Un anno di Lazio, riavvolgiamo il nastro: i momenti più significativi del 2016 biancoceleste

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L’anno vecchio è finito ormai“… Così cantava Lucio Dalla ne ‘L’anno che verrà’, uno dei suoi più celebri pezzi. Il 2016 si appresta dunque a terminare, è il momento dei bilanci e di ripercorrere i dodici mesi precedenti, con un immancabile augurio per quel che sarà. Riavvolgiamo allora il nastro, riviviamo gli eventi più importanti e significativi del 2016 biancoceleste.

GENNAIO – Una stagione difficile e travagliata quella scorsa, eppure nel giorno del suo 116esimo compleanno, la Lazio di Pioli si imponeva per 3-1 al ‘Franchi’ contro la Fiorentina, nell’ultimo turno del girone di andata: a segno Keita, Milinkovic-Savic (in una gara da ‘quasi ex’) e Felipe Anderson, autori di un successo dal sapore di impresa per una squadra alla ricerca del riscatto.

FEBBRAIO – Europa League ancora di salvezza: contro il Galatasaray (1-1 nel match di andata alla Türk Telekom Arena, 3-1 in quello di ritorno all’Olimpico), la Lazio superava i sedicesimi di finale della competizione continentale, malgrado gli sfavori del pronostico. A Istanbul, Milinkovic trovava il pareggio per un risultato stretto ai biancocelesti. A Roma finivano sul tabellino di una gara perfetta Parolo, Anderson e Klose.

MARZO – Quello che sembrava un avversario battibile si rivelava inaspettatamente letale: agli ottavi di finale di E. League, la Lazio incontrava lo Sparta Praga: nella capitale ceca, la squadra reagì all’iniziale svantaggio e con Parolo trovò un importante 1-1, dilapidato però nella sfida di ritorno. La metamorfosi europea a cui la squadra aveva abituato non si compiva: tra fischi e contestazione, i biancocelesti soccombevano all’Olimpico (0-3 già nel primo tempo) salutando nel peggiore dei modi il torneo.

APRILE – La goccia che fece traboccare un vaso già colmo: nella partita più importante che avrebbe potuto e dovuto far emergere l’orgoglio – il derby contro la Roma terminato 4-1 in favore dei giallorossi – la Lazio perdeva faccia e allenatore: Stefano Pioli veniva esonerato a sette turni dal termine del campionato. Al suo posto, provvisoriamente, Simone Inzaghi, promosso dalla Primavera biancoceleste.

MAGGIO – Il mese degli addii: in particolar modo quello di Miro Klose, che dopo cinque anni salutava (tra qualche polemica) la sua Lazio nel match conclusivo del campionato contro la Fiorentina: all’Olimpico finisce 2-4 per i Viola, gli applausi nel ‘Klose Day’ sono solo per il campione tedesco. Di fatto, quella fu anche l’ultima apparizione in biancoceleste di Mauri, Matri, Konko, Braafheid e Candreva.

GIUGNO – In un ambiente allo sbando in cui infuriava la contestazione indirizzata alla società, teneva banco il toto allenatore: dopo il viaggio a Roma di Sampaoli (poi approdato al Siviglia), circolavano principalmente i nomi di Giampiero Ventura, di Cesare Prandelli, dell’outsider Inzaghi e soprattutto di Marcelo Bielsa. L’altalena continuava per giorni, Calveri volava in Argentina, la telenovela sembrava terminare: si attendeva solo l’arrivo del ‘Loco’ nella Capitale.

LUGLIO – Con un comunicato ufficiale la Lazio annunciava di aver depositato il contratto di Bielsa, atteso a Roma per la nuova avventura. Ma il caso non accennava a risolversi: nessuna traccia del tecnico di Rosario, mentre il ritiro di Auronzo era sul punto di iniziare. Poi la svolta e la rinuncia dell’argentino, comunicata attraverso una lettera indirizzata alla dirigenza. Lotito, pronto alla causa legale, affidava nuovamente il gruppo a Inzaghi. Dalle parti di Formello l’aria era a dir poco pesante, l’affaire Bielsa scuoteva gli animi già delusi e arrabbiati dei tifosi. Poco risolvevano gli approdi in società di Angelo Peruzzi e Arturo Diaconale.

AGOSTO – Dopo settimane di trattativa, l’Inter annunciava un suo nuovo acquisto: Antonio Candreva, quattro anni e mezzo di Lazio per un totale di 192 presenze e 45 gol: se ne andava un punto fermo delle ultime stagioni e in effetti l’addio non era di quelli indolori, né mancavano le polemiche attorno a una cessione causata da un rapporto con tecnico (Pioli) e squadra ormai compromesso e quindi data per scontata da mesi.

SETTEMBRE – A far tornare il sorriso ai tifosi, almeno in campo, ci pensava nel frattempo Ciro Immobile, giunto a Roma con la voglia di chi cerca riscatto nell’ultima campagna acquisti. Già a Bergamo contro l’Atalanta (3-4) , in avvio di campionato, trovava il suo primo gol ufficiale con l’aquila sul petto, per poi bissare contro il Pescara (3-0): la prima rete di fronte al proprio pubblico, anche se inflitta alla ex squadra, è quella che non si scorda mai. “Un’emozione segnare qui, la Curva è bellissima“: così diceva il biondo Ciro al termine del match.

OTTOBRE – Il 24 agosto il terremoto colpiva tremendamente il Centro Italia. La terra di Accumoli, Arquata e Pescara del Tronto, Amatrice e non solo tremò tanto da causare 300 vittime. Proprio Amatrice veniva scelta dalla Lazio come meta  per la visita del 19 ottobre: giocatori, staff e società si recavano nel luogo caro al presidente Lotito, facendo tappa nella scuola della cittadina simbolo del sisma. Una giornata speciale che vedeva Parolo e compagni camminare tra le macerie di ciò che le scosse avevano distrutto, e un’emozione forte dipinta sul volto dei biancocelesti.

NOVEMBRE – Dopo due mesi di campionato in cui Juventus e Milan rappresentavano le uniche due battute d’arresto, la Lazio continuava nella serie di risultati utili. I ragazzi di Inzaghi iniziavano così a occupare le zone alte della classifica, proseguendo l’ottimo percorso con il pareggio di Napoli e il doppio successo contro Genoa e Palermo. A suon di gol e prestazioni convincenti, anche il cuore dei tifosi tornava a scaldarsi: emblematico il bagno di folla riservato alla truppa biancoblu in partenza dalla stazione Termini per il capoluogo campano. Un entusiasmo che non si vedeva da tanto, troppo tempo.

DICEMBRE – Iniziato male e finito peggio. Potrebbe essere questa la sintesi dell’ultimo mese del 2016: la Lazio si presentava alla sfida delle sfide nel migliore dei modi, in un momento pressoché perfetto, eppure era ancora una volta la Roma ad aggiudicarsi la stracittadina (a segno Strootman e Nainggolan). A infuocare il post-gara, poi, le parole di Lulic rivolte a Rüdiger che portavano a una squalifica di 20 giorni per l’eroe del 26 maggio. E il Natale non portava maggiore fortuna: proprio l’Inter di Candreva e Pioli – ironia della sorte – travolgeva i capitolini con un sonoro 3-0 che di fatto concludeva negativamente l’anno solare.

L’appuntamento è fissato per l’8 gennaio, data della ripresa del campionato biancoceleste. All’Olimpico arriverà il Crotone, fanalino di coda insieme al Pescara con 9 punti: un avversario tuttavia da non sottovalutare, una sfida da non sbagliare. E che sarà l’inizio di una nuova storia…

 

Laura Massa

 

 

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