Immobile: “Europa obiettivo minimo, Champions? Lotteremo per arrivarci a tutti i costi. Gran feeling con Inzaghi, lavoro per fare meglio del girone d’andata. Tifosi? Ho trovato una famiglia”

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FORMELLO – La Lazio ha cominciato il 2017 nel migliore dei modi, con una vittoria. E, se così è accaduto, il merito è soprattutto di Ciro Immobile, autore del goal al 90esimo minuto, che ha gelato il Crotone, fissando il risultato sull’1-0. Proprio il numero 17, che ha raggiunto la scorsa domenica quota 10 reti in campionato, ha preso parola presso la sala stampa del quartiere generale biancoceleste.

 

Queste le dichiarazioni del bomber delle aquile.

 

Girone d’andata finito in doppia cifra: te lo aspettavi?

Me lo auguravo, ci ho lavorato. Quando ti impegni e metti tutto te stesso in una cosa riesci a farla. Sono felice, potevo fare più di dieci gol ma non è male come bottino. Sono autocritico e punto sempre a fare di più.

 

Diventa un incubo quando un attaccante come te non riesce a metterla dentro?

Diciamo che l’attaccante vive per il goal però ultimamente sono cresciuto: non l’ho subito tanto il fatto delle 7 partite senza fare gol. Nell’ultimo match sentivo più che altro il fatto che la Lazio stava 0-0 in casa dopo tante occasioni sprecate. Ero più arrabbiato per l’andamento della partita che per il gol che non riuscivo a fare. La rabbia dell’esultanza è stata una sorta di liberazione per un mix di fatti.

 

Bisogna aspettarsi di più da questa Lazio?

Sarebbe bello e importante anche consolidare quello che abbiamo fatto. 37 punti sono tantissimi, sono stati fatti da una squadra che aveva tutti contro all’inizio dell’anno. Sono arrivato in un momento in cui c’era tanta confusione: poi la società è riuscita a mettere a posto la squadra. Siamo riusciti a portare gente allo stadio; volgiamo fare bene come nel girone d’andata. Siamo giovani e possiamo migliorare in tutto, il mister ci dice sempre questo. È bello stupire tutti e sbaragliare il pronostico.

 

Su cosa devi lavorare?

Sicuramente ho migliorato la gestione della palla; leggendo le statistiche potevo avere più freddezza sotto porta. A volte però corro tanto in campo, giro molto; corro inutilmente e perdo di lucidità (sorride, ndr). Ho un mister che ha fatto l’attaccante e cerco di apprendere da lui le situazioni particolari che mi possono servire in campo.

 

Una considerazione sul tifo biancoceleste: come valuti l’ambiente?

Per la questione di inizio anno era normale che ci fosse un po’ di negatività. Ora però è uscito il vero tifoso: l’abbiamo visto prima di Palermo, ho parlato personalmente con i tifosi. Sono i primi a stare male quando le cose non vanno bene; credo che quest’anno invece non ci sono stati malumori. Non ricordo fischi; i laziali ci sono stati sempre vicino anche dopo la sconfitta del derby. Ho trovato un ambiente familiare, sono venuti in tantissimi all’aeroporto, poi qui a Formello prima del derby. Sappiamo che giocando bene, col lavoro, facciamo divertire la nostra gente.

 

Hai pagato un po’ di stanchezza nel finale d’anno?

Io mi sono riposato già negli altri anni in cui ho giocato poco (ride, ndr). Giochiamo solo una partita a settimana; mi sono allenato sempre bene, sono decisioni del mister. Andavo in campo sempre dando il massimo; il fatto di non fare goal non dipendeva tanto dall’aspetto fisico. Nelle 7 partite in cui non ho segnato ci sono dati che dimostrano che ho corso tantissimo.

 

Sei l’immagine principale della Lazio: resterai a lungo?

Non ho intenzione di dire quello che succederà tra 6 anni. Ho ancora 4 anni e mezzo di contratto, sono in una società importante che punta  fare cose importanti. Non vedo il motivo di andare via.

 

Ci metteresti la firma ora per ritrovarti con 20 gol a fine campionato?

Lavorerò per fare bene se non meglio rispetto al girone d’andata. C’è solo da lavorare e andare avanti, i miei compagni mi mettono nelle migliori condizioni.

 

Feeling particolare con Inzaghi?

È uno stimolo: il mister avendo fatto l’attaccante ha esperienza e ti sa dire quali sono i movimenti giusti da fare. Noi attaccanti siamo avvantaggiati; il rapporto umano si è creato subito. Mi ha voluto fortemente qui, mi ha dato fiducia. Quando ti senti apprezzato così, inevitabilmente hai delle responsabilità verso di lui. Cerco di dare il massimo per il mister, per i miei compagni, per la Lazio, per la gente.

 

Obiettivi finali: pensi che la Champions sia raggiungibile? Cosa deve fare di più la Lazio?

Non me la sento di dire che andremo sicuramente in Champions; lotteremo sicuramente per arrivarci a tutti i costi. Lotteremo e punteremo ad arrivare più in alto possibile. Davanti a noi ci sono squadre attrezzate e costruite per fare la Champions e giocarla. È difficile; l’obiettivo della Lazio è almeno andare in Europa. Poi conquisteremo sul campo la nostra posizione.

 

Stagione rivincita dei calciatori italiani: come la state vivendo?

È bello perché vedo un campionato più vivo. Non ci sono squadre che hanno preso il largo; la stessa Juventus ha 8 punti più di noi. Tutto ciò avviene perché ci sono giocatori italiani ed è bello perché se il campionato viene visto da molti e gli italiani fanno bene c’è soddisfazione per noi. Mister Ventura sta facendo bene, abbiamo anche giovani interessanti; fa piacere tutto ciò.

 

 

 

 

 

 

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