

Lombardi: “Penso che noi che facciamo questo sport abbiamo iniziato tutti giovanissimi, io a 6 anni e oggi ho la possibilit√† di far parte di questa squadra, una volta preso il diploma ho deciso di fare il calciatore al meglio. Per quanto mi riguarda anche io sono andato via di casa a 14 anni, per√≤ sono tornato subito. Poi ho incontrato la Lazio e l’impegno √® stato duro e costante, ma in accordo con la mia famiglia ho deciso comunque di diplomarmi. Io oltre che giocare per la Lazio ne sono anche tifoso, quindi immaginate che fortuna”

In fine il comiato di Manzini, che invita i bambini allo stadio Olimpico per ricambiare l’ospitalit√†.

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Edoardo Brecciaroli

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