Lazio, cala il sipario sul 2016 e si alza quello sul 2017: ecco tutte le mosse in entrata e in uscita nel mercato invernale per rimanere in alto

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Martedì 3 gennaio aprirà ufficialmente la sessione invernale di calciomercato, che darà la possibilità alle squadre insoddisfatte delle proprie rose e delle rispettive posizioni in classifica di rinforzarsi fino alle 23 di martedì 31 gennaio, termine ultimo per quanto riguarda il mercato di riparazione. La Lazio ha senz’altro bisogno di qualche accorgimento per correggere i principali difetti mostrati finora (inferiorità con le grandi e fragilità nei secondi tempi), continuare a rimanere aggrappata al treno di testa e difendere con le unghie e con i denti la zona Europa League, che sembrava pura utopia dopo il terremoto provocato dalla vicenda Bielsa. Il reparto che più di ogni altro necessità di essere rimpolpato è certamente quello offensivo, considerata la partenza per circa un mese e mezzo di Keita per la Coppa d’Africa e la poca affidabilità mostrata dai vari Kishna, Luis Alberto e Djordjevic. Anche un vice-Biglia in mezzo al campo potrebbe fare al caso dei biancocelesti, vista la non sempre perfetta condizione fisica dell’argentino e l’assoluta mancanza di un’alternativa nel ruolo di regista. Analizziamo reparto per reparto la situazione della rosa a disposizione di Inzaghi, attesa alla conferma nel girone di ritorno, che spesso e volentieri ha creato problemi nel corso della gestione Lotito:

DIFESA – Quello arretrato sembra essere qualitativamente e quantitativamente il reparto piĂą completo della squadra di Inzaghi. Il ritorno a pieno regime di de Vrij e le piacevoli sorprese Wallace e Bastos catalogano la retroguardia biancoceleste tra le migliori in Serie A, così come Basta, Patric, Radu e Lukaku garantiscono al tecnico piacentino la necessaria sicurezza anche sugli esterni. PiĂą delicato sembra essere invece il discorso riguardante la porta, con Marchetti che alterna grandi prestazioni a momenti di appannamento, l’emergente Strakosha che ha fatto bene ogni qualvolta è stato chiamato in causa nonostante la giovane etĂ  e la poca esperienza nel massimo campionato italiano e l’oggetto misterioso Ivan Vargic, acquistato un anno fa come prima alternativa di Marchetti e relegato addirittura a terza scelta nonostante l’infortunio muscolare occorso all’estremo difensore di Bassano del Grappa (in scadenza di contratto il 30 giugno 2018). La sensazione è che almeno nel mercato invernale non si muoverĂ  nulla nĂ© in entrata nĂ© in uscita (eccetto forse una possibile cessione in prestito per Hoedt, scontento dello scarso utilizzo), mentre per l’estate ci potrebbero essere novitĂ  importanti soprattutto per quel che riguarda i casi Marchetti e de Vrij.

CENTROCAMPO – In mediana la situazione a livello numerico è soddisfacente, ma manca certamente quel giocatore in grado di dare il cambio di marcia a un reparto comunque di spessore. Parolo, Biglia, Milinkovic e Lulic sono i quattro titolari che si sono alternati finora con discreti risultati sia nel classico 4-3-3 che nel 3-5-2, con specialmente il gigante serbo valore aggiunto nel primo scorcio di stagione. Cataldi non ha trovato lo spazio che desiderava ma ha avuto comunque le sue chance dal 1’ in cinque occasioni, al contrario della meteora Moritz Leitner, acquistato in estate dal Borusssia Dortmund e mai utilizzato da Inzaghi. Anche qui non si prevedono variazioni nella finestra invernale di mercato.

ATTACCO – Nel reparto offensivo ci si aspetta almeno una mossa da parte della dirigenza biancoceleste. Keita come detto sarĂ  out per oltre un mese a causa della Coppa d’Africa e dunque gli unici titolari restano Felipe Anderson e Immobile, finora praticamente sempre utilizzati da inizio stagione. Le alternative, infatti, scarseggiano, con Djordjevic, Kishna e Luis Alberto messi in campo col contagocce e Lombardi, che ha dato un’impressione positiva nelle sue apparizioni, ma che non sembra ancora essere pronto per fare il titolare. I nomi che circolano in queste ore per il ruolo di vice-Immobile sono quelli di Paloschi e Giovanni Simeone, ma l’impressione è che tutto dipenderĂ  dalla partenza di un Djordjevic apparso senza stimoli fino a questo momento e che potrebbe finire in una tra Lione, Genoa, Crotone e Pescara. In alternativa ai due centravanti militanti in Serie A, sono emerse in questi giorni le candidature di Jurgen Locadia (classe ’93 del PSV Eindhoven) e Martin Braithwaite (classe ’91 in forza al Tolosa), ma si tratta ancora di semplici idee. Per quel che riguarda le ali, infine, il sogno si chiamano Alejandro Gomez dell’Atalanta e Eder dell’Inter, ma i profili apparentemente alla portata della Lazio sono quelli di CafĂą del Ludogorets (anche se la valutazione di 10 milioni del club bulgaro potrebbe essere un ostacolo difficile da superare) e Giaccherini, chiuso nel Napoli di Sarri e che potrebbe rilanciarsi proprio nella Capitale, anche se le indiscrezioni che filtrano sono quelle di una voglia di permanenza in Campania dell’ex Juve e Cesena. Ogni discorso, tuttavia, è rimandato a martedì 3 gennaio, quando aprirĂ  ufficialmente i battenti la finestra invernale dei trasferimenti, con l’augurio di vedere qualche volto nuovo nei pressi di Formello per l’anno venturo che consenta alla Lazio di ripetere lo straordinario girone d’andata per tornare a calcare quantomeno il palcoscenico dell’Europa Leauge.

Riccardo Selvi

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