Lazio nel 2016, quando “inaspettata” significa croce e delizia: √® Inzaghi la miglior sorpresa

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Inaspettato/a: “Non aspettato, non previsto (tale perci√≤ da produrre una certa sorpresa)“.

Il 2016 della Lazio pu√≤ definirsi tale, ma non in un solo senso, positivo o negativo che sia. In tutte le sue sfaccettature, questo anno ha saputo regalare sorprese ai tifosi biancocelesti e all’ambiente circostante. Dai record negativi di presenze allo stadio, alle giovani promesse del settore giovanile lanciati in Serie A, passando per l’esonero di Pioli (dopo una stagione completamente diversa dalla precedente, piena di successi e di sorrisi), per il non arrivo di Bielsa e i cambiamenti all’interno dell’organizzazione del club capitolino.

Tra tutti i casi, quello che ha destato pi√Ļ stupore, e positivamente, √® legato a¬†Simone Inzaghi. Dopo gli¬†innumerevoli successi accumulati¬†in Primavera, tra cui due Coppe Italia consecutive (2014 e 2015), una Supercoppa italiana (2014), oltre al piazzamento in semifinale prima, e in finale poi delle Final Eight, il mister di Piacenza ha raccolto consensi anche in Serie A. Il salto immediato e complicato di categoria, triplo, pi√Ļ che semplice, non ha fatto altro che evidenziare le qualit√† del giovanissimo tecnico quarantenne che sta godendo dei¬†complimenti ricevuti in tutta Italia.

In 25 partite alla guida della Lazio, dal 10 aprile (prima gara con lui sulla panchina delle aquile) ha raccolto 14 vittorie, 5 pareggi e 6 sconfitte, con una media punti pari a 1,84. Nello specifico, nel campionato attuale la Lazio di Inzaghi sta collezionando 1,89 punti a partita, arrivando a guadagnare sì 34 punti totali in 18 gare, ma avendo anche qualche rammarico legato a partite in cui avrebbe potuto prendere i 3 punti (i match contro Bologna e Torino sono esemplari). Pesano, dunque, le tre sconfitte nel finale della scorsa stagione, in un momento in cui la Lazio poteva chiedere davvero poco al suo campionato.

 

Grazie alla “cura Inzaghi”, inoltre, alcuni giocatori in rosa sembrano rinati: su tutti Felipe Anderson, che sta tornando ad essere decisivo negli ultimi mesi, e Keita, recuperato anche grazie al club manager Peruzzi, che ha portato punti e goal ai biancocelesti – oltre a dare linfa a giocatori come Patric e a lanciare i giovani Lombardi e Murgia nel massimo campionato.

Il bilancio √® maggiormente positivo, ma √® chiaro che esistono margini di miglioramento e vari aspetti da aggiustare. Tuttavia √® innegabile che il lavoro di Simone Inzaghi ha sorpreso tutti, aumentando la componente di “delizia” al cospetto della “croce” guadagnata nella prima parte del 2016.

 

 

 

 

Simone Melchionna

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